Brian Freeman.
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AI MORTI NON DIRE ADDIO.
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Parte 2.
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Titolo originale: Goodbye to the Dead. 2015.
Traduzione di: Alfredo Colitto.
2016. PIEMME Edizioni, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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29.
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Stride si ferm nel vialetto di ghiaia davanti alla casa di Jessie Klayman, nella cittadina di Gary. Era quasi in fondo a Dickson Street, una strada senza uscita. La casa era a un solo piano, con garage separato e gradini di legno che conducevano alla porta. L'ampio giardino era pieno di erbacce e sul retro la propriet confinava con una macchia d'alberi. Nel vialetto vide due auto, una Dodge Neon verde e una Pontiac Firebird arrugginita.
Scese da un lato della sua Ford Bronco e Maggie usc dall'altro.
Sai dove siamo? disse lei, indicando la strada. Svolta a sinistra l e poi ancora a sinistra su Becks...
Ely's Peak disse Stride.
Gi.
Stride studi la casetta. Si era avvicinato troppe volte a case normali, su vialetti normali, per prenderla alla leggera. L'esterno non rivelava mai cosa succedeva all'interno.
Sii prudente disse.
Andarono alla porta e suon il campanello. Dopo una trentina di secondi venne ad aprire una donna. Apr la controporta e sorrise, ma gli occhi erano diffidenti. Faceva la guardia giurata, di sicuro sapeva riconoscere i poliziotti.
Cosa posso fare per voi? chiese. La voce lasciava pensare al trillo sovreccitato di un uccello all'alba.
Jessie Klayman? chiese Stride. Quando la donna annu, continu: Mi chiamo Jonathan Stride, e lei  Maggie Bei. Siamo della polizia di Duluth. Le mostr il distintivo, ma lei lo guard appena.
S, lo immaginavo disse, lisciandosi i capelli rossi con le unghie dipinte di rosso. Era bassa e grassottella, e indossava una T-shirt attillata dei Twins con pantaloncini di jeans. Cosa volete?
Vogliamo solo farle alcune domande. Possiamo entrare?
S, va bene.
Li fece accomodare in soggiorno. La tiv trasmetteva un gioco a premi a tutto volume. La stanza puzzava di alcol, come il fiato di Jessie. Nella cucina adiacente, Stride not piatti sporchi e lattine di Budweiser vuote. Non c'era l'aria condizionata e dentro la casa l'aria era stantia.
Lei era nel servizio di sicurezza della maratona, il mese scorso, vero?
S.
Stiamo cercando di identificare l'uomo che si trova accanto a lei in questa foto.
Jessie prese la foto con le sue grosse dita. Il sorriso le scomparve dal volto. Perch lo cercate?
Lo conosce? chiese Stride.
Ha fatto qualcosa?
Signora Klayman, si tratta di suo figlio? chiese Maggie. Troy Grange pensa di s.
Lei si sedette sul divano. Sul tavolino c'era una busta vuota di Doritos. E va bene, s, quello  Ross. E allora?
 in casa? chiese Stride.
No.
Stride guard il corridoio che portava alle stanze da letto. Suo figlio vive con lei?
S. Posso sapere di cosa si tratta?
Vogliamo solo parlare con lui. Sa dirci quando torner?
No.  uscito a fare una camminata. Pensate che abbia fatto qualcosa di male? Perch non  cos. Ross  un bravo ragazzo.
Maggie prese di tasca un'altra foto. Era una di quelle scattate da Jay Ferris nel bosco di Ely's Peak. Mostrava un uomo in tuta mimetica che imbracciava un fucile d'assalto. Questo  Ross? chiese.
Jessie guard la foto con attenzione. Non lo so. Non riesco a vedere bene il viso.
Ross possiede un fucile come questo, o lo possiede lei?
La donna scroll le spalle. Abbiamo varie armi. Tutte regolarmente registrate.
Compreso un fucile d'assalto Bushmaster? insistette Maggie.
S, e con ci? Vi ho detto che sono legali.
Pistole?
S, ne abbiamo diverse. Non devo ricordarvi il secondo emendamento, vero? Solo un pazzo non andrebbe in giro armato, di questi tempi. Senza offesa per la polizia, ma se qualcuno si introduce in casa mia non ho il tempo di aspettare l'arrivo di un'auto di pattuglia.
Le dispiace se diamo un'occhiata alla stanza di Ross? chiese Maggie.
Jessie incroci le braccia sul petto generoso. Il cinguettio della sua voce sal di tono. S, mi dispiace. Venite qui a fare tutte queste domande su mio figlio, ma non volete dirmi di cosa si tratta.
Stride scambi un'occhiata con Maggie. Bene, grazie mille della sua disponibilit, signora Klayman. Quando Ross torna a casa, pu avvisarci o dirgli di darci un colpo di telefono? Avremmo bisogno di parlare con lui di persona.
La donna si strinse nelle spalle. Va bene, ma vi dico che state perdendo il vostro tempo. Ross non ha fatto nulla di male.
Stride e Maggie uscirono senza che li accompagnasse alla porta e risalirono in macchina. Stride accese il motore e dallo stereo part una canzone di Sara Evans, Born to Fly. Innest la marcia ma tenne il piede sul freno. Credi sia lui l'uomo visto da Jay a Ely's Peak? chiese Maggie.
 probabile, ma non credo che riusciremo a provarlo. Non abbiamo in mano nulla di solido per chiedere un mandato e sottoporre le loro armi al test balistico.
La giuria si  gi riunita. Dobbiamo riferire questo sviluppo a Dan?
S, glielo dir, per quello che vale disse Stride. Sta a lui decidere se parlarne a Gale. Ma non credo che cambier nulla riguardo al processo.
Maggie guard la casa. Jessie Klayman era sulla porta, e li osservava. Quando la donna volt loro le spalle, Maggie si mise gli occhiali da sole. Non hai nessun dubbio su questo caso, capo?
Che sia stata Janine a uccidere Jay, intendi? No, non ne ho.
Proprio nessuno?
Non ho ragionevoli dubbi rispose Stride. Questa  l'unica cosa che conta.
Un'ora pi tardi, Jessie sobbalz, sentendo una mano farle il solletico al collo. Si volt di scatto e vide Ross, in piedi dietro il divano con un gran sorriso. Riusciva sempre ad avvicinarsi senza farsi sentire.
Mi hai spaventata a morte! esclam Jessie.
Scusa.
In testa aveva un berretto dell'esercito con la visiera bassa sulla fronte, e occhiali da sole avvolgenti. Una canottiera nera gli lasciava nude le spalle e le braccia magre, esponendo il suo tatuaggio di uno scheletro in tuta da combattimento. Sotto la canottiera, indossava pantaloni mimetici e pesanti scarponcini da trekking. Era sudato per il caldo e odorava di pino.
Jessie torn a guardare il gioco a premi.  venuta la polizia a cercarti.
Ross non disse nulla. Lei si volt e vide il figlio che la fissava da dietro gli occhiali. Non sorrideva pi e la bocca era inespressiva.
Mi hai sentito?  venuta la polizia a chiedere di te.
Ti ho sentito. Cosa volevano?
Non lo so. Non me l'hanno voluto dire.
E tu cosa gli hai detto? chiese Ross.
La sua domanda aveva un tono d'accusa che irrit Jessie.
Cosa credi che gli abbia detto? Nulla. Gli ho detto di lasciarci in pace.
Ross and alla finestra e scost la tenda, per osservare la strada deserta. Lo faceva spesso, come se aspettasse qualcuno che non veniva mai. Jessie ud il rumore attutito di un tosaerba poco lontano. Una tipica giornata estiva.
Sono sicura che non sia nulla di serio disse lei. Qualcuno deve averti visto fare pratica con il Bushmaster e si  spaventato.
Lo hanno detto loro? chiese Ross, senza voltarsi.
Avevano una foto di te con un fucile. Era sfocata, cos ho detto che poteva essere chiunque. Ma eri tu.
Jessie si alz dal divano mentre scorrevano i titoli di coda del programma. Non sapeva perch lo guardava. Si trattava di gente che guadagnava denaro perch sapeva cose stupide. Una volta ci aveva provato anche lei, a partecipare, ma non le avevano mai risposto. Pazienza. Lei e Ross avevano abbastanza soldi per vivere.
Si avvicin a suo figlio da dietro, lo abbracci e gli pos la testa sulla schiena. Sei cos teso disse.
Lui non fece commenti.
Vado a fare una doccia disse lei. Fredda. Fa troppo caldo.
Ross di nuovo non disse nulla.
Mi vuoi bene? chiese Jessie.
Ci volle molto tempo, ma alla fine lui disse: S.
Questo era tutto ci che lei aveva bisogno di sentire.

30.

La votazione era undici a uno.
Tutti avevano espresso il proprio voto, ora, anche i due giurati indecisi. Howard restava l'unico contrario. La discussione durava gi da tre ore, e lui cominciava a vedere l'impazienza sui loro volti, soprattutto su quello di Bruce, che si comportava come se Howard fosse l'unico ostacolo tra lui e una cena a base di bistecca e vino. Eleanor, la presidente, restava calma in mezzo ai mormorii degli altri.
Ragionevole dubbio disse, ripercorrendo una strada che avevano gi percorso pi volte. Howard, lei capisce che si tratta di una cosa diversa dal non avere nessun dubbio, vero?  quello che ci ha spiegato il giudice.
Ho sentito cos'ha detto il giudice disse Howard. E lo capisco.
Nessuno le sta chiedendo di cambiare opinione per forza prosegu la donna.  una decisione che spetta a lei. Voglio solo essere certa che stiamo valutando le prove secondo lo stesso criterio.
Howard spinse il suo bicchiere d'acqua sul tavolo, facendo dei circoli. Teneva gli occhi bassi, invece di guardare gli altri in faccia.  solo che non sono convinto. Non vedo le cose nel modo in cui le vedete voi.
Si alz e and all'unica finestra della stanza, che dava sulla citt. Si sentiva isolato, e il fatto di essere solo lo rendeva testardo. Non potevano costringerlo a votare come volevano loro. Non potevano convincerlo che quella donna cos bella, il cui viso era sempre nella sua mente, aveva preso una pistola e sparato in fronte al marito.
No, Janine non l'avrebbe mai fatto.
Howard? disse Eleanor. Posso farle delle domande? Vorrei capire qual  il suo approccio.
Va bene.
Crede che la dottoressa Snow si sentisse in trappola nel suo matrimonio e non vedesse una via d'uscita?
Tante persone sposate sono infelici! scatt Howard. Questo non significa prendere una pistola e sparare al coniuge. Non funziona cos. Le coppie divorziano, oppure vanno avanti come possono.
Bruce apr la bocca, ma Eleanor alz una mano per farlo tacere. Howard, certo, questo  vero. La maggior parte delle persone scontente del proprio matrimonio non ammazza il coniuge. Ma le ricordo che Jay Ferris  stato ucciso. Qualcuno gli ha sparato. La mia domanda , lo ripeto: lei crede che la dottoressa Snow si sentisse in trappola nel suo matrimonio? L'accusa ha provato questo punto in modo convincente, secondo lei?
Howard scroll le spalle. Be', s. Su questo non ho dubbi.
Bene. Crede anche al fatto che Jay Ferris tenesse sospesa sulla testa della moglie la minaccia di rendere pubblica la sua dipendenza da farmaci?
Howard ripens all'articolo sul giornale. Holly. I flaconi di analgesici trovati nell'appartamento. Immaginava le pressioni alle quali era sottoposta Janine, come chirurgo e come moglie. Nessun luogo in cui rifugiarsi, nessuna via di fuga, a parte le droghe. Howard era stato operato di appendicite, da adolescente, e aveva preso la morfina. Ne conosceva l'attrazione, conosceva il piacere di sentirsi galleggiare sopra una nuvola.
S, penso di s.
Clyde Ferris ha dichiarato che suo fratello Jay non intendeva concedere il divorzio alla dottoressa Snow. Lei gli crede?
Jay Ferris. Che figlio di puttana. Giocava con la moglie come un ragazzino gioca con una mosca in un barattolo.
S disse Howard, brusco.
Allora ripensiamo un attimo a tutta la situazione disse Eleanor, con calma. La dottoressa Snow voleva il divorzio, ma suo marito non glielo avrebbe mai concesso, e conosceva un segreto in grado di distruggere la vita e la carriera della moglie. Indipendentemente dal fatto che sia stata la dottoressa a ucciderlo, crede che avesse un movente per farlo? Che in qualche parte della sua mente lei considerasse la morte di Jay come una via d'uscita dal suo problema?
Quanto doveva sentirsi sola pens Howard. Aveva tutto e nulla allo stesso tempo. Con Jay vivo, era in gabbia. Con Jay morto, sarebbe stata libera.
S,  probabile rispose.
Bene. Questo  un grande passo per noi. Credere che un chirurgo di successo come la dottoressa Snow potesse sentirsi cos disperata da pensare che la morte del marito fosse preferibile alla vita che lei stava vivendo. E fin qui siamo tutti d'accordo, compreso lei, Howard. Giusto?
Howard guardava fuori dalla finestra, ma annu.
Allora, se siamo tutti d'accordo su questo, passiamo alla notte in cui Jay Ferris  stato ucciso. Sappiamo che la dottoressa era in casa. Sappiamo che aveva litigato con suo marito. Pochi minuti dopo, lui era morto. L'accusa ha fatto un passo in pi e crede che la dottoressa lo abbia ucciso. Forse in modo premeditato, forse perch ha perso il controllo durante la lite. Non lo sappiamo. Forse aveva comprato una pistola, forse sapeva dove il marito teneva la propria. Non lo sappiamo. Sappiamo solo che erano insieme, che hanno litigato e che Jay Ferris  morto poco dopo per un colpo di pistola alla testa. Howard,  d'accordo fin qui?
S, ma...
Eleanor lo ferm con un sorriso. Abbia pazienza ancora un minuto. Nessuno pu contestare che Jay Ferris sia morto, perci pensiamo a ci che dobbiamo credere per concludere che non ci sono prove sufficienti per accusare della sua morte la dottoressa Snow. Va bene? In tal caso dobbiamo credere che qualcun altro abbia scelto proprio quella stessa notte di nebbia per recarsi a casa loro sulla collina. Se si trattava di un rapinatore, come sostiene la dottoressa Snow, allora dobbiamo credere che questo rapinatore abbia visto le luci accese in casa, un'auto nel garage, e abbia deciso ugualmente di andare avanti con il suo piano. Dobbiamo credere che abbia bussato alla porta, perch non c' segno di un ingresso forzato, e che Jay Ferris lo abbia lasciato entrare. Il rapinatore a questo punto spara alla testa a Ferris, scende le scale senza lasciare nessuna traccia di terriccio o di ghiaia portata da fuori, trova i gioielli in camera da letto, li prende, torna di sopra e se ne va. Dobbiamo credere che tutto questo sia successo nel periodo di tempo esatto in cui la dottoressa Snow era sotto la doccia. Dobbiamo credere, inoltre, che l'assassino abbia scelto o di non provare a rivendere i gioielli, malgrado avesse ucciso per ottenerli, oppure che sia riuscito a rivenderli senza che le transazioni venissero alla luce. Va bene? Howard, ho detto qualcosa su cui non  d'accordo?
Howard scroll le spalle. Messa cos, era una cosa ridicola, ma Eleanor aveva ragione. No,  tutto vero.
Bene. La mia domanda per lei, ora,  questa: crede che questa sia una teoria ragionevole sull'accaduto?  vero, tutto  possibile, ma in assenza di prove certe questa  una teoria credibile? Perch noi vediamo il caso in modo diverso. Vediamo una donna di successo con un segreto terribile.  sola in casa con il marito, il quale la tiene ingabbiata in un matrimonio da cui lei vuole fuggire. Litigano, e lei gli spara. Poi si fa una doccia e mette i vestiti in lavatrice per distruggere ogni prova, prende la pistola e alcuni gioielli e li nasconde per farla sembrare una rapina. Questo, secondo noi,  ci che mostrano le prove raccolte. Undici di noi credono che non esista un ragionevole dubbio sul fatto che sia andata cos.
Howard torn al tavolo della giuria e si sedette. Prese il bicchiere d'acqua e lo vuot.
E cosa mi dite del Rav4? chiese.
Il testimone che ha visto quell'auto  stato impreciso riguardo al momento e al luogo. Inoltre, un'auto parcheggiata su una strada vicina  abbastanza per creare un ragionevole dubbio?
C'era un uomo con un fucile da guerra insistette Howard. Ferris gli aveva scattato delle foto. Aveva scritto un articolo su di lui.
Eleanor annu.  vero, ma  altrettanto vero che Ferris non sapeva chi fosse quell'uomo. Aveva gi denunciato l'incidente alla polizia e non ci sono indizi che l'abbia mai rivisto. Perch questa persona all'improvviso avrebbe deciso di ucciderlo? E, Howard, non  una coincidenza un po' tirata per i capelli che sia successo nel momento preciso in cui la dottoressa Snow era sotto la doccia e non poteva udire nulla?
Howard voleva darle una risposta soddisfacente. Voleva continuare a difendere Janine. Carol aveva ragione, lui sognava di salvarla. Aveva guardato il suo viso per mesi, sul monitor del computer, finch era stato in grado di ricordarne ogni particolare: occhi, pelle, capelli... Lei gli piaceva, lo eccitava come non gli era mai successo con nessuna altra donna. E ora aveva bisogno di lui. Aveva bisogno che lui restasse forte davanti a undici persone pronte a condannarla. Aveva bisogno che lui credesse che le prove non erano ci che sembravano.
Il dubbio.
Ma esisteva davvero un dubbio?
Howard guard i fatti nel modo in cui li vedevano gli altri, e seppe la verit. S, era stata Janine. Lui cercava disperatamente motivi per credere il contrario, ma era stata lei. Ci nonostante, poteva essere proprio lui a condannarla? Quella donna meritava di meglio di Jay Ferris. Era un'eroina. Una persona che salvava vite. Una donna bellissima. Se non aveva trovato nessun altro modo di sfuggire a quell'uomo spregevole, il suo poteva davvero essere definito un crimine?
Il tribunale avrebbe sondato la giuria. Succedeva sempre. Avrebbero chiesto a ciascuno di loro di convalidare il verdetto davanti alla corte. Howard avrebbe dovuto dirlo ad alta voce. Davanti a lei. E lei avrebbe saputo che l'aveva tradita.
Poteva farlo?
Eleanor lo osservava, cos come tutti gli altri. Era come se vedesse gli spostamenti tellurici che avvenivano dentro la sua mente.
Votiamo di nuovo disse Eleanor, piano. Colpevole o non colpevole.
E cos ricominci. Howard ascolt tutte le voci, uomini e donne, giovani e vecchi. Colpevole. Colpevole. Colpevole. A turno, ciascuno annunci la propria decisione, senza dubbi, senza esitazioni. Ci che stavano facendo a Janine non li turbava. Non li faceva vergognare il pensiero che una brava donna era stata condotta a quell'azione terribile da un uomo cattivo.
Colpevole.
Colpevole.
E cos via.
E a un tratto tocc di nuovo a lui. Howard rest in silenzio, mentre loro aspettavano. Tent di aprire la bocca, ma era secca nonostante l'acqua che aveva bevuto. La voce non gli usciva. Vedeva girargli intorno la stanza e voleva vomitare.
Howard? chiese Eleanor.
Lui doveva parlare. Doveva dire colpevole o non colpevole.
Vide il viso di Janine. I suoi occhi azzurri. La curva delle sue labbra. E lui era l'unica persona tra lei e il suo destino. Lui e la sua forza d'animo. Se avesse ceduto, non sarebbe rimasto nessuno.
Eleanor incroci il suo sguardo.
Howard?

31.

Il centro commerciale di Miller Hill era strapieno.
Era un pomeriggio d'estate. Il sole entrava dai lucernari creando riflessi arancioni sulle piastrelle quadrate. Dagli altoparlanti uscivano le note di una canzone di Rick Springfield, ma tra le risate dei ragazzi Cindy non riusciva quasi a sentirla. L'area ristorazione era affollata di adolescenti. Ragazzine che ridevano e strillavano. Ragazzi che gridavano, con voci che erano cambiate da poco. Molti correvano e si spingevano, intorno al tavolo di Cindy.
Quanta gente. Duluth era una piccola citt, ma a lei era sempre sembrata piena di gente. Di solito la folla le piaceva, ma ultimamente si sentiva attratta da spazi remoti e deserti. L'Alaska era cos. Lei e Jonny avevano visto ghiacciai e foreste senza nessun segno di presenza umana. Migliaia di chilometri di natura intatta, senza civilt. Era un posto simile ai territori selvaggi del Canada, a nord del Minnesota. Buona parte dell'Alaska apparteneva agli animali e alla terra stessa, non alle persone. L'enormit di quelle terre solitarie la faceva sentire piccola, ma a volte sentirsi piccoli era una buona cosa.
L'odore del mais caramellato si mescolava a quello dell'aglio della salsa di pomodoro e al profumo del pane fresco. L'aria condizionata non riusciva a mitigare il calore della giornata e Cindy sudava, in jeans e camicetta rossa a maniche lunghe. I capelli lunghi erano come una giacca sulle spalle, e li tir indietro.
Il piatto cinese che aveva ordinato era quasi intatto. Mordicchiava qualcosa, ma non aveva appetito. Invece beveva acqua minerale Aquafina, da una bottiglia di plastica.
Continuava a pensare a Janine. Non la giudicava per le sue debolezze. Alcuni reagivano allo stress prendendo pasticche. Altri bevevano, e altri non facevano nulla. Alla fine era uguale. Nel caso di Janine era un peccato perch lei aveva un grande talento, e quel talento ora sarebbe andato sprecato. Cindy ricordava il ragazzino che aveva incontrato insieme alla madre nell'ambulatorio di Janine, quello con una lunga cicatrice sul petto, che aveva un futuro grazie a ci che Janine aveva fatto per lui. E la sua storia era solo una tra le tante di pazienti che dovevano a lei la propria vita.
Ma che effetti poteva avere su di te una simile responsabilit? Sapere che qualcuno sarebbe morto o sopravvissuto a causa tua? Gli effetti su Janine erano chiari. Era diventata una tossicodipendente. E forse anche un'assassina. Lei invidiava la calma distaccata di Janine, e non si era accorta di come la regina di ghiaccio fosse piena di crepe.
Si mise a osservare i giovani. La facevano sempre sorridere. Ogni generazione doveva commettere gli stessi errori, fare le cose sbagliate prima di poter fare quelle giuste. Vide una coppietta a un tavolo vicino. Tutti e due sui sedici anni. Mangiavano una coppa gelato Dairy Queen con due cucchiai, e a un tratto si scambiarono un bacio.
Cindy e Jonny erano stati cos, tanto tempo prima. Due adolescenti innamorati. Cindy non voleva fissarli in modo troppo evidente, ma i loro atteggiamenti le rendevano difficile distogliere lo sguardo. Occhi sognanti. Sussurri. Toccatine.
Il ragazzo guard l'orologio e disse: Oh, no!. Doveva andare. Si gett in spalla lo zainetto, baci di nuovo la ragazza e poi la baci molte altre volte, e infine si avvi di corsa verso l'uscita, voltandosi di nuovo per un ultimo saluto. Poi scomparve nel parcheggio. La ragazza era rimasta sola, e forse sentiva gi la sua mancanza. Forse la loro storia sarebbe durata e forse no. Poteva essere un innamoramento estivo, o magari un amore di tutta la vita, come per lei e Jonny.
Cindy si chiese come si chiamasse la ragazza, e nemmeno a farlo apposta un'amica la salut passando: Ciao, Laura!.
Laura. Il nome di sua sorella. C'erano sempre quelle piccole stranezze del fato.
Laura, la ragazza del centro commerciale, aveva i capelli castani con la frangetta. La forma dei suoi occhi faceva pensare che avesse sangue orientale. Indossava una T-shirt bianca, che scivolava sopra una spalla magra. Il rossetto era rosa pallido. Giocherellava con un anello e Cindy immagin che glielo avesse regalato il ragazzo di prima. Laura tir fuori un libro dalla borsa e inizi a leggere. Era un volume della saga di Harry Potter. Si mise in bocca un chewing-gum e cominci a masticare e a far scoppiare bolle mentre leggeva. Quando si accorse che Cindy la osservava, le rivolse un sorriso luminoso, che Cindy ricambi.
Vedevi delle persone, poi non le rivedevi mai pi. Che tu possa avere una bella vita, Laura pens Cindy. Guardando quella ragazza, decise che c'era una cosa che aveva rimandato per troppo tempo. Prese il telefono, compose il numero e si mise in ascolto con una mano sopra l'altro orecchio. Si aspettava la voce dell'infermiera di Steve Garske, invece gli rispose lui in persona. Steve era il suo medico, ed era anche un vecchio amico di Jonny. Alto, allampanato, dolce, bravissimo con la chitarra. Aveva un piccolo ambulatorio, e quando non c'era nessuno rispondeva di persona al telefono.
 arrivato il momento di un appuntamento, Steve.
Non mi dire. Aspetta che prendo l'agenda. Che ne dici della settimana prossima? Marted?
Perfetto. Cindy si annot data e ora e si sent meglio.
Poi Steve chiese: Tutto bene?.
Quando va tutto bene, di solito rispondi subito. Cindy non rispose, e la voce di Steve si abbass di un'ottava. Cin?
Io... non lo so.
Dimmi tutto.
Ecco, a volte ho dei dolori. Abbass la voce e si mise una mano davanti alla bocca. Dolori acuti in mezzo alle gambe. Ho avuto anche nausea e vomito.
Quando  cominciato?
Quest'inverno.
Si aspettava la predica. E mi chiami solo adesso? Lasci andare avanti una cosa del genere senza fare nulla? Non c'era bisogno che Steve glielo dicesse, perch quelle cose se le era gi dette da sola.
Va bene, ti visito tra qualche giorno disse lui. E vedremo di che si tratta.
Grazie. Non parlarne a Jonny, per favore.
Certo.
Cindy riappese. Gli occhi le si riempirono di lacrime. Fiss Laura, la ragazza che si chiamava come sua sorella. Tent di sorridere di nuovo, osservando quella bella adolescente innamorata, che stava scoprendo il sesso e leggeva storie di maghetti. Che bella vita.
Il verdetto! disse qualcuno.
Cindy alz lo sguardo. Intorno a lei c'era un gran mormorio. La gente si affollava verso un negozio di elettronica con dei televisori in vetrina.
Lo ud di nuovo.
Il verdetto!
Stride e Maggie camminavano spalla a spalla nello stretto tunnel sotterraneo che conduceva dal municipio al tribunale. I blocchi di cemento erano dipinti di un bianco brillante, e lungo il soffitto correvano luci al neon e cavi di vari tipi.
Maggie doveva quasi correre con le sue gambe corte per tenere il passo di Stride. Sono stati rapidi disse. Non mi aspettavo una decisione cos presto.
Era un caso semplice ribatt Stride. Archie ha cercato di soffiare fumo per rendere tutto confuso, ma la giuria non si  lasciata ingannare.
Quindi pensi che sar un verdetto di colpevolezza?
S.
Emersero dalla porta nel seminterrato del tribunale. Salirono le scale fino all'atrio affollato dai reporter. Sembrava la sera delle elezioni. Stride si tenne defilato, non voleva concedere interviste. Vide Dan Erickson, impegnato anche lui a evitare le domande mentre fendeva quel mare di gente. I politici sapevano bene che era meglio vantarsi solo a cose fatte, non prima.
Archie Gale teneva lontani i giornalisti da Janine. Aveva un'espressione sobria. Sapeva di aver perso. Janine, a differenza di altri imputati in attesa di conoscere il loro destino, non teneva gli occhi bassi, ma guardava dritto negli obiettivi delle macchine fotografiche. Quando vide Stride in cima alle scale, mosse la testa in un saluto quasi impercettibile. Era evidente che non si faceva illusioni.
Ha molto sangue freddo mormor Maggie.
S.
Stride si era gi trovato molte volte in situazioni simili. La maggior parte delle volte vinceva la giustizia. Ma questo non gli dava piacere. Ogni omicidio lasciava molte vittime. Lui provava simpatia per Janine Snow e per la pentola a pressione che era diventata la sua vita, che il marito aveva fatto di tutto per peggiorare. Lei alla fine aveva ceduto. Anche le persone pi belle e intelligenti potevano cedere.
Vieni disse. Andiamo in aula.
Aspetta disse Maggie.
Il suo cellulare stava squillando.
Rispose e cerc di ascoltare al di sopra del chiasso. Osservando il suo viso, Stride si preoccup. Lei gli afferr un braccio e lo trascin di nuovo verso le scale. Quando furono fuori dalla vista dai reporter, scesero di corsa fino al seminterrato. Alla porta del tunnel Maggie si rimise il telefono in tasca.
Colpi d'arma da fuoco disse. Dobbiamo recarci sul posto.
Dove?
A Gary, capo. In Dickson Street. I vicini riferiscono di aver sentito molti spari.
 la casa...
Lei annu, spalancando la porta e correndo nel tunnel. S.  la casa di Jessie Klayman.

32.

La Pontiac Firebird che avevano visto parcheggiata nel vialetto non c'era pi. A parte questo, la casa era uguale a due ore prima, quando avevano parlato con Jessie Klayman. Due auto di pattuglia chiudevano Dickson Street all'intersezione con la 108esima, e altre due erano parcheggiate in fondo alla strada. Dietro il blocco stradale c'era un'ambulanza in attesa. I vicini di casa erano stati avvertiti di non uscire e stare lontani dalle finestre.
Stride chiam il telefono fisso della casa. Nessuno rispose.
Pensiamo che Ross sia andato via disse Maggie. Guppo ha parlato con due ragazze che abitano nella casa di fronte. Hanno detto che di solito lui guida la Firebird.
L'hanno visto uscire?
No, ma forse  uscito dal retro. Dietro la casa c' una strada sterrata che passa tra gli alberi e conduce su Gary Street.
Fa' circolare il suo identikit e la foto. E anche targa e modello dell'auto.
Lo stiamo gi facendo disse Maggie.
Indossavano entrambi i giubbotti antiproiettile. Con il binocolo, Stride esamin la casa e non vide movimenti dietro le finestre. Tutte le tende erano chiuse, cos come la porta del garage. Il sole splendeva alto nel cielo.
Abbiamo due agenti appostati sul retro della propriet disse Maggie. Non riportano nessuna attivit.
Va bene, andiamo a controllare.
Si mossero verso la casa da est, attraversando il prato di un vicino. Non aveva finestre da quel lato, se non all'altezza del seminterrato, dove c'era una porta e un abbaino. Il garage era alla loro sinistra. Allontanandosi dalla casa del vicino, Stride vide un agente in posizione dietro la linea degli alberi. Il poliziotto gli mostr il pollice alzato. Il retro della casa era coperto.
Stride e Maggie avevano le pistole in mano. Guppo e altri tre poliziotti li seguivano a una ventina di metri di distanza.
Raggiunsero il vialetto dei Klayman. La casa era costruita su un pendio, e per arrivare al giardino anteriore bisognava superare un muro di contenimento a due livelli e un giardino. Tra le erbacce c'erano statue di ninfe in pietra. Stride sal al primo livello del muro di contenimento, tenendosi su un angolo della casa. Sopra la loro testa c'erano le finestre del soggiorno, e un'altra finestra al livello del suolo dava sulla cantina.
Nessuna attivit.
Stride arriv sul prato davanti alla casa. Tenendosi chino sotto le finestre del soggiorno, sal i gradini di legno e picchi il pugno sulla porta. Jessie! Ross! Polizia!
Non ci fu risposta. Guardando attraverso la controporta, vide che la porta d'ingresso era aperta. Il soggiorno in cui si erano seduti a parlare con Jessie era deserto, ma il televisore era acceso. Chiam di nuovo, ma ud solo la risata registrata di una sitcom. Nel soggiorno non si mosse nulla.
Apr la controporta ed entr. Maggie lo segu.
Jessie! chiam di nuovo. Sono il tenente Stride.
Controllarono soggiorno e cucina. Entrambi deserti. Stride spense la tiv con il telecomando e in casa torn il silenzio, rotto solo dal ronzio di un ventilatore a stelo. Con le tende chiuse c'era poca luce. Stride indic il corridoio, dove si vedevano le porte di due stanze.
La prima porta era dipinta di nero e aperta. Nella stanza c'era la luce accesa. Stride entr con cautela e ci che vide gli tolse il fiato. Maggie entr subito dopo di lui.
Oh, merda disse.
Non c'era un letto, solo un materasso sul pavimento. Le pareti erano dipinte di nero, come la porta. Le finestre erano oscurate da sacchi neri della spazzatura attaccati ai vetri con il nastro adesivo. Su un carrello davanti al materasso c'era un televisore e sulla moquette erano sparsi decine di videogame, misti a proiettili dorati seminati sul pavimento come popcorn. Almeno trenta bersagli di carta crivellati di proiettili erano attaccati ai muri con le puntine, insieme a dei poster bizzarri: uno scheletro in divisa nazista, una ragazza nuda con la testa di sciacallo e canne di pistola al posto dei capezzoli, uno zombie senza pelle con il sangue che gli schizzava dal volto. E una strada di Las Vegas piena di tronchi e membra amputate.
Lungo tutto il muro, Ross aveva tracciato con la vernice spray la scritta Io sono Dio, con lettere alte un metro e mezzo.
Ges, chi  questo ragazzo? mormor Stride.
Ma sapevano chi era. Lo avevano gi visto, in altre citt, nelle scuole, sui posti di lavoro.
Stride aveva commesso degli errori nella sua vita. Aveva arrestato persone che poi erano risultate innocenti. Aveva lasciato dei casi irrisolti. Non era riuscito a proteggere persone a cui lo aveva promesso. Ma quello era diverso. Stavolta, non aveva attribuito la giusta importanza a una minaccia che Maggie e Cindy avevano visto chiaramente. Stride sapeva che non esisteva un confine chiaro tra il disadattato e l'assassino di massa, ma quella minaccia gli era sfuggita.
Ross Klayman era l fuori, da qualche parte. E avrebbe ucciso.
Dove sono le armi? chiese Maggie. Troy ha detto che Jessie ha molte armi.
Ispezionarono l'altra stanza da letto, che era quella di Jessie. L'armadietto delle armi era l, aperto e vuoto. Niente fucili, n pistole. N munizioni. Quando era uscito, Ross aveva preso tutto. Se Troy aveva ragione, Ross doveva avere con s un arsenale.
Stride vide comparire Guppo sulla soglia della stanza.
Devi allertare tutti, Max. Canal Park, il centro citt, il centro commerciale. Il Convention Center. Lui si far vedere presto, da qualche parte.
Guppo si allontan, gi con il walkie-talkie in mano.
Capo chiam Maggie. E dal tono Stride cap.
La raggiunse nel bagno di Jessie, sapendo gi cosa avrebbe visto. La stanza era ancora umida. La tendina di plastica della doccia era aperta e Jessie Klayman era stesa nella vasca, nuda e con gli occhi spalancati. Alcuni capelli rossi e bagnati sul viso sembravano vene. Il sangue che copriva il suo corpo, i muri, il pavimento e la vasca di porcellana era dello stesso colore della capigliatura.
Ross aveva crivellato la madre con almeno trenta proiettili.
Colpevole.
Tra la folla davanti alla vetrina del negozio di elettronica, Cindy guardava il notiziario in televisione. I titoli che scorrevano in basso annunciavano il verdetto della giuria. Janine Snow era stata giudicata colpevole di omicidio volontario di secondo grado ai danni del marito, Jay Ferris.
Cindy se lo aspettava, ma ci nonostante non era preparata ad accettare un risultato cos definitivo. Era difficile tracciare una linea da quella fredda notte di gennaio al caldo pomeriggio estivo nel centro commerciale. Aveva accompagnato a casa la sua amica Janine. L'aveva vista entrare in casa con il marito. Poco dopo, Jay era stato ucciso. E ora, mesi pi tardi, Janine era stata condannata per l'omicidio. Cindy era sul posto quando tutto era cominciato.
I reporter commentavano la sentenza. Lo statuto, nei casi di omicidio volontario di secondo grado, chiedeva una pena non superiore ai quarant'anni, e di solito ci si limitava a venticinque, per un imputato senza precedenti penali. Archie Gale era in televisione, e dichiarava che sarebbero ricorsi in appello e avrebbero chiesto una drastica riduzione della pena. Ci nonostante, tutti si aspettavano per Janine Snow una condanna a non meno di vent'anni da trascorrere nell'istituto correzionale femminile di Shakopee.
Vent'anni.
Jonny aveva detto fin dall'inizio che Janine era colpevole. E anche Maggie. E anche chiunque altro in citt. Janine era stata condannata dall'opinione pubblica fin dal primo giorno. E ora una giuria di dodici abitanti del Minnesota aveva ratificato la condanna.
Cindy ascolt i commenti della folla. Sembravano tutti pensare la stessa cosa: quella storia era finita come doveva finire. Si chiese se non fosse un caso di schadenfreude, la gioia di veder cadere qualcuno che era salito in alto. I televisori mostravano una foto di Janine in camice bianco da medico, corpo perfetto, capelli biondi perfetti. Una donna che compiva miracoli in sala operatoria. Una donna ricca. Un'assassina.
Dan Erickson apparve sullo schermo per tenere una lezioncina sul fatto che la giustizia si applica a tutti e che non bisognava provare piacere per questa tragedia.
Poi apparve Clyde, il fratello di Jay. Espresse soddisfazione per il verdetto, pur ricordando a tutti che una condanna non avrebbe riportato in vita suo fratello. Il che era vero. Se era stata Janine a premere il grilletto, indipendentemente dai motivi e dalle circostanze, doveva pagarne il prezzo.
Se. Se. Se.
Era stata lei?
I reporter parlarono dei giurati e del fatto che avevano pronunciato un verdetto di colpevolezza pur in assenza dell'arma del delitto. Intervistarono la presidente, una donna nera di nome Eleanor, che ebbe parole di lode per gli altri undici giurati e per il lavoro attento che avevano fatto. Espresse dolore sia per la vittima, sia per l'assassina, ma disse che il verdetto era l'unica conclusione ragionevole che si poteva trarre dai fatti cos come erano stati presentati.
Cindy cerc di immaginare se stessa in quella giuria. Avrebbe votato per la condanna? Con sua sorpresa, si rese conto di s.
Ud squillare il telefono e lo estrasse dalla borsa. Era Jonny. Doveva essere stato in aula quando era stato pronunciato il verdetto, e ora voleva mettere i puntini sulle i. Ne avevano discusso per mesi. Non era nella natura di Cindy accettare di avere torto, e ammettere che lui aveva ragione. Jonny era un uomo testardo, ma aveva una moglie testarda come lui.
Va bene, mi sono sbagliata disse, rispondendo al telefono. Hai vinto tu.
Jonny disse solo: Dove sei?.
Cosa?
Cindy, dove ti trovi?
Al centro commerciale di Miller Hill. Sto guardando il notiziario sul...
Va' via subito la interruppe lui.
Perch?
Cindy, esci dal centro commerciale immediatamente. E non andare in nessun posto pubblico.
Cosa sta succe... cominci lei, ma s'interruppe.
Le parole rimasero sospese nell'aria. Come il chiasso del centro commerciale. Come la musica. Come le risate. Come il televisore nella vetrina. Cindy guard una donna sulla trentina che aveva fatto shopping da Aeropostale e aveva in mano una grossa borsa con il logo del negozio. Sorrideva, mentre parlava con un'amica. Aveva la bocca aperta come se volesse cantare una canzone. Ma un attimo dopo la borsa le cadde dalle mani. La luce scomparve dai suoi occhi. Alz in aria le braccia e barcoll in avanti, e sul corpo le apparvero macchioline rosse, come gli spruzzi sollevati da un sasso gettato in acqua.
Poi Cindy ud anche il rumore. Le raffiche echeggiavano tra le pareti del centro commerciale, sollevando polvere e schegge di mattoni e un fumo denso. Il telefono le cadde di mano. La bella donna accanto a lei si accasci al suolo. Anche un'altra donna cadde. E un uomo anziano.
Tra chi cadeva e chi cercava di fuggire, Cindy lo vide avvicinarsi.
Tutti gridavano. Tutti correvano.

33.

Howard era seduto in macchina con Carol, nella strada davanti al tribunale. C'era ancora folla sui gradini. Alcuni giurati si erano prestati a rispondere alle domande dei media, ma lui non voleva essere intervistato. Se si fosse messo a parlare, avrebbe detto qualcosa di sbagliato. Era trascorsa un'ora, e gi rimpiangeva ci che aveva fatto.
Nella sala della giuria lo aveva detto per la prima volta: Colpevole.
E poi lo aveva ripetuto in aula: Colpevole.
Janine lo aveva guardato mentre il giudice sondava i giurati. Lo aveva fissato come se sapesse. Howard si aspettava quasi che allungasse una mano, che lo sfiorasse con le dita, mormorando: Non tradirmi.
Ma lui l'aveva tradita. Aveva chiuso gli occhi, pronunciato la parola e si era liberato di lei come tutti gli altri. Era un debole. Quando aveva riaperto gli occhi, lei non aveva distolto lo sguardo. Gli era sembrato di vedere un accenno di sorriso sulle sue labbra. Un sorriso di perdono.
Hai fatto la cosa giusta, Howard.
Era stata sua moglie a parlare.
Lui la fiss, seduta al volante della LeBaron in tuta bianca e maglietta. Era venuta a prenderlo in macchina. Lo guardava come un eroe e Howard si rese conto che era orgogliosa di lui. Howard aveva appena mandato in galera una donna, e lei pensava che fosse la cosa pi bella che avesse mai fatto.
So che  stato difficile prosegu Carol. Se vuoi saperlo, non ero sicura che ce l'avresti fatta. Sei un cuore tenero, Howard. Lo so, in genere  una buona cosa, ma ci vuole fegato per pronunciare un verdetto di condanna, anche se sai bene che la persona  colpevole.
Andiamo a casa mormor Howard.
Lei indic i giornalisti, intorno all'asta della bandiera davanti al tribunale. Non vuoi andare a rispondere a qualche domanda? So che  stata una cosa difficile per te. Un po' di fama te la sei guadagnata. Posso aspettarti qui.
No, non voglio parlare con nessuno.
Carol accese il motore. Poi lo spense di nuovo e gli prese la mano. Ehi, ascolta. So che ultimamente sono stata un po' stronza. Tu stavi passando un momento difficile e io non ti ho aiutato.
Lui scroll le spalle. Non importa.
Be', voglio farmi perdonare. La nostra vacanza a Wisconsin Dells  tra un paio di settimane. Sar divertente. Una sera possiamo noleggiare un film per Annie, ordinarle una pizza e andare da qualche parte solo noi due. Che ne dici?  passato anche troppo tempo dall'ultima volta.
Howard si sforz di sorridere. Certo.
Comunque, sono contenta che sia finita disse Carol. Basta con la Dottoressa Perfetta. Possiamo tornare a vivere la nostra vita, noi tre soli. Tu, io e Annie. Finalmente, no? Non vedo l'ora che tutto torni esattamente come prima.
Howard non rispose. Quella era proprio la sua pi grande paura. Non voleva tornare alla sua vecchia vita. Non voleva tornare alla normalit. Odiava l'idea che tutto tornasse come prima.
Pens: Non  finita.
Non sarebbe mai finita, per lui. Non poteva lasciar andare quel momento della sua vita.
Cavolo disse Carol.
Cosa?
Lei abbass il finestrino. Non senti? Tutte queste sirene? Sta succedendo qualcosa di grosso.
Dal suo nascondiglio dentro una pelletteria, Cindy vedeva i cadaveri nel corridoio del centro commerciale. Sul pavimento piastrellato e sulle colonne c'erano strisciate di sangue. Macchie. Impronte di mani. Sentiva l'odore della morte, un odore come di rose marcite, mescolarsi a quelli dolciastri dell'area ristorazione e a quello delle giacche di pelle appese davanti a lei. Intanto gli altoparlanti continuavano a trasmettere incongrue canzoni pop. Oops, I Did it Again, di Britney Spears. Il rumore della folla che normalmente copriva la musica si era ridotto a un coro smorzato di persone che piangevano e pregavano.
C'erano borse da shopping abbandonate sul pavimento, da cui uscivano costumi da bagno, scarpe dai tacchi alti, flaconi di lozioni. Animali di peluche. Cindy vide anche vari telefoni cellulari abbandonati dov'erano caduti. Uno alla volta, cominciarono a squillare, sconsolati. La voce dell'accaduto si era gi sparsa in tutta la citt.
Quelli che erano riusciti a raggiungere un'uscita erano fuggiti, ma tanti altri erano intrappolati dentro i negozi. Intorno a lei si stringevano almeno dieci persone, nascoste dietro i vestiti appesi, con le braccia strette intorno alle ginocchia e le facce nascoste tra le gambe. Era come se, non guardando, volessero rendersi invisibili. Come se gli occhi da squalo dell'assassino potessero passare sopra di loro. O forse semplicemente non sopportavano di guardare la morte in faccia.
Non erano passati nemmeno cinque minuti, ma a Cindy sembravano ore.
L'uomo dava loro la caccia, metodicamente, un negozio dopo l'altro. Cindy non poteva vederlo, ma non era lontano. Sparava e si spostava, sparava e si spostava, come un soldato che invadeva una spiaggia straniera. Tra i vari attacchi si allungavano secondi di silenzio, che le davano un momento di speranza. Poi si scatenava un'altra tempesta di proiettili, a quindici o venti metri da loro. Raffiche di spari, vetrine che andavano in frantumi, colpi singoli diretti verso quelli che non riuscivano a fuggire. E poi il rumore dei passi dei suoi scarponi militari. Uno, due. Uno, due.
Stava venendo verso di loro. Ogni raffica era pi vicina delle precedenti. Non restava molto tempo.
Cindy vide una donna sulla cinquantina contro il muro del negozio, come una prigioniera davanti al plotone d'esecuzione. Aveva uno sguardo folle, la bocca spalancata. Tent di incrociare il suo sguardo per rivolgerle un sorriso d'incoraggiamento, ma nel viso della donna c'era solo un panico distante. Era come un coniglio davanti ai denti della volpe.
Poi cominci a parlare da sola.
Nicky, sta piovendo, torna dentro mormor la donna. Nicky, hai freddo? Torna in casa, piove.
Quelle parole senza senso iniziarono come un mormorio sommesso, poi il volume aument, sempre pi forte. Il centro commerciale, silenzioso come una chiesa, amplificava la sua voce. Riparati nel granaio, Nicky... Non aver paura dei ragni... Riparati nel granaio.
La sua voce sembrava quella di una bambina.
Sento odore di mele. Non  buffo? Mele!
Cindy agit le mani per dirle di tacere. Altri intorno a lei sibilavano chiedendo silenzio. La donna non li sentiva. Era in piedi contro il muro, scossa da un tremito incontrollabile e si rifugiava in un ricordo di tanto tempo prima.
Sali quass con me, Nicky. Attento! Non cadere!
Da un nascondiglio arriv un'altra voce. Oh mio Dio, oh mio Dio.
E un altro sussurro rabbioso e impaurito: Sta' zitta, stupida troia, sta' zitta, zitta, zitta.
Ma la donna ormai stava praticamente urlando. E cos facendo trasformava tutti loro in bersagli.
Corvi. Sento dei corvi, Nicky. Ascolta i corvi!
Cindy tast i vestiti in cerca del cellulare, poi ricord che lo aveva lasciato cadere. In ogni modo, doveva fare qualcosa. Non poteva attendere. Vide un telefono a terra nel corridoio del centro commerciale, a un metro circa dalla porta del negozio. Si sporse da dietro le giacche di pelle e guard fuori dalla vetrina. L'assassino non era in vista. Cindy strisci verso la soglia e si ferm appena prima di uscire.
NICKY, STA PIOVENDO, TORNA DENTRO.
Il telefono era a poca distanza. Cindy tese le orecchie per udire i passi degli scarponi, ma non sent nulla. Forse era fuggito. Forse era andato a caccia di vittime in un altro corridoio del centro commerciale.
O forse stava aspettando in silenzio che lei uscisse dalla porta.
Cindy respir a fondo e si tuff. Prese il telefono e torn dentro il negozio. Fu una questione di due secondi al massimo. Si irrigid, in attesa degli spari, aspettandosi di vedere la vetrina frantumarsi come popcorn. Non successe nulla, ma il silenzio faceva quasi pi paura del rumore dei proiettili. Sentiva martellarle il cuore come se fosse appena tornata dalla sua corsa mattutina.
Compose il numero di Jonny. Sent squillare, ma lui non rispose. Cap che non aveva riconosciuto il numero. Non appena scatt la segreteria, lasci un messaggio sottovoce. Sono io, rispondi alla prossima telefonata. Poi chiam di nuovo.
Lui rispose al quarto tentativo. Jonathan Stride. Chi parla?
Sono io sussurr Cindy, con la bocca sul telefono e gli occhi incollati alla vetrina. Il centro commerciale riempiva i suoi sensi. Udiva l'acqua gorgogliare nella fontana. Britney era stata sostituita da Bono, che cantava With or Without You. Sentiva le mattonelle fredde sotto le ginocchia e sulle braccia il sangue di qualcun altro, che aveva trascinato dentro il negozio. Sentiva odore di pelle conciata e di morte.
Cindy! Dove sei? Cosa succede?
Sono nascosta da Wilson's. Devi venire subito. Lui sta uccidendo tutti quelli che trova.
Riesci a vederlo? Sai dov'?
No, ma  vicino. Due minuti fa ha sparato in un negozio vicino a questo. La gente sta morendo, Jonny.
RIPARATI NEL GRANAIO, NICKY.
Che diavolo era? chiese Stride.
Una donna che ha perso la testa. Devi fare in fretta.
Nasconditi in fondo al negozio. Noi stiamo per entrare ora da tutti gli ingressi. Saremo l tra meno di sessanta secondi.
NICKY, ASCOLTA I CORVI.
Cindy attese con ansia i rumori di porte spalancate e passi di corsa della polizia che entrava nel centro commerciale. Invece ud ancora la marcia solitaria degli scarponi militari, come uno sbatacchiare di ossa in un cimitero. Gli scarponi urtavano il pavimento in un ritmo cantilenante. Uno, due. Uno, due. E si stava avvicinando alla pelletteria. Era quasi arrivato.
Non abbiamo sessanta secondi, Jonny disse al telefono, con calma.
Nasconditi! Stiamo arrivando!
Lei chiuse la comunicazione. Ora non provava panico, o terrore. Se lui fosse comparso davanti a lei e avesse sparato, lei sarebbe morta entro pochi secondi. Non importava. La calma la inond. La calma divenne lei. Sessanta secondi diventarono cinquanta. Cindy si guard intorno, tra giacche e borse di pelle, e vide le sagome paralizzate degli altri. In fondo al negozio, dietro il banco della cassa, poteva guadagnare tempo. Pochi secondi, ma era tutto ci di cui aveva bisogno.
Jonny stava arrivando.
Cinquanta secondi divennero quaranta.
Fece uno sforzo di volont per muoversi, per salvarsi. Ma a un tratto tutto cambi. Dal lato opposto del centro commerciale, c'era un negozio di Victoria's Secret. I poster in vetrina mostravano modelle seminude dalla perfezione quasi inumana, ma gli schizzi di sangue facevano sembrare anche loro dei cadaveri. Sulla soglia del negozio, in piedi e terrorizzata, c'era una ragazzina.
Era la stessa che Cindy aveva visto al bar, che baciava il suo ragazzo e leggeva Harry Potter. La ragazza con tutta la vita davanti. La ragazza che aveva il nome di sua sorella.
Laura.
Quella ragazza era a meno di sei metri da lei, paralizzata dalla paura. La fiss e lei ricambi lo sguardo. Laura indossava una gonna che le lasciava scoperte le gambe lunghe, e le ginocchia le tremavano in modo evidente. Portava tacchi alti del tutto inadatti a correre, ma stava per mettersi a farlo. I suoi begli occhi a mandorla sfrecciavano qua e l in cerca di una via di fuga. Era un daino sul ciglio della strada davanti ai fari di un camion. Impaurita e pronta a scattare.
L'uscita non era lontana. Laura pensava di farcela, ma Cindy sapeva che lui non l'avrebbe lasciata fuggire.
Uno, due. Uno, due.
Allarg le mani e le agit in aria, come se potesse spingere fisicamente Laura di nuovo dentro il negozio, come se potesse farla voltare e correre a nascondersi. Scosse la testa con forza, per farle capire, e mormor, muovendo la bocca: No! No! No! No!.
Quaranta secondi divennero trentacinque. Il tempo rallent fin quasi a fermarsi.
Non metterti a correre. Non farlo.
Laura si mise a correre.
Riusc a fare sei passi sui tacchi alti, prima di essere abbattuta da un proiettile. Url, gettando la testa all'indietro. Sulla sua pelle di pesca si allarg una macchia rossa e la gamba cedette. Laura cadde, colp il pavimento con la spalla e si contorse sulla schiena, afferrandosi la coscia.
Uno, due. Uno, due.
Eccolo. Entr nel campo visivo di Cindy, un soldato in tuta mimetica, un guerriero con un fucile mitragliatore e munizioni a tracolla. Si avvicin a Laura con una pistola nella mano destra, per darle il colpo di grazia. Lei cerc di strisciare via, supplicando. Lui era a tre metri da lei.
Trenta secondi.
Nel cervello di Cindy scomparve ogni altro pensiero. Ogni pensiero di s e Jonny. Sapeva solo una cosa: i ragazzi non dovevano morire. Sua sorella non doveva morire.
La ragazza sul pavimento del corridoio non sarebbe morta.
Cindy caric. Scatt come una velocista, attraversando nell'attimo di un respiro lo spazio tra s e l'assassino. Lui la sent arrivare e si volt con la pistola puntata, e in quel momento Cindy balz in aria. Era piccola, ma anche lui lo era, e crollarono insieme sul pavimento. Cindy era sopra, ma lui la colp forte con la canna della pistola e l'impatto la fece barcollare.
Venti secondi.
Da qualche parte nella sua mente ud le grida e il rimbombo di passi che annunciavano l'arrivo della polizia. Jonny era l da qualche parte. Ma non abbastanza vicino.
Lui se la tolse di dosso come se fosse una bambola di pezza. Rotolarono e le sal sul petto, inchiodandola a terra. Lei sent l'odore acido del suo fiato e vide i tatuaggi lucidi di sudore. Gli afferr l'avambraccio, ma lui era pi forte. Allora Cindy spinse avanti la testa e gli affond i denti nel polso, strappando la pelle. Lui grid. La pistola cadde a terra. L'uomo la colp alla fronte con il palmo della mano, e Cindy batt la testa contro il pavimento.
Cerchi di luce bruciante le si accesero nella testa, e ogni guizzo di luce la confondeva di pi. Non esisteva pi il tempo, il conto alla rovescia dei secondi. C'era solo una giostra che non si fermava. Cindy era vagamente cosciente della sagoma sopra di lei, di una tasca aperta con un rumore di velcro, di un'altra pistola nella mano dell'assassino. Era seduto sopra di lei, con le ginocchia ai lati del petto. Cindy lo colp, ma lui le spinse via la mano come fosse una zanzara molesta.
Passi di corsa. Caos. Rumore. Voci.
Ora aveva la pistola in faccia.
La polizia spar, ma lui non fu toccato dai proiettili, come fosse protetto da uno scudo. Le sue labbra si curvarono in qualcosa che somigliava a un sorriso. La fine era vicina, ma potevano ancora succedere tante cose. La canna della pistola tocc la guancia di Cindy, come un bacio. Il dito di lui accarezz il grilletto. Ci furono altri spari, altre grida gutturali, ma il chiasso restava sullo sfondo. Nel centro commerciale c'erano solo due persone. Lui e lei.
Lui si chin su di lei e sussurr: Io sono Dio.
Poi, in un singolo gesto, si infil la canna della pistola in bocca e premette il grilletto.

34.

Janine non aveva mai pensato molto ai muri. Di regola non le piacevano. Preferiva guardare fuori dalle finestre. Il suo studio aveva ampie finestre, come la sua casa. La vista aperta la faceva sentire libera. Ma ora non era libera. Non pi. Si rese conto, guardandosi intorno, che i muri sarebbero diventati una parte importante della sua vita, e che era meglio rassegnarsi.
Anche i vestiti. La divisa delle detenute nel carcere femminile di Shakopee consisteva in jeans, camicia di tela e scarpe da ginnastica. Non avrebbe pi avuto bisogno di Cosmopolitan per seguire la moda. Aveva gi deciso di donare il proprio guardaroba all'American Heart Association, che lo avrebbe venduto all'asta. Il manager dell'associazione benefica le aveva detto che cos avrebbero guadagnato parecchio. Con aria contrita, le aveva spiegato che la gente avrebbe offerto cifre astronomiche, per entrare in possesso dei vestiti di una donna che da chirurgo di successo si era trasformata in un'assassina. Janine si chiedeva chi fossero quelle persone e se avrebbero davvero indossato i suoi vestiti in pubblico.
Seduto davanti a lei, Archie attendeva paziente che tornasse al presente. Dal giorno del verdetto, Janine era come incapace di pensare. Immaginava che sarebbe stata condannata, ma non si era mai soffermata a pensarci sopra. E adesso, in mezzo a tutti quei cambiamenti, faceva fatica a concentrarsi. Era come se fosse caduta in un fiume e la corrente la portasse dove voleva.
Ricorreremo in appello disse Archie. Era calmo, ma senza il sorriso gioviale e le battute. Il suo completo di sartoria sembrava voler ricordare a Janine che Archie faceva parte di un club, quello del mondo esterno, da cui lei era stata espulsa. Ma non gliene faceva una colpa.
Su quali basi? chiese.
Si trova sempre qualcosa. Analizzeremo le trascrizioni. I vizi di procedura sembrano delle piccolezze, ma in un appello possono diventare importanti.
Lei si concesse un sorriso. Sul serio, Archie, quante volte questo porta a qualche cosa?
L'avvocato si sfreg il pizzo sale e pepe. Non le nascose la verit offrendole false speranze. Non molto spesso.
Gi. Era quello che pensavo.
Tuttavia, la faccenda di Ross Klayman potrebbe cambiare le cose disse Archie.
Janine pens al centro commerciale in cui andava spesso a fare shopping. Pens a Cindy che si era lanciata addosso all'assassino per salvare una ragazza. Un'eroina. Di tanto in tanto, Cindy le diceva di essere un po' invidiosa di lei, della sua vita e del fatto che i fisioterapisti aiutavano le persone, ma non le salvavano davvero. Il che dal punto di vista di Janine era del tutto sbagliato. Si chiese se in quel momento Cindy vedesse se stessa in modo diverso.
Che cosa terribile disse. Cosa spinge un uomo a fare una cosa del genere?
Non credo ci sia una risposta a questa domanda. Ci nonostante, il fatto che Jay avesse visto quell'uomo con un'arma... e che poi Klayman abbia fatto questo...
Ross Klayman non ha ucciso Jay. Non prendiamoci in giro da soli.
Archie la fiss con i suoi penetranti occhi azzurri. Non puoi esserne sicura, Janine.
Lei comprese il messaggio. Non si trattava della realt, ma della giurisprudenza.  solo che non voglio sfruttare questa tragedia.
Non si tratta di sfruttare nulla.  una domanda ragionevole, visti i fatti e visto ci che ha fatto Klayman.
Va bene, Archie. Ora possiamo tornare nel mondo reale?
L'avvocato annu. Il giudice Edblad dar l'annuncio della sentenza il mese prossimo. Le linee guida raccomandano una condanna tra i ventidue e i trent'anni, e vista la tua storia personale e la mancanza di aggravanti, possiamo aspettarci qualcosa verso il limite inferiore. Mi batter per ottenere un ulteriore ribasso, ma francamente non credo di poterlo ottenere. Archie esit. C' una cosa che dovresti considerare, Janine. Una confessione e una dichiarazione di pentimento potrebbero attirarti le simpatie della corte.
Lei sorrise. Anche se non l'ho ucciso io, Archie?
Si fissarono a lungo, poi l'avvocato scosse la testa. Era una delle pochissime volte in cui a Janine era sembrato di vedere nella sua mente. Anche lui pensava che fosse colpevole.
No disse Archie. Non posso consigliarti di dire qualcosa che non  la verit.
Bene. Questo cosa significa, in termini di anni effettivi da scontare in carcere?
Di solito, bisogna scontare almeno due terzi della pena, prima che venga presa in considerazione la libert vigilata. Perci, se la condanna fosse a venticinque anni, significa quasi diciassette anni in cella a Shakopee.
Un po' della freddezza di Janine scomparve. Non si era soffermata a pensare alla realt, ma diciassette anni era un bel pezzo di realt. Non sarebbe pi stata n bella, n giovane, alla fine. Sarebbe stata una criminale di cinquantacinque anni, con pochi soldi e senza una professione. Era quasi pi difficile immaginare il ritorno alla libert che gli anni dietro le sbarre.
Diciassette anni mormor.
Archie non disse nulla. Senza dubbio non era la prima volta che vedeva quel dramma.
Come sar? chiese Janine.
La vita in prigione  fatta di regole e routine, pi che altro.
Eccitante.
Puoi ricevere visite disse lui.
Ma nessuno verr a visitarmi.
Archie di nuovo non disse nulla. Janine non aveva pi i genitori, era figlia unica e non aveva amici che avrebbero affrontato un viaggio per venire a trovarla. E non aveva pi un marito, ovviamente.
Devo preoccuparmi di minacce fisiche? chiese.
In genere no, ma ci sono sempre dei rischi. La maggior parte delle detenute  dentro per reati non connessi alla violenza. Ma poich quello di Shakopee  l'unico carcere femminile dello stato, ci finiscono anche donne che hanno commesso crimini violenti.
Come me puntualizz Janine.
Archie ud il sarcasmo nella sua voce. Si chin lungo il tavolo e le prese le mani. Ora faceva la parte del nonno. Ascoltami, Janine. Non voglio fingere: sar un periodo difficile. Lungo. Doloroso. Detto questo, non  la fine della tua vita. Per quanto ti sembri impossibile, devi trovare un modo di accettarlo.
Accettarlo disse Janine. Si lisci i capelli biondi. Come posso fare?
Non ne ho idea.
Be', almeno sei sincero, Archie. Il fatto  che io sono un medico. La professione medica  tutta la mia vita. Non ho mai voluto essere altro. E ora non posso pi esercitare la medicina. Quindi, cosa mi suggerisci?
Non lo so, mi dispiace. Tuttavia non sei l'unico medico che  finito in prigione. Alcuni trovano altri modi per usare le loro conoscenze professionali. Altri decidono di esplorare un lato diverso di se stessi.
Tu presumi che io ne abbia uno disse Janine.
Archie attese. Poi disse: Sei un pericolo per te stessa?.
Intendi il suicidio?
S,  quello che intendo.
No, Archie. Questo  il lato positivo dei narcisisti incorreggibili. Non possiamo pensare di privare il mondo della nostra presenza.
Parlo sul serio disse lui.
Anch'io.
Archie tent di capire se dietro le battute si celasse una minaccia reale, ma uomini pi intelligenti di lui avevano provato a decifrare l'enigma di Janine Snow, senza riuscirci. Per lei era motivo d'orgoglio.
Ti sbagli disse Janine.
Su cosa?
Questa  la fine.  come la morte. La gente scompare e noi andiamo avanti con la nostra vita. Questo succeder anche a me. Sparir dalla circolazione e tutti si dimenticheranno di me.  un'idea che detesto.
Non  vero. Quante vite hai salvato? Quelle persone e le loro famiglie non ti dimenticheranno. Molti di loro secondo me ti ringraziano ancora nelle loro preghiere della sera.
Janine scosse la testa. Vorrei che non lo facessero.  una perdita di tempo. I pazienti mi mandano regali, qualcuno mi fa dei golfini a mano, accendono candele per me. Vorrei che la smettessero e accettassero che alcuni debiti non vanno ripagati.  meglio lasciar stare.
Archie Gale non aveva una risposta a questo. Raccolse le sue carte e si alz in piedi. Appena so qualcosa di nuovo ti contatto disse.
Certo.
Gli occhi di Janine si spostarono da un muro all'altro. Era molto lontana dall'accettarli. Ogni volta che li guardava, i muri le sembravano pi bassi e pi spessi, come se lo spazio intorno a lei si restringesse.
Cosa ci vorrebbe? chiese. Per rovesciare la sentenza.
Il processo d'appello...
Non sto parlando dell'appello, n di cavilli legali. Voglio dire, cosa ci vorrebbe per provare che non ho sparato a Jay? Una prova abbastanza solida da convincere il giudice a farmi uscire.
Archie la fiss, tentando di capire se parlava sul serio. Era logico, in fondo era ancora convinto che lei fosse colpevole.
Bisognerebbe trovare la pistola disse. E i gioielli. Nelle mani di qualcun altro.
Howard era seduto nello studio del giudice Edblad. Era di nuovo in giacca e cravatta, come durante il processo. Il colletto era bagnato di sudore. L'ufficio era molto formale, con una scrivania di quercia e la bandiera americana, ma c'erano anche fotografie di famiglia e poster di Disney World alle pareti. Era strano pensare al giudice come a un essere umano.
Signor Marlowe disse il giudice, entrando nello studio dal corridoio e sedendosi di fronte a lui. Indossava un completo, non la toga che portava al processo. Il mio segretario mi ha detto che desiderava parlarmi.
S.
Howard tent di proseguire. Si era ripetuto le parole a mente, e ora non le trovava pi. Non sapeva cosa dire.
Mi dica, cosa posso fare per lei?
Si tratta del processo della dottoressa Snow. Ho avuto dei ripensamenti.
Ripensamenti? Di che tipo?
Ho votato con gli altri per una condanna. Ho detto che era colpevole, ma ora non ne sono sicuro.
Il giudice un le punte delle dita. Non alz gli occhi al cielo e non gli disse che era uno stupido. Mostrava una pazienza che a Howard piaceva. Come mai? chiese.
 solo che mi chiedo se  davvero stata lei. E adesso, con la notizia di quel pazzo assassino al centro commerciale...
 stato un fatto orribile disse il giudice. Se la polizia dovesse scoprire nuove prove riguardo alla possibilit che sia stato Klayman a uccidere Jay Ferris, l'avvocato della dottoressa Snow inoltrer di sicuro una mozione per ottenere l'annullamento della condanna. Tuttavia, lei di questo non deve preoccuparsi.
Lo so.  solo che ho dei dubbi.
Capisco. Vorrei che rispondesse ad alcune domande. Qualcuno della giuria le ha fatto pressioni perch votasse per la condanna?  stato soggetto a minacce o intimidazioni?
Oh, no. Ero l'unico indeciso, ma non mi hanno fatto pressioni. Eleanor  stata molto in gamba. Abbiamo ripercorso insieme la catena delle prove e alla fine ho pensato di fare la cosa giusta. Ma ora non ne sono pi tanto sicuro.
Quindi, quando io le ho chiesto in aula di confermare che condivideva il verdetto unanime, lei ha risposto in modo consapevole e veritiero?
S.
Il giudice Edblad annu. Lei ha dovuto prendere una decisione difficile, signor Marlowe. E ora ha dei ripensamenti.  una cosa che succede. Lo chiamiamo rimorso dell'acquirente. Tuttavia, in mancanza di comportamenti scorretti della giuria, il rimorso non  abbastanza per invalidare il verdetto.
Howard si irrigid. S, ma... Io voglio cambiare il mio voto.
 troppo tardi. Il processo  finito.
E se vado a parlare con il signor Gale?
Pu farlo, se vuole. Io lo informer della nostra conversazione, e lo dir anche al signor Erickson. Tuttavia, il fatto che un giurato cambi parere dopo il processo non  abbastanza per istituire un nuovo processo. Mi dispiace.
Howard si alz in piedi. Si sentiva schiacciato. Capisco. Mi scuso per il disturbo, vostro onore.
Non  un problema, signor Marlowe. Essere un giurato  una pesante responsabilit. Tutti in questo tribunale lo sanno e lo rispettano. Ha compiuto il suo dovere civico, ora pu andare avanti con la sua vita.
Il giudice si alz e lo accompagn alla porta. Gli diede una pacca sulla schiena, lo salut e richiuse la porta. Howard si trovava davanti alla sala della giuria, dove aveva avuto luogo la votazione. Era deserta. Lui avrebbe voluto entrare, sedersi e cambiare il passato.
Andare avanti con la vita.
Era quello che aveva detto anche Carol. Possiamo tornare a vivere la nostra vita.
Tutti volevano che dimenticasse Janine, ma Howard non poteva farlo.

35.

Cindy si sedette sulla panchina verde in fondo alla Punta, in mezzo alla sabbia della baia. Guard l'orologio. Jonny era in ritardo. Succedeva spesso, e nel corso degli anni lei ci aveva fatto l'abitudine.
Quello era il posto di Jonny, dove lui andava a guardare l'acqua. Da ragazzi, era stato l che avevano parlato per la prima volta di matrimonio, in quel modo impacciato che hanno i giovani di cercare a tastoni il loro futuro. Quando la madre di Jonny era morta, erano venuti l a parlare del bello e del brutto della vita. Ora, quello era il posto giusto per parlare di altre cose.
Era il crepuscolo. Le giornate d'agosto si stavano accorciando, rubando ore di sole. Il parco alle sue spalle era immerso nell'ombra. Ai suoi piedi, ciuffi di mazze d'oro ondeggiavano al vento, mentre l'acqua lambiva la spiaggia. Era caldo, eppure Cindy ebbe un brivido. C'erano momenti, alla fine dell'estate, in cui il primo bacio dell'autunno, come un dito freddo sulla spina dorsale, ti ricordava ci che sarebbe arrivato.
Cindy era andata a trovare la ragazza del centro commerciale, quel pomeriggio. Laura. Adesso era uscita dall'ospedale ed era tornata a casa. La ferita alla gamba stava guarendo perfettamente. I giornalisti avevano chiesto di parlare con lei e con Cindy, e di scattare qualche foto. Cindy aveva opposto un secco no. Non voleva pubblicit. Aveva passato una mezz'ora con Laura e i suoi genitori, i quali non smettevano di ringraziarla per ci che aveva fatto, il che la faceva sentire a disagio. Non voleva ringraziamenti, n lacrime. Voleva solo che Laura andasse avanti e vivesse la sua vita. Gli alti e bassi. La felicit. La tristezza. Alla fine aveva abbracciato la ragazza e le aveva sussurrato: Non lasciare che quello che  successo definisca quello che sei.
Pi facile a dirsi che a farsi, lo sapeva. Quel momento al centro commerciale sarebbe stato un punto importante nella vita di Laura. Avrebbe avuto gli incubi. Sarebbe rimasta in terapia per anni. Si sarebbe chiesta perch era stata risparmiata, mentre tanti altri erano morti. Ma andava bene cos. Chiedersi quelle cose e lottare per trovare delle risposte voleva dire essere vivi.
Lei e Jonny non ne avevano parlato. Avevano deciso insieme di mettere quell'episodio in una scatola. Cindy sapeva che lui avrebbe voluto chiederle come aveva potuto correre un rischio del genere, ma non lo aveva fatto. Anche perch lui avrebbe fatto esattamente la stessa cosa. Certo, quello era il suo lavoro, mentre per lei era stata una scelta. Ma in quel momento Cindy si era sentita come se non avesse altra scelta.
Ud il motore del Bronco e vide Jonny parcheggiare dietro la sua Outback. Lui scese, le sorrise e spense una sigaretta nella sabbia. Si pass le dita tra i capelli neri ribelli. Dio, se era bello. Era quello che lei aveva pensato quando lo aveva conosciuto a scuola. Un ragazzo forte e cupo, ossessionato dall'idea di fare la cosa giusta, qualunque fosse. Adesso era nel pieno della maturit e a Cindy non era mai sembrato pi bello. Impudente e sicuro di s, ferito e profondo. Era una strana e meravigliosa mescolanza, il suo uomo.
Si sedette accanto a lei sulla panchina e stir le gambe. Aveva gli stivali impolverati e una lattina di Coca in mano. Bevve un sorso e gliela offr.
Credi che voglia bere la tua saliva, Jonny? domand Cindy.
Lui rise. Lei prese la lattina e la fin.
Guardarono insieme la luce morente sulla baia, senza parlare. Lui le prese la mano, e la pelle di entrambi era umida e calda. La sera era piena di rumori estivi: insetti nei cespugli, il ronzio di un idrovolante, botti di petardi illegali sulla riva del lago, oltre le dune.
Finalmente lei disse: Sai qualcosa di pi?.
Jonny annu.
 stato lui a...?
Quella era stata la domanda nella sua mente, fin dal giorno della sparatoria. Era stato Ross Klayman a uccidere Jay Ferris? Aveva elaborato teorie in cui Ross era il colpevole. Jay lo aveva visto, lo aveva ritrovato, lo aveva seguito. E Ross aveva eliminato l'unico uomo che poteva mettersi di mezzo tra lui e il suo folle progetto.
Il che voleva dire che la sua amica Janine era innocente.
No disse Jonny.
Il tono non lasciava spazio al dubbio. Cindy prov una fitta di delusione, ma non ne fu sorpresa. Sembri molto sicuro.
Il Bureau of Criminal Apprehension ha sottoposto al test balistico tutte le armi trovate nell'auto di Ross Klayman compatibili con l'omicidio. Nessuna di loro corrispondeva.
Questo tuttavia non esclude che sia stato lui, no? Avrebbe potuto gettare via l'arma.
C' dell'altro. Abbiamo controllato gli estratti conto della carta di credito di Jessie. Risultava una spesa fatta a una fiera di armi in Arkansas, il 28 gennaio. Abbiamo parlato con diversi espositori. Tutti conoscevano Jessie e Ross e hanno confermato che quel giorno erano l entrambi. Ross era a migliaia di chilometri da Duluth quando Jay  stato ucciso, Cin. Non  stato lui.
Oh.
Non c'era altro da dire. Ross Klayman non aveva ucciso Jay. L'aveva ucciso Janine.
Mi dispiace disse Stride.
No, avevi ragione tu fin dall'inizio. Mi sono sbagliata.
Non ti sei sbagliata affatto su Ross Klayman disse Jonny. Nove morti e trenta feriti. Se lo avessimo trovato prima, forse avremmo potuto fermarlo. Mi sento responsabile.
Lei gli strinse forte la mano. Non fare questo a te stesso, Jonathan Stride. Mi hai sentito? Non  colpa tua.
No?
No.
Faccio molta fatica a pensarlo.
Le persone mentalmente disturbate non vanno in giro con un cartello addosso disse Cindy.
Jonny scroll le spalle. Era la verit, ma Cindy sapeva che ci non gli avrebbe impedito di flagellarsi.
Restarono di nuovo in silenzio.
Poi lui la guard. Non mi hai mai raccontato quello che ti ha detto. Appena prima di uccidersi.
Chi, Klayman? Nulla.
Nulla?
Non mi ricordo.
Lui non insistette, e Cindy ne fu contenta. Aveva mentito e lui lo sapeva, ma forse si rendeva conto che c'erano cose che non si potevano condividere con nessuno. Se chiudeva gli occhi, Cindy rivedeva il suo viso e udiva la sua voce: Io sono Dio. La cosa strana era che quando l'aveva detto lei gli aveva quasi creduto. Non perch pensasse che Dio fosse crudele e insensibile. Eppure succedevano tante cose crudeli.
Cindy cap che non poteva tirarla ancora in lungo. Aveva dato appuntamento l a Jonny per un motivo. Non da un'altra parte, ma l.
Ascolta disse, sforzandosi di tirare fuori le parole. C' una cosa di cui devo parlarti.
Aveva pensato a lungo a come dirglielo, ma non aveva trovato un modo. Come fai a dire una cosa del genere a tuo marito? Era andata all'appuntamento con Steve Garske. E il risultato non era stato buono.
C' qualcosa... cominci. Qualcosa che non va. In me, voglio dire. Qualcosa di brutto.
Aspetta un attimo disse Jonny. Il suo cellulare stava squillando. Quando rispose, Cindy riconobbe la voce di Maggie, che parlava con un tono quasi intimo. Era strano come Maggie finisse sempre per mettersi di mezzo tra loro. Cindy sapeva che non era giusto pensarlo, perch Maggie rappresentava il lavoro. E il lavoro veniva prima di tutto. Sempre.
Jonny riattacc.
Una ragazza  scomparsa a Lakeside disse.  uscita per fare jogging e non  pi tornata a casa.
Come si chiama? chiese Cindy. Voleva sempre sapere i nomi. Le vittime, per lei, non erano mai senza volto o senza nome.
Kerry McGrath.
Be', va' pure.
Mi dispiace.
Lei scosse la testa. Non c'era bisogno di scuse. Conosceva quella vita.
Cosa volevi dirmi? chiese lui.
 una cosa che pu aspettare.
Lui si alz dalla panchina e si diresse verso il Bronco, con le mani in tasca e lasciando le sue impronte sulla sabbia. Con quel corpo che lei conosceva cos bene, pieno di muscoli, solchi e cicatrici.
Jonny alz la testa a guardare il pigro planare di un falco nel cielo di Duluth.
All'improvviso lei gli corse dietro, con un senso di urgenza. Stride la sent arrivare e si volt, sorpreso, e lei lo abbracci alla vita e si alz sulle punte dei piedi per baciarlo. Un bacio lungo, bagnato, caldo, un bacio alla Cindy, che non finiva mai. Baci del genere li sentivi in tutto il corpo, fino alle punte dei piedi e potevi chiudere gli occhi e risentirne il sapore dolce nel ricordo.
Erano i baci che non si dimenticavano, indipendentemente da ci che sarebbe successo dopo.

ADESSO

36. Il presente.

Finalmente abbiamo identificato la donna uccisa fuori dal bar disse Maggie a Stride e Serena.
Era in piedi sulla soglia del cottage di Stride, al numero 3300 della Punta. Era una sera di luglio dopo il tramonto e dalle finestre aperte entrava l'aria del lago, attraverso le zanzariere. Stride era seduto sulla sua poltrona di pelle accanto al caminetto, sotto la mensola decorata da un cartello con su scritto: CREDI. Serena era seduta sui gradini in legno di noce che portavano alla soffitta ancora non terminata.
Stride allung una mano verso il tavolino per prendere una sigaretta, prima di ricordare che non fumava pi. Strano. Dopo vari tentativi e ricadute, erano ormai tre anni che non si accendeva una sigaretta, ma a volte semplicemente dimenticava di essere un uomo diverso. Ti trovavi sempre a un attimo di distanza dal tornare quello che eri, perci il prezzo della maturit era una vigilanza costante.
Chi era? chiese Serena. Indossava canottiera viola e pantaloncini, che lasciavano nude le braccia e le gambe forti. La pelle delle gambe era rovinata dalle cicatrici delle ustioni che si era procurata due anni prima, in un incendio. I suoi folti capelli neri erano scompigliati.
Erano trascorse tre settimane da quando aveva visto uccidere una giovane donna bionda fuori dal Grizzly Bear Bar, nel quartiere di West Duluth. Aveva inseguito l'assassino ma lui era riuscito a fuggire, abbandonando la pistola ma tenendosi il portafogli e il cellulare della vittima. Non erano ancora riusciti a trovarlo, n a identificare la donna. Nella sua valigia celeste non c'era nulla che potesse aiutare a darle un nome. Finora.
Kelly Hauswirth disse Maggie. Ventidue anni. Di Denver.
Era molto lontana da casa.
Gi. Maggie spost il peso da un piede all'altro, a disagio.
Puoi entrare disse Serena. Non mordo.
 quello che il lupo deve aver detto a Cappuccetto Rosso replic Maggie. Ma entr e diede a entrambi le copie di una patente di guida del Colorado. Poi si sedette sul divano appoggiando i piedi sul tavolino. Sembrava come ai vecchi tempi, ma non era cos.
Tra lei e Serena c'era un gelo palpabile. Erano riuscite a mantenere una difficile amicizia da quando Stride e Serena si erano messi insieme, quattro anni prima. Ma l'autunno precedente le crepe tra loro erano diventate crepacci. Dopo un incidente quasi mortale che gli aveva lasciato flashback e incubi, Stride aveva commesso l'errore che si era sempre ripromesso di evitare. Era andato a letto con Maggie. Pochi giorni dopo, Serena aveva cambiato casa e lui e Maggie si erano lanciati in un'avventura amorosa dalla vita breve.
Ma le cose erano cambiate, e poi erano cambiate ancora. Era cos che andava il mondo. Stride e Serena erano tornati insieme. E con loro abitava un'adolescente incinta di nome Cat Mateo, che avevano salvato dalle strade di Duluth. E Maggie, che restava comunque la migliore amica di Stride, adesso si ritrovava fuori dal gruppo.
Dov' Cat? chiese Maggie, gettando un'occhiata nella stanza della ragazza.
Serena alz gli occhi al cielo. Fuori. Di nuovo.
Crediamo che abbia un ragazzo disse Stride. Ma non vuol dirci chi .
Benvenuti nel club dei genitori disse Maggie.
Stride sapeva che Maggie non si fidava di Cat. E che cercava di fingere che tra lei e Stride fosse tutto a posto, quando era evidente che non era cos.
Kelly Hauswirth lavorava per una compagnia di telemarketing a Centennial disse Maggie. Aveva detto ai colleghi che andava in vacanza, senza specificare dove o con chi. Sembra fosse una solitaria, che non socializzava molto. Sono passate quasi due settimane, prima che qualcuno ne denunciasse la scomparsa, e la polizia di Denver ci ha messo un bel po' prima di collegarla con il nostro rapporto.
E la famiglia? chiese Serena.
I genitori vivono in Montana. Parlano con lei circa una volta al mese. I poliziotti di Denver hanno mandato una foto del cadavere ai colleghi di Missoula. Loro l'hanno mostrata a mamma e pap, i quali hanno confermato che si tratta di Kelly.
Sanno come mai era a Duluth?
Maggie scosse la testa. No.
Stride guard la foto della patente di Kelly Hauswirth. Serena l'aveva descritta come la ragazza della porta accanto, e aveva ragione. Era bionda, con i capelli lisci, gli occhi azzurri e il viso rotondo. Carina, ma non bellissima. Comunque, nella sua valigia celeste avevano trovato perizoma di pizzo e preservativi. La timida cheerleader era venuta in citt per un uomo.
Un uomo che guidava una Grand Am rubata.
Un uomo che le aveva sparato alla nuca.
La polizia di Denver  riuscita a ricostruire i suoi movimenti? chiese Stride.
Kelly ha comprato un biglietto d'autobus da Denver a Minneapolis con la carta di credito. Diciannove ore di viaggio, un inferno. La polizia ha parlato con gli autisti che fanno quel percorso, ma nessuno si ricordava di lei.
E a Minneapolis?
Nulla. Nessun altro addebito sulla carta di credito. Se ha preso un altro autobus per Duluth, ha pagato in contanti.
 evidente che era venuta qui per incontrare qualcuno disse Serena.
Maggie annu. S, una collega pensava che avesse conosciuto un uomo online. La polizia di Denver ha controllato i tabulati del cellulare, scoprendo che scambiava moltissimi sms con un tizio, il quale le aveva dato dettagli del tutto fittizi su di s. Nome, luogo di residenza, occupazione. Tutto inventato. Mi manderanno una trascrizione. Il numero corrisponde a un telefono usa e getta, e non  pi stato usato dopo l'omicidio.
L'ha adescata disse Stride.
Sembra proprio di s. E lei ha abboccato.
Come si sono incontrati?
A Denver non lo sanno. Probabilmente in una chat, ma non hanno ancora scoperto nulla. La ragazza era una preda facile. Molto ingenua. Il tizio le ha mandato alcune foto di s, ma si tratta di foto di un modello che puoi trovare su internet.
Maggie sollev una foto di un giovane poco pi che ventenne con folti capelli castani e una barbetta rada e ben curata. Indossava una semplice T-shirt bianca e aveva sognanti occhi blu che facevano pensare al cantante di una band giovanile. Era attraente ma non minaccioso.
E questo  l'uomo che lei pensava di incontrare? chiese Serena.
S. Deve essere stato uno shock. Credi di andare all'appuntamento con il principe azzurro, invece trovi un estraneo che ti deruba e ti uccide.
Questa non  una semplice rapina disse Stride. Nessuno fa tutta questa fatica solo per prendere un portafoglio.
Maggie annu. S, dev'esserci dell'altro. Qualcosa di brutto. Oggi mi ha chiamata Troy Grange. Ha sentito del caso e pensa possa essere collegato a delle domande che gli ha fatto l'Interpol sulla sicurezza delle navi in partenza dal porto.
Stride si oscur in viso. Che tipo di domande?
Riguardavano un omicidio. Troy dice che c' un'altra vittima.
E come mai non ne sappiamo nulla?
Perch l'omicidio non ha avuto luogo qui spieg Maggie. Hanno trovato quest'altra donna ad Amsterdam. Le hanno tagliato la gola e l'hanno gettata in un canale. Ma indovina cosa indossava? Una T-shirt della Grandma's Marathon di Duluth.
A mezzanotte, Cat non era ancora rientrata. Sapevano che aveva spento il telefono, perch i messaggi che le avevano mandato risultavano non consegnati e l'app di segnalazione non mostrava dove si trovava. Cat stava passando i limiti, e lo faceva apposta.
Non la capisco disse Stride. Non capisco perch si comporta cos.
Non lo capisci perch non sei mai stato una ragazza adolescente replic Serena con un sorriso. Erano seduti su delle sedie da giardino sotto il portico anteriore del cottage. La strada era silenziosa e le onde del lago Superior rumoreggiavano dietro di loro. Stride scacci una zanzara affamata.
Un momento  dolce e innocente disse e un attimo dopo  la protagonista di Uomini che odiano le donne.
Adolescente. Femmina disse di nuovo Serena.
Ho capito, ma  determinata a tenere il bambino. E non  pronta per fare la madre.
No. Per niente.
Non posso evitare di pensare... cominci Stride, ma s'interruppe. Era convinto che nessuno dovesse decidere al posto di una donna. Anche se la donna in questione era una ragazzina. Continuava a pensare che Cat dovesse dare il bambino in adozione, ma lei insisteva nel volerlo tenere.
Puoi passare dei brutti periodi, da adolescente, e venirne fuori bene disse Serena. A me  successo.
S, ma tante ragazze non ce la fanno.
Questo  vero.
Stride si sentiva come un padre per Cat, il che lo faceva sentire vecchio. E c'erano molte altre cose che lo rendevano consapevole della sua et. Negli otto anni trascorsi dalla morte di Cindy, il grigio nei suoi capelli aveva cominciato a vincere la battaglia contro il nero. La gamba che si era rotto l'estate precedente era guarita, ma d'inverno a volte lo faceva zoppicare. Tra pochi mesi avrebbe compiuto cinquant'anni. Il passaggio del decennio gli rendeva pi difficile fingere di essere giovane.
La vita gli aveva ricordato pi volte che non era a prova di proiettile. E in fondo non era un male. Aveva cominciato ad accettare i propri errori, le imperfezioni. Non sbatteva pi la testa contro ogni muro. Lui e Serena, entrambi feriti, entrambi soli, avevano trovato una certa pace insieme. Sempre a patto di riuscire a mantenerla.
E Cat.
Stride non si era reso conto di quanto gli mancasse una persona come Cat nella sua vita, finch non l'aveva trovata tremante nell'armadio a muro della sua stanza da letto, tre mesi prima, in fuga da un assassino. Ora non riusciva a immaginarsi senza di lei. E questo era ci che rendeva cos frustrante il suo comportamento. Non poteva proteggerla da tutto. E nemmeno da se stessa.
Serena gli prese la mano. Avrei dovuto seguire il mio istinto, in quel bar.
In che senso?
Sapevo che Kelly Hauswirth non c'entrava nulla in quel locale. Sarei dovuta andare a parlarle.
Non potevi sapere che era in pericolo, e parlare con lei forse non avrebbe cambiato le cose.
Serena scroll le spalle. A volte non seguiva il proprio consiglio di vivere senza rimpianti. Cosa sappiamo dell'arma del delitto? chiese.
Il BCA sta rilevando le impronte e facendo i test balistici. Non abbiamo ancora un rapporto.
E la Grand Am?
Rubata in un parcheggio del Convention Center. Nessuno ha visto nulla, niente impronte all'interno.  un vicolo cieco.
Avrei voluto vederlo in faccia.
Be', anche se non abbiamo ancora trovato lui, ora sappiamo chi  lei.  gi qualcosa.
Kelly Hauswirth disse di nuovo Serena. Aveva proprio una faccia da Kelly. La piccola Kelly si innamora di un tizio conosciuto su internet e lui la convince a venire a trovarlo in Minnesota. E poi? Lei capisce che l'uomo dentro la macchina non  quello che credeva, e cerca di fuggire?
Sembra cos disse Stride.
Serena scosse la testa. Non lo so. In questo caso non quadra nulla. Credo che quell'uomo sia un iceberg, Jonny.
Stride sapeva cosa intendeva. La maggior parte di un iceberg si trova sott'acqua, ed  la parte che non si vede, quella che devi temere di pi.
In quell'omicidio c'era pi di quanto loro avessero immaginato.

37.

Howard Marlowe scrisse al computer, su un documento Word:
L'accusa non  riuscita a provare che la dottoressa Snow avesse una pistola, ma ha provato che Jay ne aveva una. Era l'arma del delitto? Tutti gli altri giurati pensavano di s.
Io no. Io credo che le riflessioni di Archibald Gale al processo fossero giuste. Jay perse la pistola quando il suo fuoristrada e il suo capanno da pesca affondarono nel ghiaccio. Tutti hanno dato molto peso al fatto che la pistola non fosse stata ritrovata dopo il ripescaggio del veicolo, ma questo non significa nulla. Se la tua casa subisce un'inondazione, non tutto resta al suo posto. Quella pistola  finita sul fondo della baia.
Howard rilesse ci che aveva scritto, e gli piacque. Ora venivano le prove che aveva scoperto nella sua ricerca.
Quattro anni prima, aveva portato a riparare un tosaerba da Clyde Ferris, il fratello di Jay. Ormai Clyde non ricordava pi di aver visto la sua faccia nella giuria del processo. Howard se lo era fatto amico, erano usciti insieme e tra un bicchiere e l'altro lo aveva tempestato di domande. Dopo mezza bottiglia di Captain Morgan, Clyde aveva ammesso di essere abbastanza sicuro che quel pomeriggio nel capanno Jay avesse la pistola con s. Mentre poi non gliel'aveva mai pi vista addosso.
Howard aveva passato l'informazione ad Archibald Gale, il quale aveva detto quello che diceva sempre: non era abbastanza per un nuovo processo. Intanto gli appelli andavano e venivano e non succedeva nulla.
Janine Snow restava in carcere.
A cosa stai lavorando? chiese Carol dalla soglia dello studio. Era andata a letto presto, ma quasi sempre aveva problemi a addormentarsi. Come se non lo sapessi.
Al libro disse lui.
Sua moglie incroci le braccia sul petto coperto dal pigiama. Sotto gli occhi aveva delle occhiaie scure. Il libro. Lo finirai mai? Quanto  lungo, adesso? Millecinquecento pagine? Non lo legger nessuno.
Lui non spost gli occhi dal monitor. Non importa se lo pubblicher o no.  un hobby.
Un hobby?  l'una di notte, Howard. Tu passi ogni minuto libero a scrivere quel libro, o a fare ricerche.
E allora? La scuola  finita e ho bisogno di qualcosa per riempire l'estate.
Davvero? E che ne pensi di fare qualcosa con la tua famiglia? Con me?
Siamo appena stati nella contea di Door ribatt lui.
Un fine settimana. Tre giorni. E pioveva. E l'unico motivo per cui ci siamo andati  perch tu volevi controllare il fuoristrada Rav bianco di non so chi a Sister Bay.
Te l'ho detto,  il mio hobby.
Carol scosse la testa, scoraggiata. Guardandola, Howard si rese conto di quanto fosse invecchiata, negli ultimi nove anni. I cinque chili in pi che aveva sempre avuto erano diventati dieci. Il viso, senza trucco, era pallido come sabbia. Aveva ragione sul fatto che lui la ignorava. Non avevano pi molto in comune. La loro vita sessuale intermittente si era ridotta a zero. Howard non ricordava l'ultima volta che avevano fatto l'amore. La loro figlia Annie adesso era un'adolescente imbronciata, troppo presa da se stessa per pensare a loro. E Carol non aveva altro. Faceva ancora la cassiera al Super One. Lavorava a maglia. Andava in chiesa. E gli rompeva le palle sul libro come un pappagallo appollaiato sulla spalla.
Non capiva che quel caso era il lavoro pi importante che Howard avesse fatto nella sua vita. Era la sua vita. Lo faceva sentire di nuovo giovane. Il suo studio era diventato una biblioteca dedicata al caso, ordinata e organizzata per argomento. I testimoni. Le prove. La pistola. Il Rav bianco. Due anni prima, aveva cominciato a trasformare tutto quel lavoro d'indagine in un libro.
Ma un libro aveva bisogno di una conclusione, e lui ancora non l'aveva. Il libro sarebbe finito quando Janine fosse tornata in libert.
Cos'hai fatto oggi? chiese Carol, dando alla domanda un tono d'accusa.
Sono andato in un banco dei pegni a Grand Rapids.
Ogni settimana vai in un banco dei pegni diverso scatt lei. Dopo tutto questo tempo, non troverai nulla. Cosa speri di ottenere?
I gioielli non sono ancora ricomparsi ribatt Howard. Si tratta di oggetti di pregio. Prima o poi, la persona che li ha presi si sentir al sicuro e prover a venderli.
Carol apr la bocca per urlargli contro, come faceva sempre, ma stavolta si trattenne. Howard aveva gi sentito i suoi argomenti. I gioielli non erano ricomparsi perch si trovavano in fondo a qualche lago, dove Janine li aveva gettati insieme alla pistola. Lui non li avrebbe mai trovati e perdeva solo il suo tempo.
Sua moglie chiuse gli occhi. Fece un respiro profondo. Howard vide che stava piangendo.
Dimmi perch disse Carol.
Te l'ho gi detto.
Dimmelo di nuovo.
Lui si alz in piedi con un sospiro. Nello studio non c'era pi molto spazio per camminare. Troppe scatole. Ma lui sapeva esattamente cosa c'era dentro ciascuna di esse. Raggiunse la moglie sulla soglia, ma non si toccarono. Ormai erano due estranei che condividevano una casa e una figlia. Era una cosa alla quale si erano abituati da tempo. Le coppie invecchiano e ci si allontana l'uno dall'altro. Se si  fortunati, si rimane amici.
Io l'ho mandata in galera spieg Howard. Io.
Non sei stato tu.
 colpa mia. Non sono stato forte e non ho tenuto duro. Se riuscir a provare la sua innocenza...
Lei non  innocente, Howard.  colpevole.  immorale. Quella donna  il diavolo.
Smettila! scatt lui.
Ti ha portato via da me!
Non essere ridicola.
Carol rise senza gioia. Allarg le braccia, indicando le pile di scatole, e disse con voce disperata: Tutto questo  davvero pi importante del nostro matrimonio? Questa fantasia che hai su di lei, per te  pi reale di me?.
Oh, per favore ribatt Howard.
Lei gli cinse la vita con le braccia e lo tenne stretto, e lui glielo lasci fare. Carol gli pos la testa sul petto. Per un attimo sembr di tornare a tanti anni prima. Pass un minuto, poi Howard gentilmente si sciolse dall'abbraccio e torn alla scrivania.
Perch non vieni a letto? mormor Carol. Era un invito.
Arrivo tra un po'.
Lei tacque, ma non se ne and. Poi disse: So che la vedi, Howard.
Lui alz gli occhi, nervoso. Cosa?
So che vai a trovarla in prigione.
Howard avrebbe voluto negare, ma non credeva che quella di Carol fosse una supposizione. Non era un'idea venuta dal nulla. Lo sapeva. Inoltre, la propria espressione era gi una confessione, e in fondo lui non voleva pi nasconderle la verit. Carol lo fiss, ed entrambi non dissero una parola. Poi lei si gir e lo lasci solo nel seminterrato.
Cat era stesa sulla schiena e guardava le stelle. Il suo ragazzo era sdraiato accanto a lei. Non aveva idea di che ora fosse, ma sapeva che era tardi. Aveva spento il cellulare, perch non voleva sentirsi spiata da Stride e Serena. Non c'era bisogno che sapessero che si trovava a soli cinquanta metri dal cottage, sulla spiaggia con Al, con le onde del lago che arrivavano quasi a lambire i loro piedi nudi.
Lui mise una mano sul suo pancione. Il bambino diede un calcio e Al disse: Fico.
Non era lui il padre del bambino. Cat non sapeva chi fosse il padre. Era solo uno degli uomini con cui lei aveva fatto sesso a pagamento, nei tempi duri. E quell'uomo non avrebbe mai saputo di avere un figlio. Lei non aveva idea di cosa avrebbe detto al bambino, quando lui le avrebbe chiesto chi era suo padre. Non sapeva nemmeno cosa gli avrebbe detto di se stessa.
Cat sent le dita di Al accarezzarle il seno. Lui non le faceva pressioni per fare sesso. Si limitavano a baci e carezze. Se Al avesse voluto, lei avrebbe detto di s. Alcuni si spaventavano all'idea di andare a letto con una ragazza incinta, ma Al sosteneva che per lui non si trattava di questo. Era rispetto, diceva. Cat gli aveva detto che dopo anni di sesso fatto per soldi, adesso per lei non significava nulla. E Al voleva aspettare finch non significasse qualcosa.
Cat si chiedeva se questo voleva dire che prendesse da qualche altra parte ci di cui aveva bisogno, ma non voleva chiederglielo.
Al si alz a sedere e aiut anche lei a tirarsi su. Il lago Superior faceva molto rumore. Il cielo sereno brillava di stelle. Cat si sentiva contenta, ma con un'ombra di senso di colpa perch nascondeva delle cose a Stride e Serena. E anche ad Al. Avere segreti era un'abitudine difficile da perdere. In passato, erano stati proprio i suoi segreti a mantenerla in vita.
Il mio amico mi ha regalato un paio di canne disse lui. Vuoi un tiro?
No, grazie, non devo fumare. Ma tu fuma pure.
Lui accese un joint e trattenne il fumo. Quando espir, un aroma dolce circond lei. Nella sabbia c'era anche una birra ormai calda, e lei si era concessa un sorso, ma niente di pi.
Anna non mi parla pi disse Cat.
Anna era la cameriera del Grizzly Bear.
Al non disse nulla. La canna stava facendo effetto. Sembrava lontano, su una di quelle stelle, dove i piccoli problemi quotidiani non avevano importanza.
Non legge neppure i miei messaggi prosegu Cat.  incazzata perch non le avevo detto che vivo con due poliziotti.
Al torn sulla terra con un sospiro, come se non volesse parlare dell'argomento. Be', ma perch non glielo avevi detto?
Non volevo spaventarla. Cat fece una smorfia irritata. Non  giusto. Serena non vuole che frequenti nessuno dei miei vecchi amici. Ha detto a Fred, il padrone del bar, che se mi lascia entrare di nuovo ci sar un'irruzione della polizia.
Mi dispiace disse lui. E aggiunse: Stride e Serena sanno di me?.
Non lo so.  probabile.
Be', anche questo non potrai nasconderglielo per sempre.
Tu l'hai detto a tua madre?
Lui sorrise, perch lei gli aveva dato un assaggio della sua stessa medicina. No.
Vedi?
Al le pass un braccio intorno alle spalle e se la tir vicino. Lui le piaceva molto, anche se si conoscevano solo da un paio di mesi. Aveva due anni pi di lei, era alto e ossuto, con gambe lunghe fatte per il basket. Portava i capelli neri tagliati a punta sulla fronte e un pizzetto squadrato sulla pelle scura del viso. La voce morbida e profonda faceva pensare Cat a un tuono lontano. Al indossava vestiti ampi ed economici comprati da Goodwill, con l'unica eccezione delle scarpe da ginnastica Converse, che si era regalato per Natale.
Cat l'aveva conosciuto tramite Anna. Anna faceva volontariato in varie chiese locali, e ogni paio di mesi la convinceva a darle una mano in qualche progetto. Cat lo faceva solo perch voleva che restassero amiche. A maggio, avevano ridipinto da cima a fondo la casa della madre di Al. Cat e Anna ci avevano messo il lavoro e la chiesa aveva pagato la vernice. E alla fine Al le aveva invitate a mangiare hamburger all'Anchor Bar.
Malgrado avesse due lavori, Al non aveva mai un soldo. La maggior parte della sua paga se ne andava per pagare il mutuo e il resto serviva a ripianare i conti della carta di credito. Suo padre era morto d'infarto cinque anni prima, ed era stato allora che i debiti avevano cominciato ad accumularsi. Sua madre aveva un enfisema e non poteva lavorare. I suoi fratelli pi piccoli andavano ancora a scuola e Al voleva che ci restassero. Tra il suo lavoro di manutenzione allo zoo di Duluth di giorno e quello di lavapiatti all'Anchor di sera, non gli restava molto tempo da passare con Cat. E lei dava molto valore ai momenti rubati, come quello.
La spiaggia era quasi deserta. Una brezza leggera le sfiorava i capelli di un castano perfetto. Al buio, a una cinquantina di metri da loro, Cat udiva i rumori di un'altra coppietta che pomiciava. Sapeva che Al doveva andare via presto, perch al mattino lavorava, ma avrebbe voluto che potessero restare l tutta la notte.
Quando l'ho conosciuta con Anna, tua madre mi  piaciuta subito disse. Non credi che io le piacerei?
Ne sono certo.  solo che lei dice che non ho il tempo per una ragazza.
Soprattutto per una ragazza incinta, vero?
Oh, non  questo. Davvero. Mia madre non vuole che io resti intrappolato sul gradino in fondo alla scala, come lei e mio padre. Dice sempre che Dio ha grandi progetti per me, e che se non lavoro duro non scoprir mai quali sono.
Tu ci credi?
 cos che sono stato cresciuto, perci s, ci devo credere. Altrimenti avrei un sacco di problemi con mia madre. Solo che Dio deve essere rimasto piuttosto deluso da me.
Perch dici questo? chiese Cat.
Lui scroll le spalle. A volte faccio cose stupide, stronzate di cui poi mi pento. Non sono degno di grandi progetti.
Benvenuto nel club.
Anche tu? Ma dai.
 la verit. Dio non ha nessun progetto per me. Io sono soltanto una cogliona.
Non  vero la rimprover lui. Tu sei speciale. Molto pi speciale di me. Perch dici cos?
Sono gli ormoni. Continui alti e bassi. Sono incinta,  parte del pacchetto.
Ah.
Senti, posso farti una domanda? disse Cat.
Certo.
Mi ami? Perch io mi sa che ti amo.
Lui spalanc gli occhi. Cat, io...
Non importa, lascia stare. Scusa. Ho detto una stupidaggine. Sto gi premendo il tasto cancella.
Solo che cose come quella non si potevano cancellare, una volta dette.
Al sembrava scontento, e Cat non lo biasimava. Pens: Riesco sempre a rovinare tutto. Si alz in piedi goffamente e si spazzol via la sabbia con le mani. Anche Al si alz. Aveva una faccia come se lei gli avesse dato un pugno nello stomaco.
Meglio andare disse lei.
Cat, ascolta, non  che...
No, non dire niente. Per favore. Dimentica quello che ho detto, era una stupidaggine. Voglio solo tornare a casa. Tu domani devi lavorare e io a casa trover Stride che mi aspetta per leggermi i miei diritti.
Vengo con te e gli spiego tutto.
Peggioreresti soltanto le cose.
Va bene, allora torniamo alla macchina e ti do un passaggio a casa.
No, vai pure. Io vado a piedi.
Da sola? Niente da fare.
 due case pi in l. Basta che dia uno strillo e Stride mi sentir.
Lui sembrava riluttante, ma alla fine si lasci convincere. La salut con un bacio, che di solito era un momento magico, ma lei lo aveva rovinato. Stupida, stupida, stupida. Al si volt, con le spalle curve, e si allontan lungo la spiaggia. Cat lo segu con lo sguardo finch non lo vide scomparire. Si chiese se l'indomani le avrebbe telefonato, o se ormai lo aveva allontanato per sempre.
Non era solo perch aveva parlato d'amore prima che lui fosse pronto. Quello era stato un grosso errore, ma Cat aveva anche altri segreti.
Aveva bisogno di confessargli ci che aveva fatto.

38.

Stride strinse la mano a Troy Grange.
Non si vedevano spesso, ma tra loro c'era un legame. Entrambi avevano sofferto la perdita di una persona cara che aveva cambiato le loro vite. Stride aveva perso Cindy a causa di un cancro, quasi otto anni prima. E l'estate precedente Trisha, la moglie di Troy, era stata assassinata, lasciandolo solo con le loro due figlie.
Troy salut anche Maggie, e Stride non manc di notare il calore nella sua espressione. Gli fece piacere. Troy finalmente si stava aprendo di nuovo. Ci voleva molto tempo, dopo la morte di un coniuge. Stride si chiese se tra lui e Maggie non ci fosse qualcosa. Quei due si conoscevano da anni, ma sembrava che la loro amicizia fosse sfociata nell'attrazione. Almeno da parte di Troy. Maggie non poteva non aver notato i sentimenti di Troy, e Stride si chiedeva se l'interesse fosse reciproco.
Sedetevi, ragazzi disse Troy, con la sua voce tonante. Era il capo del dipartimento salute e sicurezza del porto di Duluth, ma aveva un ufficio piccolo e ci stava di rado. Passava quasi tutto il tempo tra i moli, dove migliaia di tonnellate di merci arrivavano e partivano ogni giorno, via nave o via treno. Legname. Carbone. Scorie ferrose. Cemento. Grano. Pietra. Le lunghe navi da carico portavano le merci nelle acque del lago Superior, e da l verso destinazioni sparse in tutto il mondo.
Il traffico mercantile portava anche problemi di contrabbando. Droghe. Armi. Persone.
Maggie mi ha detto di questa ragazza di Denver, Kelly Hauswirth disse Troy. Avete altre piste sull'uomo che l'ha uccisa?
Finora no disse Stride. Stiamo aspettando gli esami balistici sull'arma dell'omicidio.
Crediamo sia lo stesso uomo che ha adescato Kelly, convincendola a venire a Duluth spieg Maggie. Qualcuno ha creato un falso profilo online, costruendo un rapporto con lei. Quando Kelly ha scoperto che l'uomo non era la persona che lei pensava di incontrare, ha cercato di fuggire e lui le ha sparato.
Immagino che abbiate parlato con tutti i clienti del bar presenti quella sera disse Troy.
Con tutti quelli che siamo riusciti a trovare rispose Maggie. Quando siamo arrivati sul posto molti erano gi scomparsi.
Il Grizzly Bear  un abbeveratoio per equipaggi stranieri appena sbarcati disse Troy.
Gi. Gente che tiene la bocca chiusa. Nessuno ha ammesso di conoscere Kelly o di sapere chi doveva incontrare.
Lo immaginavo.
Perch credi che ci sia un collegamento con Amsterdam? intervenne Stride. Maggie dice che sei stato contattato dall'Interpol riguardo a un altro omicidio avvenuto laggi.
Troy prese una fotografia dal cassetto della stampante e gliela allung attraverso la scrivania. Il cadavere nella foto era quasi irriconoscibile, con la pelle gonfia e sbiancata dal tempo trascorso nel canale. Era una donna, con la gola aperta da una coltellata, i capelli biondo rossi incollati al cranio e il torso cos gonfio che aveva strappato le cuciture della maglietta, sulla quale per si riconosceva il logo della Grandma's Marathon. Quella donna o la persona che le aveva regalato la T-shirt era stata a Duluth.
Quando hanno trovato il cadavere? chiese Stride.
La settimana scorsa.
L'hanno identificata?
No. Gli olandesi speravano nel nostro aiuto. Le condizioni del corpo non facilitano il compito. Pensano che sia americana per via della T-shirt e della qualit del lavoro dentistico, ma non possono esserne sicuri. Non sanno neppure da quanto tempo fosse in Olanda. La T-shirt  della maratona dello scorso anno.
Maggie si chin sulla scrivania. Possiamo avere il file jpeg?
Certo, sergente.
Stride sorrise. Troy li trattava sempre in modo formale. Chiamava invariabilmente lui tenente e Maggie sergente. Era il tipo dell'ex marinaio burbero, che indossava solo camicie a scacchi, jeans e stivali, ma aveva un modo di fare serio che Stride rispettava. Non era alto, ma aveva il fisico massiccio di un sollevatore di pesi. Nessuno si metteva contro di lui.
Troy clicc varie volte sul mouse e poco dopo sui cellulari di Stride e Maggie apparve la notifica della foto ricevuta.
La polizia olandese o l'Interpol sa qualcosa di pi sulle circostanze della morte di quella donna? chiese Stride.
Forse. Le hanno trovato sul polso un tatuaggio che rimanda a un'organizzazione mafiosa estone. Brutale e sofisticata.  un gruppo che ha cominciato con esportazioni di droghe sintetiche e rapine di alto livello, ma l'Interpol pensa che adesso si occupi anche di contrabbando internazionale. Metalli illegali. Droghe. Armi.
E donne concluse Maggie.
Esatto. Gli olandesi pensano che questa donna fosse stata rapita e inserita in un giro di prostituzione forzata.
Pensano che sia stata portata l dal porto di Duluth? chiese Stride.
Be',  proprio quello che mi hanno chiesto. Non ho potuto escluderlo. Troy intrecci le grosse mani. Vedete gli uomini della sicurezza portuale parlano tra loro in tutto il mondo. Abbiamo tecnici che esplorano il deep web, quei siti che non si trovano su Google. Praticamente sono portali di annunci per la compravendita di schiavi. Donne, ragazze e ragazzi, bambini e persino animali. Se hai abbastanza soldi, puoi specificare le caratteristiche di ci che vuoi come se stessi ordinando un vestito personalizzato. E organizzazioni come questo gruppo estone si mettono in moto, sequestrano la persona che corrisponde al profilo e la inviano a destinazione. Magari si tratta di una ragazza di Sidney. Di Citt del Capo. Di Cancun.
O di Denver, Colorado disse Stride.
Esatto. Queste ragazze semplicemente scompaiono. La consegna viene effettuata e i criminali guadagnano un sacco di soldi. E quando smettono di essere utili, le ragazze fanno la fine di questa donna ad Amsterdam.
Stride si alz in piedi e and alla finestra. Vedeva vagoni ferroviari coperti di graffiti. Silos. Piramidi di taconite. Rispetto al volume di merci che passava su quelle navi, un singolo essere umano era un ago in un pagliaio. Facilissimo da nascondere.
Non sto dicendo che a Kelly Hauswirth sia successo questo prosegu Troy. Ma penso che dobbiamo considerare la possibilit. Se  stata indotta a venire qui, deve esserci un motivo. Inoltre, mi puzza il fatto che l'appuntamento fosse in un bar frequentato da marinai stranieri.
Stride annu. Avremo bisogno di un elenco dei marinai d'acqua salata che si trovavano in porto quando  avvenuto l'omicidio. E vogliamo sapere anche quando ciascuno di loro  atteso di nuovo a Duluth.
Non c' problema.
Vorrei parlare anche con i tuoi contatti dell'Interpol.
Certamente. Troy si alz e si mise le mani in tasca. Sentite, spero di sbagliarmi, ma se qualcuno davvero contrabbanda ragazze attraverso questo porto, non ha cominciato con Kelly e non si fermer. Adesso  alta stagione per le spedizioni. A quanto ne sappiamo, in citt possono esserci altre ragazze nascoste e questi tizi aspettano solo il momento giusto per caricarle su una nave.
Lei si chiamava Erin. Era di Grand Forks.
Quando si svegli ricordava chi era, ma non sapeva altro. La mente ondeggiava, procurandole un senso di nausea. Non riusciva a distinguere tra coscienza e sogni. Apr gli occhi, ma il mondo era buio. Aveva una benda. Quando tent di parlare, di gridare, non riusc a emettere suono. Qualcosa le riempiva la bocca. I polsi erano uniti dietro la schiena, e non poteva muoverli. Anche le caviglie erano legate.
Il panico la invase, un'onda cos alta che minacciava di inghiottirla. Si divincol, in un attacco di disperazione, ma non riusc a muoversi. Era cieca. Muta. Immobilizzata.
Doveva essere un incubo.
No.
Erin sapeva di essere sveglia. Era stesa su un fianco, sopra un pavimento di legno. I capelli biondi le ricadevano sul viso. Schegge e sporcizia le premevano sul cranio come unghie affilate. Il collo era percorso da spasmi di dolore. Era tutto reale. Da qualche parte poco lontano, il trillo di un uccello cardinale penetr i muri. Cantava per lei, ma lei non poteva rispondergli. Ci nonostante, le serv per capire che il mondo esisteva ancora.
Rotol sulla schiena e le nocche delle mani legate si piantarono contro la spina dorsale. Il bavaglio che le avevano ficcato in bocca le dava i conati. Temeva di vomitare. Con un colpo di reni rotol a faccia in gi, e la polvere le entr nel naso. Respirare divenne difficile, e la gola stretta la obblig a ispirare ed espirare in fretta. And in iperventilazione. Il cuore si mise a battere forte.
Non poteva essere reale.
Ma lo era.
Erin si rimise di nuovo su un fianco. Non sapeva se lo spazio intorno a lei fosse piccolo o grande. La stanza era calda, e lei era coperta di sudore. Quando prov a portare le ginocchia verso il petto, le caviglie opposero resistenza. Erano legate a qualcosa di solido e pesante. Un tavolo di metallo, impossibile da spostare. Erin lo colp con un calcio e si rese conto di essere a piedi nudi. Le avevano portato via le scarpe. Si contorse finch riusc a mettersi seduta.
Cosa stava succedendo?
Sapeva chi era, ma non dov'era o come ci fosse arrivata o da quanto tempo si trovasse l. Il tempo non aveva significato.
Mi chiamo Erin. Sono un'igienista dentale di Grand Forks. Vivo sola. Ho preso una vacanza per venire a trovare...
Torn il ricordo. Matt. Mattie_1987. Impiegato in uno studio legale. Divertente, dolce, atletico, con un viso timido e sexy. Molti uomini non la capivano, ma Matt s. Sembrava sapere cosa volesse dire essere lei. Le insicurezze, il nervosismo quando si guardava allo specchio, il chiedersi continuamente cosa avrebbe fatto nella vita. Erin non aveva mai creduto di potersi innamorare online, ma quando aveva conosciuto Matt in una chat room era successo. Era pi facile parlare con lui che con chiunque altro. C'era qualcosa, nell'anonimato, nel fatto di trovarsi al buio nella sua stanza davanti a un monitor, che la spingeva a confidargli segreti che non aveva mai condiviso con amici e familiari. Non che avesse molti amici. E neppure familiari, a parte un fratello distante e due genitori che non la capivano.
 lo stesso per me aveva detto lui. So come ti senti.
Era la sua anima gemella.
Ma l'anima gemella non si era fatta vedere. Nella mente di Erin sembrava che mancassero ore, giorni confusi in una nebbia grigia. Aveva un vago ricordo di un bar. Beveva. Aspettava. Diventava sempre pi triste e ansiosa man mano che passava la sera. Beveva ancora. Dove era finito Matt? Erin era venuta a Duluth apposta per conoscerlo di persona. E lui aveva detto che sarebbe venuto a prenderla.
Gli aveva inviato una quantit di messaggi senza risposta. Matt, sono qui, dove sei?
Poi su di lei era sceso il buio. E ora il terrore. Non sapeva dov'era, come ci fosse arrivata, perch era legata. Tra il bar e adesso c'era una strada vuota.
Fuori, ud il crocchiare di passi sulla ghiaia. Il cardinale, allarmato, smise di cantare. Erin pens subito che qualcuno fosse venuto a salvarla, ma sapeva che non era cos. Ascolt. I passi si fermarono. Ci fu un silenzio, poi il rumore metallico di una serratura aperta.
Un cigolare di cardini. Una lama di luce sulla benda che le copriva gli occhi, poi la porta fu richiusa. Erin rabbrivid. Qualcuno era nella stanza con lei, e si avvicinava. Le sembr di udire un respiro, ma forse era il proprio, che le risuonava nella testa come l'ansito di un animale in trappola. Non poteva fuggire. Non poteva gridare per chiamare aiuto.
Lui era vicino. A pochi centimetri da lei.
Delle dita le sfiorarono i capelli, in modo quasi seducente, facendola sobbalzare. Il bavaglio fu allentato, ma le riempiva sempre la bocca. Qualcosa di freddo e affilato le punse il collo. Il respiro le si avvicin all'orecchio. Calmo, misurato.
Una voce senza corpo le risuon in testa.
Se provi a urlare ti taglio la gola.

39.

Non ho mai visto quella donna nel mio bar disse Fred Sissel a Serena.
Il proprietario del Grizzly Bear pieg la copia della foto della donna morta ad Amsterdam e la spinse verso di lei con un dito, come se la carta potesse trasmettergli una malattia. Estrasse uno straccio dalla manica e lo pass sul bancone lucido. Era un pomeriggio di sabato e il locale era quasi vuoto.
Ne sembra molto sicuro disse Serena. Non  una buona foto. Io non riuscirei a dire se  una persona che ho gi visto oppure no.
Allora perch me l'ha mostrata? chiese Sissel.
A volte capita un colpo di fortuna. Abbiamo ricevuto questa foto due giorni fa, e stiamo parlando con la gente della zona per vedere se qualcuno si ricorda di lei.
Be', io no.
Sissel si tir i baffi e si lisci i capelli brizzolati pettinati con il gel. Voleva che Serena se ne andasse, e lo faceva capire. L'omicidio di Kelly Hauswirth aveva portato nel suo bar poliziotti e giornalisti. Ai suoi clienti non era piaciuto e si erano allontanati.
Magari ne ha viste altre? chiese Serena.
Altre cosa?
Altre giovani donne che non quadravano con la clientela abituale. Donne come Kelly Hauswirth.
Questo  un bar disse Sissel. La gente va e viene. Io guardo le carte di credito, mica le facce.
La mia per l'ha guardata bene disse Serena.
La bocca di Sissel si curv in un sorriso. Be', lei ha una faccia che vale la pena guardare.
Avanti, Fred. Kelly Hauswirth aveva una valigia. C'entrava con la clientela del locale come una suora in un raduno di motociclisti. Le sto solo chiedendo se ha mai visto qualche ragazza che corrisponde allo stesso profilo.
Il proprietario del bar si tir le maniche. Mi spiace.
Serena gett un'occhiata ai pochi uomini seduti ai tavoli. Si chin sul bancone, abbassando la voce. La polizia olandese pensa che questa donna, che  finita con la gola tagliata, fosse una schiava del sesso. Devo spiegarle che cosa vuol dire? Kelly Hauswirth forse era stata adescata con lo stesso scopo. Qui entrano marinai stranieri tutti i giorni. Qualcuno sa qualcosa. Io vorrei sapere ci che lei ha sentito. Voci. Pettegolezzi. Qualsiasi cosa.
Se mi capita di sentire qualcosa, io non ne parlo. Non fa bene agli affari. E nemmeno alla salute.
Serena fece un sospiro scoraggiato. Infil una mano in tasca e prese un biglietto da visita. Se le sue orecchie ricominciassero a funzionare, mi faccia una telefonata.
Sissel pieg il biglietto tra due dita e lo gett a terra. Si udirono delle risate. Ma certo disse.
Serena usc dal bar, seguita da versi gutturali. Emerse nella strada assolata e sbatt la porta alle sue spalle. Il pomeriggio era caldo sotto un cielo azzurro. Indossava blue jeans attillati e sandali dai tacchi alti. I capelli neri le ricadevano sulle spalle sopra la canottiera bianca. Infil gli occhiali da sole e attravers diagonalmente la strada, sotto i cavi della luce, diretta verso Irving Park. Vide la macchia d'alberi in mezzo alla quale gli scalini che scendevano al ruscello erano quasi invisibili. Ripens all'inseguimento, desiderando di poter ricordare qualcosa di pi. Il viso dell'uomo. Il suo odore. Qualsiasi cosa.
Serena aveva un debole per le ragazze perdute. Come Kelly. Come Cat. Anche lei era stata una ragazza perduta e sapeva tutto sui predatori. Lo spacciatore che l'aveva usata come la sua puttana personale era morto da tempo, ma restava presente nella sua vita in modi a cui lei non poteva sfuggire. Serena chiudeva fuori le persone. Tendeva a non fidarsi di nessuno. Aveva tentato per anni di superare cose che non poteva superare, finch si era resa conto che quelle cose facevano parte di lei, della persona che era.
Anche Jonny viveva cos, per motivi diversi. Lui diffidava del futuro, non si azzardava a credere che qualcosa potesse durare. La sua avventura con Maggie aveva scosso Serena, ma in un certo senso era stata inevitabile. Maggie era innamorata di lui. Presto o tardi, in un momento in cui Jonny era vulnerabile, l'attrazione doveva sfociare in qualcosa di pi. Serena un po' si incolpava per non averlo saputo impedire. Si era chiusa in se stessa quando lui aveva bisogno di lei. Non era riuscita a far uscire Jonny dal guscio, perch anche lei si era ritirata nel suo.
Ma ora non pi. Nei sei mesi che aveva trascorso da sola aveva fatto pace con tante cose, riguardo a se stessa e a Jonny. Ormai tra loro restava soltanto un fantasma.
Di nome Cindy.
Tu sei la poliziotta, vero? disse una voce alle sue spalle.
Voltandosi, Serena vide la cameriera del bar che era amica di Cat. S. E tu devi essere Anna.
La ragazza annu. Anna Glick.
Era pi grande di Cat, forse sui venti o ventun anni, e magra, quasi anoressica, tutta ossa. Il trucco scuro le dava un'aria dark, aiutato dai piercing su naso, labbra e sopracciglia. I capelli arancioni spuntavano da sotto un cappellino di lana. Aveva l'espressione cinica di chi sa capire le persone e calcolare le probabilit di ottenere quello che vuole.
Come sta Cat? chiese Anna.
Bene.
Abita con te, a quanto ho saputo.
Esatto disse Serena. E aggiunse: Cat mi ha detto che l'hai aiutata, quando viveva in giro. Le trovavi posti dove stare.
Facevo ci che potevo. E non solo per lei.
Te ne sono grata. Sono felice che lei avesse qualcuno a cui appoggiarsi, in quel periodo. Ma ora non ne ha pi bisogno.
Sulle labbra di Anna si disegn un sorriso ironico. In altre parole, devo starle lontana?
Non si tratta di te. Credo solo che sia meglio se Cat taglia ogni legame con il suo passato. Spero che tu lo capisca.
S, ho capito. Come vuoi. Ma tanto perch tu lo sappia,  lei che  venuta a trovarmi, io non l'avevo cercata. E tanto perch tu sappia un'altra cosa, io ho una casa e diversi lavori. Cameriera. Inserimento dati. Codifica di dati medici. Non intendo tornare alla vita di prima.
Scusami. Non era nulla di personale.
Anna scroll le spalle. Si vedeva che nutriva un risentimento radicato. Sei stata al bar a parlare con Fred?
Gi. Da quanto tempo lavori l?
Un anno circa.
Serena prese di tasca la foto del cadavere di Amsterdam e gliela mostr. Anna non fece una piega. Doveva avere una corazza robusta.
L'hai mai vista da queste parti? chiese Serena.
Cos'ha detto Fred?
La sua memoria influenza la tua?
Non gli piace che parliamo di ci che succede nel bar. Meno che mai con la polizia.
Be', Fred  l dentro e tu sei qui con me disse Serena.
Anna guard di nuovo la foto. Credo di no, ma io servo al banco solo tre giorni alla settimana. Benvenuta nell'era del part-time. Se questa donna  venuta al bar, sar stato quando io non c'ero.
E la ragazza uccisa fuori dal bar? Kelly Hauswirth. Sei stata tu a servirla, quella sera.
S. Vodka e limonata. Ma non ne ha bevuto nemmeno una goccia. L'ho gi detto alla polizia. S, le ho chiesto i documenti quando  entrata, per capire se era maggiorenne, e no, non ricordo n il nome, n la citt di provenienza. Io guardo solo la data di nascita.
Quanto tempo  rimasta nel locale?
Un paio d'ore.
Le hai parlato?
Certo, eravamo grandi amiche. Cosa ti porto? Vodka e limonata. Va bene il tuo drink o vuoi qualcos'altro? Va benissimo, grazie.
Anna aveva una voce flessibile. Roca e dura quando interpretava se stessa, come se volesse spaventare il mondo. Dolce e convincente quando interpretava Kelly Hauswirth. Vivendo sulla strada, imparavi a essere chiunque, pur di assicurarti un altro pasto.
Kelly ha detto chi aspettava?
No.
Qualcuno ha cercato di abbordarla?
Hai visto com'era, no? Un bel po' di clienti le ronzavano intorno, ma lei li ha mandati tutti a stendere.
Ci sono da voi tizi che non accettano un rifiuto?
Certo, ce ne sono parecchi. Io intervenivo ogni volta che qualcuno insisteva troppo. I ragazzi non si mettono contro di me. Se dico loro di piantarla, la piantano.
Quindi hai dovuto aiutare Kelly con qualcuno di loro?
Anna si abbass il cappellino di lana sulla fronte. Ho detto ad alcuni di quelli pi ubriachi di lasciarla in pace. Niente di che.
Hai mai visto altre come lei, nel bar? Ragazze in attesa di qualcuno? Magari ragazze di fuori, con una valigia?
No, ma come ho detto io faccio un part-time.
Serena annu. Non credeva che Anna le avesse detto tutto ci che sapeva, ma capiva che parlando con la polizia rischiava il lavoro. Dimmi una cosa, Anna. Cat ha un ragazzo?
Questo devi chiederlo a lei rispose Anna.
Lei dice di no.
La ragazza fece spallucce. Allora immagino che non ce l'abbia.
Se Cat si fa vedere di nuovo nel locale, mi faresti uno squillo?
Cos puoi venire a prenderla e trascinarla via?
Esatto.
Sei una vera madre superiora, eh? disse Anna.
No, ma sono stata nei suoi panni disse Serena. E nei tuoi.

40.

Janine Snow attendeva il suo visitatore.
Era rimasta sorpresa, quando aveva scoperto di attendere con ansia le visite di Howard Marlowe. Lui veniva una volta al mese durante l'estate, con minore frequenza d'inverno. Le parlava delle sue ricerche, del suo libro, della sua determinazione a trovare le prove per farla tornare in libert. Quando restava a corto di argomenti sull'omicidio di Jay, cosa che non succedeva spesso, le parlava della propria vita: dei suoi sogni, dei suoi studenti, di sua figlia e di sua moglie.
Agli inizi, Janine vedeva quelle visite come un esile filo che la collegava al mondo reale. Poi si era resa conto che il mondo reale era tra le pareti del carcere di Shakopee. Howard era un abitante di un mondo fantastico. Un mondo che non esisteva pi. Un mondo in cui lei era libera.
Lei era la stessa donna di prima, e ci nonostante era del tutto diversa. Il suo viso mostrava di pi i segni dell'et, perch non poteva pi nasconderli. I suoi capelli biondi erano striati di grigio. La pelle senza trucco mostrava apertamente le rughe intorno agli occhi e alla bocca. Era ancora magra e in forma, perch faceva esercizio regolarmente, ma lottava con la dieta ricca di carboidrati della prigione. Le unghie erano delle mezzelune cortissime. Leggeva tanto. Uno dei lati buoni di Shakopee era un'eccellente biblioteca. Leggeva di storia, misteri, filosofia, scienza. In passato non aveva mai avuto molto tempo per leggere e ora invece non aveva nient'altro che tempo. La sua vecchia vita era incentrata sulla medicina e sul sesso, e di colpo aveva dovuto adattarsi a un mondo in cui non c'era posto per nessuna di queste due cose. Aveva mantenuto gli abbonamenti a varie riviste mediche per un anno, poi aveva deciso di smettere. Anche gli impulsi sessuali si erano spenti.
I rapporti con le altre detenute non erano facili. Janine era una donna che si sentiva a proprio agio solo con gli uomini, perch sapeva controllarli e manipolarli, e ora si trovava in una comunit di donne. All'inizio se ne stava da sola. Si sentiva superiore. Le altre non le piacevano, e lei non piaceva a loro. Ma il tempo era in grado di spianare le montagne. Si era iscritta al gruppo di lettura della prigione, e aveva scoperto che spesso i punti di vista delle altre detenute erano pi profondi e complessi dei suoi. Loro non corrispondevano alle caricature che si era costruita nella mente. Quando finalmente aveva cominciato a parlare, si era sforzata di mostrare che era qualcosa di pi della stronza che loro pensavano che fosse.
Alcune erano diventate quasi delle amiche. Altre si erano allontanate a causa di piccoli screzi. Altre ancora erano rimaste.
Janine non pensava pi alla libert. La vita del carcere riguardava solo il presente, passato e futuro non contavano. Dovevano passare altri dieci anni prima che lei potesse sottoporre a esame una richiesta di libert vigilata, e non poteva pensare a un futuro cos lontano. Si viveva giorno per giorno. Sette giorni erano una settimana. Cinquantadue settimane erano un anno. Gli anni passavano uno dopo l'altro con lo stesso ritmo, indipendentemente dalla tua impazienza o dai tuoi desideri. Janine non sapeva neppure se voleva davvero tornare in libert. Una volta fuori, si sarebbe ritrovata senza soldi e senza pi poter esercitare la professione medica. Cosa avrebbe fatto? Avrebbe dovuto inventarsi un'altra vita, e non voleva fare progetti per qualcosa che era solo una lontana possibilit.
Dopo un po' di tempo, come aveva previsto, tutti si erano dimenticati di lei. Nessuno le scriveva. Nessuno veniva a trovarla.
Eccetto Howard.
Janine trovava strano che Howard fosse l'unico, dopo tutto quel tempo, a dubitare ancora della sua colpevolezza. L'unico che credesse ancora in lei. Era uno dei giurati che l'avevano condannata. Eppure continuava a venire, pi deciso che mai, pi innamorato che mai. Janine avrebbe potuto mandarlo via, ma la solitudine sarebbe stata troppa. Aspettava con piacere le sue visite, e si era quasi affezionata a lui. La cosa pi umana da fare sarebbe stato dirgli di non sprecare la sua vita in quella ricerca inutile, ma in otto anni Janine non era diventata una persona del tutto diversa. Era sempre egoista.
Janine disse Howard.
Era arrivato mentre era persa nei propri pensieri. Lei si alz e gli strinse la mano, umida e appiccicosa come al solito. Janine aveva la sensazione che stringerle la mano fosse l'esperienza pi erotica della vita di Howard. Per lei invece non era nulla.
Come stai? chiese lui, mentre si sedevano.
Tutto regolare.
Fuori fa caldo. Ma  un tempo piacevole.
Bene.
Ti trovo molto bene.
Grazie.
Le solite chiacchiere, seguite dal solito silenzio. Anni prima, Janine pensava che Howard fosse la persona pi noiosa di tutto il pianeta. Lo pensava ancora, ma non le sembrava pi una cosa tanto negativa. Ora le piccole cose prevedibili cominciavano a piacerle. Era estate, e quindi Howard era in tenuta estiva: camicia a maniche corte, jeans neri e scarpe da tennis bianche. Era stato dal barbiere a tagliarsi i capelli ricci, come faceva sempre prima di venire a trovarla. Cinque anni prima, dopo essersi consultato con lei, si era operato agli occhi con la tecnica Lasik e adesso non aveva pi bisogno degli occhiali. Aveva una pancetta che quando era con lei si sforzava di tirare in dentro.
Janine sapeva che Howard aveva delle fantasie su di lei. Lui lo aveva anche ammesso. Lo trovava patetico, ma ogni tanto faceva qualche gesto civettuolo per farlo contento. Uno sguardo intenso, un movimento delle labbra. Oppure si tirava la camicetta di tela in un modo che sottolineava i seni. Niente di che, ma sentiva di dovergli qualcosa.
Il libro prosegue bene disse lui.
Mi fa piacere.
Non ti dispiace se lo scrivo, vero?
Certo che no.
Ho passato alcuni capitoli al signor Gale. Vuoi che li passi anche a te?
No, lascia stare.
Capisco.
Non  che non lo apprezzi, Howard.  che non voglio rivivere quella storia.
Ah, certo.
Per non ti chiedo di smettere.
No, vado avanti le assicur lui. Quando lo pubblicher, il tuo caso torner sotto i riflettori.
Janine sorrise. Secondo lei Howard non aveva speranze di finire il libro, o di pubblicarlo se lo avesse finito. Archie le aveva parlato di lui al telefono, una volta, e le era sembrato quasi di vederlo alzare gli occhi al cielo, mentre descriveva la cosiddetta indagine di Howard. Si era offerto di dissuaderlo dal proseguire con qualche severo termine legale, ma Janine gli aveva detto di lasciarlo andare avanti. Quel libro era l'ossessione di Howard e andava bene cos, anche se non avrebbe mai trovato prove utili per farla uscire di galera.
Volevo dirti disse a un tratto Howard che Carol sa di noi.
Cosa?
Sa che vengo qui a trovarti.
Oh.
Non so come l'abbia scoperto.
Oh ripet Janine. Non sapeva che altro dire.
Vuole che non venga pi, ma io verr lo stesso. Te lo prometto. Non preoccuparti.
Janine prov una tristezza indescrivibile. Era triste rovinare la vita e il matrimonio di quell'uomo. Era triste che l'idea che lui smettesse di venire la facesse sentire cos sola. Era triste che lei si trovasse l.
Senti, Howard disse, mentre lui pendeva dalle sue labbra. Voglio che ci pensi bene. Forse dovresti smettere di venire a trovarmi.
Cosa? No. Niente affatto.
Stai facendo del male a tua moglie.
Non... cominci lui, poi si ferm, ma Janine cap che stava per dire non m'importa. Lei era diventata la sua Monna Lisa. Era tutto per lui, l'alfa e l'omega.
Era una cosa sbagliata. E doveva finire.
Sul serio, Howard disse, in tono pi severo. Torna a casa da Carol e dimenticati di me.
Lui scosse la testa, deciso. No.
Non  giusto verso di te o verso tua moglie. Le tue visite mi fanno molto piacere, ma la cosa  durata anche troppo.
Janine...
No, dico sul serio. Devi smettere.
Non posso insistette lui. Non mi arrendo. Non smetter finch non avr trovato qualcosa. Finch tu non sarai libera. Fece una pausa e aggiunse, quasi senza fiato: Finch non saremo insieme.
Janine tent di nascondere l'orrore che provava. Ecco la fantasia che stava dietro a tutto. Lui l'avrebbe fatta uscire di prigione. L'avrebbe salvata. E poi sarebbero stati insieme, per sempre felici, solo loro due. No, doveva spegnere quel sogno senza perdere altro tempo.
Io non uscir mai di qui disse alla fine.
Non parlare cos! Non arrenderti. Ti prometto che trover le prove della tua innocenza.
Howard disse lei, in un sussurro. Non capisci? Non sono innocente. Sono colpevole.
Stride non alz gli occhi, quando Maggie entr nel suo ufficio, venerd sera. Era gi buio e i boschi fuori dalla finestra erano invisibili. La polizia di Duluth in primavera aveva traslocato in un posto nuovo, fuori citt. A Stride mancava il vecchio municipio, ma non i topi che circolavano dentro l'edificio. Erano gi passati mesi, ma il suo ufficio era ancora ingombro di scatoloni che non aveva trovato il tempo di sistemare. Il che in realt era una scusa, il vero motivo era che non gli piaceva affrontare i cambiamenti.
Maggie si sedette senza dire nulla.
Troy mi ha dato gli elenchi degli equipaggi delle navi che si trovavano in porto quando Kelly Hauswirth  stata uccisa disse Stride. Sto lavorando con l'FBI e con l'Interpol per effettuare dei controlli incrociati sui precedenti penali dei singoli marinai.  una lunga lista, ma  qualcosa da cui partire.
Maggie non disse nulla, ma lui non fece caso al suo silenzio.
A proposito di Troy prosegu. Non ti ho ancora preso un po' in giro riguardo a lui, vero? Gli piaci. Ho visto come ti guardava quando siamo andati a trovarlo.
Si aspettava la solita risposta sarcastica, ma non ci fu. Si chiese se non avesse passato il segno. La rottura della loro relazione e la ripresa di quella tra lui e Serena erano ancora troppo fresche.
Alz gli occhi e disse: Mags?.
Il viso dorato di lei era una maschera di confusione. Aveva la frangetta sopra gli occhi, ma non la soffi via.
Cosa c'? chiese Stride.
Ho ricevuto il referto balistico del BCA sull'arma del delitto. Quella che ha trovato Serena. Quella che ha ucciso Kelly Hauswirth.
S?
Hanno trovato due corrispondenze.
Davvero? Eccellente.
Maggie rest di nuovo in silenzio. Poi disse: La pistola corrisponde a un proiettile sparato durante una rapina in una gioielleria di Chicago pi di otto anni fa. Una guardia giurata rimase ferita. Poco prima di Natale.
Interessante. E l'altra corrispondenza?
Maggie scosse la testa. Non ha senso. Non lo capisco.
Non capisci cosa?
Ho chiesto al BCA di rifare il test. Hanno detto di no perch la corrispondenza  sicura al cento per cento.
Mags ripet Stride. Cosa stai cercando di dire?
La pistola recuperata da Serena nel caso di Kelly Hauswirth disse Maggie  la stessa che ha ucciso Jay Ferris.

41.

Serena sapeva che Jonny era sveglio. La camera da letto era buia ed erano entrambi stesi sopra le coperte. Era una notte calda. Le finestre erano aperte. Si udiva il frinire dei grilli nei cespugli.
Lui le aveva parlato del caso. Janine Snow. Jay Ferris. L'indagine e il processo. Avevano gi parlato di vecchi casi, ma di quello non ancora. Di solito Stride le parlava dei casi irrisolti, ma l'omicidio di Jay Ferris era un caso risolto fin dall'inizio. Lui non aveva mai avuto dubbi in proposito. C'era solo un capo sciolto: la pistola scomparsa. Ma quel particolare non aveva impedito alla giuria di pronunciare un verdetto di condanna per Janine Snow.
Solo che ora la pistola era stata trovata. Da lei.
Serena allung una mano attraverso il letto e intrecci le dita con quelle di Stride. Una domanda disse.
Spara.
Hai detto che c'erano due corrispondenze con la pistola. Come mai quella con la rapina nella gioielleria non  apparsa nel database otto anni fa, durante l'indagine?
Jonny si alz a sedere sul letto e accese la lampada sul comodino. C'erano ombre sul suo viso e negli occhi. Una falena batt contro il vetro.
Il solito problema della burocrazia disse. Il proiettile di Chicago  stato inserito nel database solo anni dopo, e quando l'hanno fatto non hanno effettuato una ricerca incrociata con gli altri stati. Si sono limitati all'Illinois. Immagino che qualcuno non volesse prendersi il disturbo di controllare una per una tutte le false corrispondenze.
Chicago disse Serena. Qual  il collegamento tra i due casi?
Nessuno, a quanto ne so. Una gioielleria dalle parti di Calumet Park, nella zona sud di Chicago, sub una rapina a mano armata il 20 dicembre, quasi nove anni fa, ormai. Un mese prima dell'omicidio di Jay Ferris. Una guardia giurata tent di intervenire e si prese un proiettile in una coscia. Poi riusc a identificare il rapinatore in base alle foto segnaletiche e la polizia di Chicago lo arrest una settimana dopo in casa di una zia, non lontano da Wrigley Field. Aveva al polso uno dei Rolex rubati. Un gran furbo.
Ma niente pistola.
Niente pistola, ma non ne avevano bisogno per condannarlo. La guardia giurata lo aveva identificato con sicurezza. Il rapinatore prov a patteggiare. Nella sua dichiarazione giurata disse di aver venduto la pistola il giorno dopo la rapina. Non conosceva l'acquirente e non riusc a descriverlo. Alla fine, si trattava solo di una pistola in pi nelle strade di Chicago. Nessuno tent di rintracciarla.
E un mese dopo la stessa pistola  stata usata qui a Duluth per uccidere Jay Ferris disse Serena.
Esatto.
Puoi rintracciare il rapinatore di Chicago per chiedergli se ricorda altri particolari sulla vendita dell'arma?
 scomparso dal radar rispose Jonny. Si  fatto tre anni,  uscito in libert condizionale e non si  mai recato neppure una volta a un incontro con l'agente di riferimento. C' un mandato di cattura a suo nome, ma la polizia non crede che sia rimasto a Chicago.
La porta della stanza da letto era chiusa, ma udirono dei rumori in soggiorno. Cat si era alzata. Non dormiva bene e la trovavano spesso sveglia in piena notte. Soffriva di incubi praticamente da tutta la vita. Quando non riusciva a dormire, guardava la televisione, mangiava un pezzo di pizza fredda dal frigo, o andava a sedersi nel portico posteriore. Udendo i suoi passi, Jonny guard la porta, con l'aria di volersi alzare a controllare.
Si alz Serena. Si tolse la camicia da notte e infil un paio di shorts e una maglietta. Socchiuse la porta, vide Cat stesa sul pavimento del soggiorno davanti alla tiv e la richiuse. Si sedette sul letto, accanto ai piedi di Jonny.
E ora cosa succede? chiese.
La pistola ha rovesciato tutto il caso contro Janine. Archie sta gi inoltrando una mozione d'emergenza per la sua scarcerazione. Il procuratore della contea ritiene che possa essere approvata. Se la pistola non avesse una storia, probabilmente non basterebbe a convincere un giudice. Ma il fatto  che  stata usata in un crimine violento prima della morte di Jay e ora in un altro omicidio. Questo cambia tutto.
Detesto ammetterlo, ma sono d'accordo con Archie disse Serena. Sembra che Janine non abbia mai avuto quella pistola tra le mani.
Jonny scosse la testa, testardo. Non  detto. L'acquirente di Chicago era un uomo, ma le pistole come quella cambiano di mano continuamente. A un certo punto deve averla comprata Janine. O magari Jay, e poi Janine l'ha usata per ucciderlo.
E poi? Non  che appena uccidi tuo marito vai a rivendere la pistola per strada. Te ne liberi in modo definitivo.
Lei pu averla gettata da qualche parte e qualcuno l'ha trovata.
Oppure  stato qualcun altro a uccidere Jay disse Serena. So che non ti piace, ma la realt spesso  poco piacevole.
Lui rest in silenzio. Poi disse: Ho deciso di andare a Shakopee a parlare con Janine.
Non ti dir nulla. Quella pistola  il suo biglietto vincente per uscire dal carcere.
Lo so, ma anche se non parler, voglio vedere la sua faccia quando le chieder della pistola. Credimi, conosco Cindy. Sapr se nasconde qualcosa.
Serena gli rivolse un sorriso triste. Cindy?
Stride chiuse gli occhi, rendendosi conto di ci che aveva detto. Volevo dire Janine. Lapsus freudiano.
Lei si chiese se fosse stato davvero un lapsus.
Il ritrovamento della pistola aveva svegliato i fantasmi di Jonny. L'omicidio di Jay Ferris e la condanna di Janine Snow non erano accaduti nel vuoto cosmico. Bastava fare due conti. Jay Ferris era stato ucciso in gennaio. E in gennaio dell'anno dopo Stride aveva perso la moglie. In mezzo, c'erano i giorni pi difficili della loro vita.
Questo deve riportarti alla mente dei brutti ricordi disse.
Gi ammise lui.
Vuoi parlarmene?
Voleva vedere se lo avrebbe fatto, o se si sarebbe chiuso come faceva di solito.
Quello  stato un brutto anno disse Stride.
Lo so.
Lui esit, poi and avanti.
Cindy si portava addosso come un'ombra, in quei giorni. Continui alti e bassi. Credevo che fosse rabbia per il fatto che era convinta che Janine fosse innocente, mentre io stavo cercando di farla finire in galera. Ma non era solo quello. C'erano cose che non mi aveva detto. Io ero concentrato sul caso, e nel frattempo...
Serena non disse nulla, ma lo sapeva. Nel frattempo, Cindy stava morendo.
Lo guard in faccia, ma non vide lacrime nei suoi occhi.
Ti ho parlato di Ross Klayman, vero? disse lui, fissando il soffitto. Il massacro al centro commerciale di Miller Hill?
S mormor lei, chiedendosi cosa c'entrasse. Una bruttissima storia.
Cindy era l. Al momento giusto nel posto sbagliato. Ha salvato la vita di una ragazza e probabilmente quella di altre persone, gettandosi addosso a Klayman. E io ero veramente arrabbiato con lei. Ero contento che la ragazza fosse viva, ma ero furioso. Pensavo che avesse messo in pericolo le nostre vite, rischiando la sua. Sono stato uno stupido egoista.
Non credo proprio disse Serena, trattenendo a fatica le lacrime.
Ho pensato molto a quel giorno, in seguito.
Naturalmente.
Penso che Cindy sapesse cosa le stava succedendo. Per questo ha fatto ci che ha fatto, correndo quel rischio assurdo. Steve Garske mi ha detto che di sicuro dovevano esserci stati dei segni. Dei sintomi. Ma lei non ha fatto nulla. Ha lasciato passare i mesi, finch  stato troppo tardi.
Non attribuirle una responsabilit cos pesante, Jonny disse Serena. Non  stata colpa sua, e nemmeno tua. Non  stata colpa di nessuno.
Lui non rispose.
Serena si rese conto di non aver capito una cosa importante. In tutti quegli anni Jonny non provava solo dolore per aver perso la moglie. Era anche arrabbiato con Cindy perch era morta, lasciandolo solo. Con il tipo di cancro che aveva, era comunque una battaglia persa, e lui lo sapeva. Qualche mese in pi non avrebbe fatto differenza, eppure lui era ancora arrabbiato.
Era strano. Per la prima volta Serena vedeva Cindy con i propri occhi, non attraverso quelli di Jonny. Aveva messo Cindy su un piedistallo per anni, ma non era giusto. Era una donna come lei. Forte e spaventata. Fatta di generosit e di errori. Se fosse stata ancora viva Serena non si sarebbe trovata in quel letto, ma Cindy non c'era pi.
La vita seguiva le proprie strade contorte.
Nove anni sono tanti, perch una pistola resti fuori dalla circolazione disse.
Janine sa dov' stata insistette lui.
Lo credi davvero? Oppure non vuoi accettare la possibilit di esserti sbagliato?
Non mi sbaglio.
Serena parl in tono dolce. Se in realt si tratta di te e Cindy...
Non si tratta di questo disse lui, brusco. Lo so, pensi che la morte di Cindy annebbi il mio giudizio, ma non  cos. Non ho commesso un errore, all'epoca. Mi sono sbagliato su tante cose, nella mia vita, ma non su Janine Snow.

42.

Un poster di Guy Fieri fissava Maggie dal muro del Duluth Grill. Il conduttore dalla pettinatura punk di Food Network aveva recensito il ristorante nel programma Diners, Drive-ins and Dives, e da allora i turisti avevano invaso il locale e i tavoli erano quasi sempre tutti occupati. Ci nonostante, il Grill restava uno dei ritrovi della polizia di Duluth. Tutti i camerieri conoscevano Maggie, e riuscivano sempre a trovarle un tavolo accanto alla vetrata.
Maggie affond la forchetta in una ciambella alla cannella grande due volte il suo pugno e bevve un sorso di caff da un'artistica tazza del Duluth Grill, per mandare gi il boccone. Con la bocca piena, guard l'orologio.
Nathan Skinner era in ritardo.
Divor la ciambella leggendo il News-Tribune. Quando ebbe finito, Nathan non si era ancora visto, e cominci a spazientirsi. Riemp per la terza volta la tazza di caff. Uova e pancetta presero il posto della ciambella, mentre leggeva l'editoriale del giornale.
Finalmente, ud una risata familiare accanto alla porta d'ingresso.
Dopo tutti quegli anni, Nathan era ancora una star per gli abitanti di Duluth abbastanza vecchi da ricordare la sua stagione in campionato. Non poteva entrare in un ristorante senza che gli venissero ricordate partite di hockey di decenni prima. Chiss se la cosa lo irritava, o se gli faceva piacere rivivere per un momento i suoi giorni di gloria sul ghiaccio.
Nathan si sedette nel spar di fronte a lei. Sfoggiava il solito ghigno virile. Maggie disse.
Ciao, Nathan.
Da quanto tempo.
Gi.
L'ex poliziotto non era molto cambiato, fisicamente. Ora per si rasava il cranio, forse perch stava perdendo i capelli biondi. Il viso ammaccato dai colpi sfoggiava una pelle liscia, abbastanza da indurre Maggie a chiedersi se si fosse fatto un lifting. Gli occhi azzurri trasmettevano ancora magnetismo maschile e si teneva in forma. La sua carriera doveva essere migliorata, lo si vedeva dalla qualit dei vestiti. Al momento indossava pantaloni kaki attillati e una camicia gialla di seta. Sembrava un membro del partito repubblicano diretto verso il campo da golf, non una guardia giurata senza un futuro.
Cos'hai fatto, in tutto questo tempo? chiese Maggie.
Ora ho un'attivit mia.
Davvero? Di che tipo?
Una specie di agenzia di appuntamenti per aziende. Aiuto imprenditori del Nord a trovare capitalisti disposti a investire.
Interessante cambio di carriera disse Maggie. Come sei entrato nell'ambiente?
Mi ha aiutato un compagno dell'universit. Ha detto che non voleva vedere sprecato un talento come il mio. Mi piacerebbe dire che mi occupo di fogli di calcolo e tassi d'interesse, ma in realt il mio lavoro riguarda soprattutto sigari, regali di lusso e agganci con le persone. Io sono bravo a socializzare. Ci so fare.
Nathan sogghign di nuovo e Maggie non dubit che avesse trovato la sua nicchia nella societ.
Sono felice che ti vada bene disse, senza entusiasmo.
Non bene come a te, immagino. Tuo marito ti ha lasciato un sacco di soldi, vero? Pi un appartamento sopra lo Sheraton, gomito a gomito con tutti quei medici. Mica male, per una poliziotta.
Sei ben informato.
Be', fa parte del lavoro. Mi informo su dove vanno a finire i soldi, in citt. Se vuoi fare qualche investimento, chiamami. Posso farti entrare in progetti molto interessanti.
Ci sapeva fare davvero. Si era lasciato alle spalle la rivalit verso di lei. Almeno in superficie.
Lo terr a mente disse Maggie.
A proposito, mi dispiace per com' andata tra te e Stride. Si  spenta la fiamma, eh? Maggie fece una smorfia irritata e Nathan aggiunse: I poliziotti parlano, Maggie. Lo sai.
Maggie lo sapeva, ma odiava essere argomento di pettegolezzi da ufficio. Si sent arrossire.
Ehi, non volevo provocare l'orso in letargo prosegu lui. Sul serio, sono sicuro che per te sia stato difficile.
Adesso guardi i programmi psicologici del dottor Phil, Nathan?
Lui rise. Non arrivo fino a quel punto, ma ho passato abbastanza tempo dal lato sbagliato della vita per sapere che fa schifo.
 vero, fa schifo convenne Maggie. Ma cambiamo discorso. Non sei il mio terapista.
Ce l'hai ancora con me? Ma dai, siamo troppo vecchi per quello. Io piaccio alla gente, Maggie. So che fai fatica a credermi, ma potrei piacere anche a te, se mi dessi una possibilit. Sono cambiato.
Qual  quel proverbio sul pelo dei lupi? chiese lei.
Nathan sorrise e scosse la testa. No, davvero. Sono il primo ad ammettere che nella mia giovent bruciata ero un idiota. Razzista. Sessista. E compagnia bella. Ce l'avevo con il mondo e davo la colpa a tutti eccetto che a me stesso. Ma il tempo ammorbidisce le persone.
Bene, allora accendiamo una canna e cantiamo una canzone di Arlo Guthrie, visto che siamo cos ammorbiditi.
Credi davvero che potrei fare questo lavoro, con l'atteggiamento che avevo allora? Non funzionerebbe. L'economia ora  diversa. Il mondo  diverso. E anch'io sono diverso. Mia moglie  ispanica. L'ho conosciuta durante un viaggetto in Guatemala. Ora parlo persino uno spagnolo decente. Perci, vuoi il vecchio Nathan Skinner? No ms.
Maggie si chiese se doveva credergli. Nella sua esperienza le persone non cambiavano. Diventavano solo in modo pi preciso ci che erano sempre state, nel bene e nel male. Di sicuro questo valeva per lei.
In realt, vorrei proprio il vecchio Nathan Skinner, per qualche minuto disse. Quello che sputava insulti razzisti ai poliziotti del Wisconsin e aveva una relazione con Janine Snow.
Nathan si chin verso di lei attraverso il tavolo, con un'espressione seria. Maggie doveva ammettere di provare ancora la vecchia attrazione per lui. Nathan sapeva come usare la sua prestanza. Ed era anche molto pi calmo e trattenuto, rispetto ai vecchi tempi. Adesso era difficile provocarlo.
Ho sentito che avete trovato la pistola che ha ucciso Jay Ferris disse. So quello che vuoi chiedermi, ma quella pistola non  mia. N lo  mai stata.
Allora da dove pensi che arrivi? E dov' rimasta per tutti questi anni?
Nathan si rilass sul sedile e prese un pezzo di pancetta dal piatto di Maggie, cosa che la irrit perch la pancetta del Grill le piaceva molto. Sinceramente, non ne ho idea.
Era una pistola di strada disse Maggie. Non un'offerta speciale acquistata da Gander Mountain.
Credi che Jay avesse collegamenti con qualche gang di cui nessuno sapeva nulla?
Non secondo suo fratello Clyde. E il tema non  mai emerso durante l'indagine.
Be', nei casi di omicidio domestico raramente compaiono pistole di strada disse Nathan. Quelle le usano le gang o i rapinatori a mano armata. O magari qualche killer a contratto. Non c'era una vecchia signora convinta che Janine avesse ucciso il marito in sala operatoria? Forse  stata lei a pagare qualcuno perch uccidesse Jay.
Maggie annu. Esther Rose.  morta l'anno scorso. Ma non  stata lei. Nove anni fa controllammo bene le sue finanze, senza trovare alcuna prova che avesse pagato qualcuno per ammazzare Jay.
Allora non so cosa dirti disse Nathan. Quella pistola scompare per anni e all'improvviso ricompare in un altro omicidio? Non lo capisco.
C' una cosa che voglio chiederti. Resta tra noi. Davvero Janine Snow ti chiese come poteva procurarsi una pistola non registrata?
 quello che ho dichiarato in tribunale rispose lui, cauto.
Lo so. Era la verit?
Anche se non lo fosse, credi che ammetterei di aver giurato il falso? Mi dispiace.
Non sto cercando di fregarti. Voglio solo capire se Janine poteva aver trovato un modo di procurarsi quella pistola.
Stiamo parlando di una texana, Maggie. Laggi sono mezzi animali, sotto quei bei visini. Se Janine voleva una pistola, non si sarebbe fatta problemi ad andare in giro a chiedere. Quella donna sapeva come ottenere ci che voleva. Perci s, quella pistola potrebbe essere sua, ma io non ci credo.
Perch?
Perch c' una cosa nell'omicidio di Jay che mi ha sempre lasciato perplesso. E non ha nulla a che fare con la pistola.
Di cosa si tratta?
Nathan scosse la testa. Non ho mai avuto problemi a credere che Janine fosse colpevole. E francamente non la biasimavo. Quell'uomo la trattava come una merda. Ma Janine  una donna intelligente. Un'intelligenza da paura. Non si sarebbe mai, mai lasciata fregare da voi. Perdere il controllo? Sparare in testa a Jay e poi tirare fuori una storia raffazzonata a cui non crede nessuno? No. Quella non  Janine Snow. Lei avrebbe avuto un piano accurato. E adesso non sarebbe in prigione. Per quanto mi costi ammetterlo, pu darsi che Janine abbia detto la verit. La pistola non era sua.
Ciao, Cat disse Anna Glick. Non dovresti essere qui, lo sai.
Anna era seduta su una sedia di plastica sul prato pieno di erbacce davanti a casa sua, a Morgan Park. Era una casa a due piani poco pi grande di una vecchia Chevrolet, con il tetto molto spiovente e muri verniciati di marrone. La parte che dava sulla strada era coperta di edera.
Non mi hai mai richiamato disse Cat. E non hai mai risposto ai miei messaggi.
Anna aveva in grembo un Chromebook e indossava pantaloncini e canottiera che lasciavano scoperte le sue membra ossute e pallide. Ah, sar perch i poliziotti con cui abiti mi hanno detto di starti lontano?
I miei amici sono affari miei disse Cat, testarda.
Forse, ma io non voglio guai.
Ehi, io non glielo dir. Non c' bisogno di fargli sapere chi frequento. Dai, voglio solo chiacchierare un po'. Mi annoio.
Va bene, resta pure, se vuoi capitol Anna, con un sospiro. Come sei arrivata qui?
Con l'autobus.
 una cosa furba? disse Anna, indicando il pancione di Cat.
Siamo solo a tre isolati dalla fermata. Non  che sono handicappata.
Anna scroll le spalle. Indic un'altra sedia da giardino contro il muro della casa, e Cat and a prenderla. Faceva molto caldo. Tutte e due si asciugarono il sudore dalla fronte. Anna aveva una lattina di Bud posata sull'erba accanto alla sedia e Cat entr in casa per versarsi un succo d'arancia da un cartone nel frigo. Torn fuori, si sedette accanto all'amica e sorseggi il succo in silenzio. Anna stava giocando a un gioco di ruolo fantasy al computer, e Cat non la interruppe.
Dov' Al? chiese Anna, senza alzare gli occhi dal monitor.
Non lo so. Al lavoro, credo.
State ancora insieme?
Credo di s.
Anna spost lo sguardo dal Chromebook. Credi?
Non lo sento da qualche giorno. Ha da fare. Poi aggiunse: Ho fatto una stupidaggine. Gli ho chiesto se mi amava e lui si  spaventato. Da allora non ci siamo pi parlati.
I ragazzi non vogliono le cose serie. Vogliono il qui e ora.
Al  diverso. Non abbiamo neppure fatto sesso. Vogliamo aspettare finch sar il momento giusto.
Anna lasci un attimo le dita sospese sulla tastiera, poi si rimise a battere i tasti, con un sorriso ironico. Pensi che sar sempre pi eccitato man mano che il tuo pancione cresce? Non credo, sai? I ragazzi temono che il bambino allunghi una mano e gli afferri il cazzo mentre stanno pompando.
Cat aggrott la fronte, mentre Anna rideva alla propria battuta. Poi disse: Come sta Fred, l al bar?.
Fred  Fred.  incazzato perch poliziotti e giornalisti ronzano sempre intorno al locale. Stanno facendo progressi per trovare il colpevole?
Stride e Serena non parlano con me di queste cose rispose Cat.
Che sorpresa. Sono poliziotti.
Mi manca il bar.
Be', Fred non ti lascer entrare, se torni. Mi dispiace.
Cat sapeva che era cos e non le piaceva. La irritavano tutte quelle restrizioni su ogni cosa che faceva. Era estate. La scuola era chiusa. Era libera, ma si sentiva come in prigione.
Ho finito i soldi ammise.
Sul serio? Di nuovo?
Gi.
Loro non ti danno una paghetta?
S, ma non molto disse Cat. Non si fidano a lasciarmi troppi soldi in mano. Hanno paura che li spenderei in sigarette. O magari in droga.
Ah. Anna si tolse il cappellino e si ravvi la pettinatura a punte. Be', c' un progetto della chiesa questo fine settimana, se ti va. Ripulire una casa piena di spazzatura a West Duluth. Potresti guadagnare qualche dollaro.
Cat esit. Non mi piace fare quei lavori.
Ehi, l'ultimo  andato bene, no? Verniciare quella casa a Superior? Inoltre l hai conosciuto Al. Non puoi lamentarti.
No.
Comunque, la decisione  tua disse Anna. Fa' come ti pare.
Ci penser.
Anna chiuse il laptop. Ho ancora un paio d'ore prima di andare al lavoro. Ti va un hamburger e una Coca da qualche parte? Offro io.
Cat sorrise. Grande!
Dove vuoi andare?
All'Anchor?
Anna scosse la testa. Vuoi solo vedere Al.
Mi manca.
Cat,  un ragazzo. Quelli come lui vanno e vengono come le lattine di birra. Soprattutto se gli getti addosso la parola amore quando non hanno nemmeno ancora inzuppato il biscotto.
Ti ho detto che stiamo aspettando... cominci Cat, ma Anna la zitt agitandole una mano davanti al viso.
Ascolta, non volevo dirtelo, so che ci resterai male.
Dirmi cosa?
Anna sistem una spallina della canottiera che era scesa troppo in basso. Un paio di settimane fa, Al  venuto al Grizzly per parlare con Fred. Credo cercasse un impiego part-time. Io avevo una gomma bucata cos lui mi ha dato un passaggio a casa. Era tardi e mi ha accompagnato dentro e abbiamo bevuto qualcosa e messo su un film. A un tratto mi sono ritrovata la sua lingua in bocca e le sue mani dentro la maglietta.
Cat scatt in piedi. Al ha tentato di scoparti?
Mi dispiace disse Anna. Ma s, l'ha fatto. Come ho detto, eravamo tutti e due piuttosto bevuti. Probabilmente ce l'ha sempre duro dalla voglia di entrare nelle tue mutande. Il fatto ... non voglio mentirti, Cat. Il suo non  stato un tentativo.
Cosa stai dicendo? disse Cat, ma lo sapeva benissimo.
Sto dicendo che il tentativo  riuscito. Al ha passato la notte con me.

43.

Quando Janine entr nella sala colloqui, Stride not i cambiamenti avvenuti in otto anni, proprio come li notava in se stesso guardandosi allo specchio. Erano entrambi invecchiati. Lei non aveva trucco n gioielli. E indossava l'uniforme del carcere. In passato, osservarla camminare era come seguire una celebrit alla cui presenza la folla si divideva. Janine possedeva qualcosa che la distingueva dalle altre persone. Adesso era una come gli altri.
Ciao, Jonathan disse, sedendosi di fronte a lui.
Ciao, Janine.
Ora il tono formale tra loro non era pi necessario.
Stride not che anche lei lo osservava, probabilmente pensando le stesse cose. Stride era invecchiato, ammaccato e aveva perso un po' di smalto. Restarono seduti in silenzio per un po', sotto le occhiate curiose degli altri presenti in sala. Tutti sapevano chi erano. L non c'erano segreti.
Non sai quanto mi  dispiaciuto di Cindy disse Janine alla fine.
Grazie.
Lei era probabilmente la mia unica vera amica. Non sto comparando il mio dolore al tuo, so quanto vi amavate. Sono rimasta addolorata, quando l'ho saputo. Ti ho anche scritto, ma non mi aspettavo una risposta. Volevo solo farti sapere che il mio era un dolore sincero. Ho pianto per Cindy, e io non ho la lacrima facile.
Ho ricevuto la tua lettera disse Stride.
Bene.
Segu un altro silenzio imbarazzato. In un tempo lontano, erano stati quasi amici. Ora Stride non avrebbe saputo dire cosa fossero.
Stai con qualcuno? chiese Janine.
Stride non rispose. Lei sospir e distolse lo sguardo.
Io sono ancora il nemico, vero? chiese. Dopo tutto questo tempo, pensavo che qualcosa fosse cambiato. Be', forse non importa, detto da me, ma so che Cindy avrebbe voluto vederti di nuovo innamorato. Io vi invidiavo molto. Eravate cos diversi eppure simili. Io non sono mai riuscita a padroneggiare l'arte dei rapporti personali.
Dopo un altro silenzio, Stride disse: Sto con una donna.
Ne sono felice.  una cosa seria?
S.
Meglio. Janine si guard intorno. Immagino tu non vada molto spesso a trovare le persone che hai messo in galera.
No, non molto spesso.
 logico. Perch dovresti? Io non ricevo molte visite.
Che mi dici di Howard Marlowe? chiese Stride.
Janine inarc le sopracciglia, sorpresa. Sai di lui? Be', certo. Dimenticavo che qui non esiste la privacy.
Tu sei diventata l'hobby di Howard disse Stride. Si  fatto dare da Archie le copie di molti documenti dell'indagine. Ci telefona tutto il tempo. Vuole che seguiamo nuove piste. Ho sentito dire che sta scrivendo un libro.
S,  cos.
E viene a trovarti.
S.  strano, un uomo cos, che non pu lasciar perdere.
Succede disse Stride. A volte la gente si ossessiona.
Da una parte gli sono grata. Della compagnia. Del fatto che lui mi creda. D'altra parte, ho la sensazione di rubare la sua vita.
Non sei obbligata a vederlo.
Lo so. Ma quando penso di farlo cancellare dalla lista, non ci riesco. Una parte di me non riesce a lasciarlo andare. Spero che decida da solo che non valgo la pena.
Stride si chiese se fosse sincera. La vecchia Janine avrebbe sempre pensato prima di tutto a se stessa.
Presumo che Archie si tenga in contatto con te le disse.
S, naturalmente.
Quindi sai che abbiamo identificato la pistola che  stata usata per uccidere Jay disse Stride.
Dopo tutti questi anni.  un bel mistero.
Lui si aspettava di vederle in faccia un'espressione di trionfo. Janine sapeva che quella scoperta, indipendentemente da tutto, le apriva nuove strade legali. Per la prima volta aveva una reale possibilit di un nuovo processo o persino di essere scarcerata. L'idea di uscire di prigione non era pi una fantasia.
Ma rest sorpreso da ci che vide. Ansia. Persino paura. La vita del carcere adesso era l'unica che lei conosceva. Janine era diventata un gatto d'appartamento. Il mondo esterno era incerto. La spaventava. Non poteva semplicemente riprendere la sua vecchia vita, e lo sapeva.
Speravo che tu potessi gettare un po' di luce su questo mistero disse Stride.
Janine scosse la testa. Mi dispiace. Sai che non posso farlo.
Era la risposta che lui si aspettava.
Immagino che Archie ti abbia consigliato di non dirmi nulla che possa mettere in forse la tua scarcerazione.
 cos.
Questo rompicapo ha una soluzione. E io la trover.
Chi lo sa disse lei. Non metto in dubbio le tue capacit, ma nove anni sono un sacco di tempo.
Stride la guard negli occhi, in cerca di risposte. Posso essere sincero con te, Janine?
Certo.
Io credo che tu sia colpevole. L'ho sempre creduto.
Lo so replic lei.
E se sei colpevole, devi sapere cosa ne  stato della pistola che ha ucciso Jay e dove  rimasta per tutti questi anni.
In altre parole, dove l'ho nascosta? O a chi l'ho data?
Esatto.
Anche se lo sapessi, sai che sarebbe stupido da parte mia dirtelo. Da un punto di vista legale.
Lo so.
Allora perch me lo chiedi? Perch sei venuto fin qui?
Stride non riusc a nascondere la frustrazione. Perch  in gioco qualcosa di pi del fatto di aver trovato una vecchia pistola nel bosco e averla sottoposta a degli esami balistici. Quella pistola  stata usata per uccidere una donna poche settimane fa. L'uomo che l'ha uccisa  riuscito a fuggire. Pu essere in gioco la vita di altre donne. Io ho in mano solo una traccia: la pistola. Otto anni fa, quella pistola  stata nel soggiorno di casa tua. E ha ucciso tuo marito. Se sapessi dov' andata a finire, dopo, avrei una possibilit di scoprire chi l'ha usata il mese scorso.
Stride sperava di fare breccia in lei. Janine era in carcere e lui voleva credere che provasse almeno abbastanza rimorso per ci che aveva fatto da salvare la vita di altre persone. La vide esitare. Sapeva, sapeva, che lei aveva le risposte che gli servivano.
Janine si sporse attraverso il tavolo e, violando le regole del carcere, gli prese le mani.
Mi dispiace, Jonathan disse. So quello che pensi di me, ma io ho sempre detto la verit, oggi come allora. Quella pistola non  mai stata nelle mie mani. Non sono stata io a sparare a mio marito.

44.

Howard aveva imparato a memoria da tempo tutti i gioielli rubati a Janine quando suo marito era stato ucciso, ma ricontrollava le foto ogni volta che entrava in un banco dei pegni. Sei oggetti. Tutti di pregio. Un anello d'oro bianco con una perla nera. Orecchini e collana dello stesso tipo. Un bracciale con catenelle d'oro punteggiate di diamanti e zaffiri. Una spilla a forma di colibr con il petto di rubini. Un fermaglio di smeraldo a forma di lettera J. Ogni pezzo era stato realizzato su ordinazione.
Parcheggi su una rampa del casin Fond Du Luth ed emerse su Superior Street. Ogni volta che le porte del casin si aprivano ne uscivano zaffate di fumo di sigaretta. Howard non era mai stato l dentro. Non giocava d'azzardo. Era un pomeriggio afoso e pens di fermarsi in un bar, ma una birra gli avrebbe annebbiato il cervello. Doveva essere attento mentre esaminava i gioielli sotto vetro nel banco dei pegni.
Erano otto anni che tornava sempre negli stessi negozi. A Duluth. A Cloquet. A Grand Rapids. A Hinckley. Si era spinto anche fino alle Citt Gemelle. E aveva visitato decine di negozi. Da quelli nei centri commerciali, che compravano oro e argento, ai negozietti nei vicoli che fornivano contanti pronta cassa e prestiti in garanzia. I proprietari ormai lo conoscevano, anche se lui non aveva mai detto loro cosa cercava. Howard temeva che se avessero saputo di trattare oggetti rubati che rappresentavano delle prove in un caso di omicidio, li avrebbero fatti sparire prima che lui potesse identificarli.
Risal la Second Avenue sotto il sole. Indossava una polo rossa Kohl's, pantaloni sportivi marroni e scarpe da ginnastica con l'arco rinforzato per i suoi piedi piatti. Le scarpe erano nuove e le suole scricchiolavano. Lo Zenith Pawn, il banco dei pegni che voleva ispezionare, era all'angolo successivo, illuminato dai neon.
Anello d'oro bianco con perla nera.
Spilla a forma di colibr.
Fermaglio di smeraldo a forma di J.
Tutti quegli anni, tutte quelle ore passate chino sopra le teche con i gioielli, e non aveva mai perso la fede.
Howard ripens all'ultima volta che aveva visto Janine e alla strana confessione che lei gli aveva fatto. Era rimasto scioccato, ma poi aveva capito che lei tentava solo di farlo desistere. Era stato troppo sincero con lei riguardo ai problemi con Carol. Janine si attribuiva la colpa per il lento naufragare del suo matrimonio, e forse aveva anche ragione. Ci nonostante, lui non aveva intenzione di farsi mandare via.
Di' quello che vuoi le aveva detto. Io non vado da nessuna parte.
Apr la porta a vetri del banco dei pegni. Dentro, l'aria condizionata gli diede un colpo di freddo sulla sua pelle umida. Piacevole. Al banco c'era una cliente, una donna dai capelli d'argento che battibeccava con il proprietario sul prezzo di una vecchia moneta da un penny, di quelle con il disegno delle spighe di grano. Quel posto era un'enciclopedia di merci. Gioielli. Pistole. Videogame. Francobolli e monete. Oggetti in pelle. Stoviglie e coltelli da cucina. Elettronica. Alcuni oggetti erano nuovi, ma la maggior parte erano usati, rimasugli della Grande Recessione. Tre palle erano il simbolo universale del boom economico andato in malora.
Questo  un penny del 1933 insisteva la donna anziana. Ho controllato e vale venti dollari. L'ho anche ripulito, guarda come brilla.
Beverly, cara replic l'uomo con accento australiano. Vale venti dollari se non  mai stato messo in circolazione. Questo invece sembra che abbia fatto la guerra. E una volta lucidato vale di meno, non di pi. Te l'ho gi detto.
Venti dollari ripet la donna.
Tesoro, posso dartene due e una tazza di decaffeinato, ma solo perch sono di buonumore.
La donna continu a protestare. Howard la ignor. Il proprietario del negozio gli strizz l'occhio sorridendo.
Howard si infil un paio di occhiali da lettura e si chin sul lungo bancone pieno di gioielli. Gli occhiali gli scivolarono sul naso. Tent di restare concentrato. Dopo un po' di tempo, i gioielli sembravano somigliarsi tutti. La stessa roba una settimana dopo l'altra, e quasi tutti erano oggettini da quattro soldi.
Controll i cartellini dei prezzi. Anello, quattrocento dollari. Collana, settantacinque dollari. Fermacravatta a forma di Elvis, inestimabile. Il proprietario aveva il senso dell'umorismo. Ogni pezzo era adagiato su un cuscinetto di velluto. Finito di ispezionare un bancone di teche, Howard pass al successivo.
Orologi. Orecchini. Portafortuna in vetro di Murano.
Ma di nuovo, nulla.
Non aveva trovato nulla neppure negli altri negozi, n quel giorno, n quel mese, n in tutti gli anni da quando aveva cominciato la sua ricerca.
Sperava che oggi sarebbe stato diverso, per via della pistola. Finalmente la polizia aveva trovato la pistola che aveva ucciso Jay Ferris. La stessa pistola era stata usata in un omicidio a West Duluth, il mese precedente, e in una rapina a Chicago poco prima della morte di Jay. Nessuno sapeva spiegarlo.
Howard non sapeva come o perch quella pistola fosse passata da un crimine all'altro, ma provava un senso di rivincita. Aveva sempre avuto ragione, dicendo che la pistola di Jay non aveva avuto parte nell'omicidio. Si trattava di una storia diversa. Una rapina in casa, proprio come aveva sostenuto Janine. Un estraneo si era presentato alla porta. Aveva ucciso Jay. Rubato i gioielli. Poi era sparito insieme alla pistola.
E adesso la pistola era ricomparsa.
Dov'era stata per otto anni? Howard non ne aveva idea. Ma era certo che nel nascondiglio della pistola ci fossero anche i gioielli scomparsi. E se ora quell'arma era stata usata di nuovo, aveva senso credere che potessero ricomparire anche i gioielli. La verit stava venendo alla luce.
Howie! gli url il proprietario, a mo' di saluto. Si chiamava Caffy, diminutivo del suo cognome, Cafferty.
Caffy se ne stava dietro il banco come un orso bruno. La donna del penny se n'era andata, con due dollari in una mano e un caff Green Mountain Nantucket Keurig nell'altra, in un bicchiere di polistirolo.
Vuoi un vecchio penny? gli chiese Caffy, lanciandolo in aria con uno scatto del pollice e riprendendolo al volo con la manona. Solo venti dollari.
Howard alz gli occhi dalle teche, a bocca aperta. Il proprietario sogghign. Sto scherzando, amico. Questa moneta non vale niente. Serve giusto per infilarla sotto la gamba di un tavolo traballante.
Allora perch le hai dato due dollari? chiese Howard.
Oh, Beverly  una brava donna. Le piace fare una puntatina al casin, di tanto in tanto. Chi lo sa, magari con i miei due dollari vincer una Cadillac.
Howard sorrise. Caffy gli piaceva. Gli altri gestori di banchi dei pegni che conosceva erano quasi tutti un po' viscidi, ma Caffy trattava la gente in modo diretto. Non si poteva dire che avesse un punto debole, ma di sicuro aveva intorno al cuore una corazza d'acciaio pi sottile di quella degli altri. Negli anni avevano chiacchierato molto. Di sport. Storia cinese. Poeti irlandesi. Caffy aveva letto molto e viaggiato molto, una cosa che Howard trovava affascinante. Quell'australiano aveva avuto una vita vagabonda e senza legami che lui invidiava.
Tuttavia, non gli aveva mai mostrato le foto dei gioielli di Janine. Anche se una persona ti piaceva, non significava che ci si poteva fidare automaticamente.
Quell'orologio, l tuon Caffy. Ti starebbe bene al polso.
Chi indossa pi gli orologi? chiese Howard.
Oh, stanno tornando di moda. Adesso  l'epoca degli smart watch.
No, grazie.
Caffy non prendeva mai un rifiuto in modo personale. Come vuoi. Sei venuto prima del solito, vero? Credevo di non rivederti per un altro paio di settimane.
S, sono tornato prima del solito ammise Howard.
Era alla fine dell'ultimo bancone. Aveva osservato centinaia di gioielli, in una gamma di prezzi dai cinque ai mille dollari. E non aveva trovato nulla di pi interessante di quel vecchio penny.
Potrei aiutarti, se mi dicessi cosa cerchi disse Caffy. Dopo tutti questi anni, il vecchio gioco del lo sapr quando l'avr trovato ha fatto il suo tempo, no?
Cerco un ago in moltissimi pagliai disse Howard.
Dai, dammi almeno una traccia. Economico o costoso?
Molto costoso.
Ah, e perch non l'hai detto prima? Questa settimana ho un piccolo stock privato, riservato solo ai migliori clienti. Questo non include te, Howie, ma se vuoi te lo mostro ugualmente.
Certo. Grazie, Caffy.
L'omone scomparve nel retro, non prima di aver premuto il tasto che bloccava l'ingresso del negozio, il che fece capire a Howard il grado esatto della loro fiducia reciproca. L'australiano entr in una camera blindata d'acciaio e ne emerse un attimo dopo con una scatola delle dimensioni di una macchina per scrivere. La pos sul vetro davanti a Howard e rimosse il coperchio, rivelando varie file di gioielli posati su un fondo di feltro, che valevano probabilmente pi di tutte le merci esposte sui banconi.
Belli, eh? disse Caffy.
Molto.
Guardare ma non toccare, eh?
Certo.
Howard si chin, fermando con un dito gli occhiali da lettura. Quella collezione non era la solita roba dozzinale. Si trattava di pezzi pregiati. Diamanti di vari carati. Rubini e smeraldi che brillavano come se avessero il fuoco dentro. Collane d'oro nate per adornare il collo perfetto di una giovane star.
Davvero c' chi impegna cose di questo genere? chiese. Come mai?
Stai guardando il museo dei sogni perduti, Howie.
Sogni perduti o sogni rubati pens Howard. Esamin ogni pezzo con attenzione, perch erano tutti belli e particolari, con una storia che gli sarebbe piaciuto conoscere. Divorzio? Eredit? Amante? Avrebbe voluto prenderli in mano, ma si trattenne.
Ci nonostante, non c'era nulla di quello che cercava. Nulla di...
Si ferm, fissando la quarta fila di cuscinetti di velluto: anelli di fidanzamento e anelli da mignolo. Ne fiss uno, distolse lo sguardo e torn a fissarlo. Gli si secc la bocca. Il cuore part a bomba.
Eccolo. Dopo tutti quegli anni, eccolo l.
L'anello con la perla nera. Due bande d'oro bianco intrecciate a formare una corona. La pietra scura e minacciosa come il mare, che assorbiva tutta la luce. Era uno dei sei gioielli scomparsi la notte del 28 gennaio di quasi nove anni prima.
Era l'anello di Janine.

45.

Il barman indic a Serena il parcheggio sterrato dietro il Grizzly Bear. Fred Sissel era l, seduto su una panca da picnic con le lunghe gambe distese e le scarpe eleganti coperte di polvere, una sigaretta tra le labbra e la cravatta gettata dietro una spalla per evitare la cenere. Era seduto un po' troppo vicino ad Anna Glick, che stava chattando sullo smartphone. Sissel le teneva una mano sulla coscia. Sul viso aveva quel sorriso degli uomini che pensano di essere fichi e disinvolti. Anna non faceva nulla per togliere quella mano, ma il modo in cui si era irrigidita non incoraggiava altre esplorazioni.
Serena aveva fatto le sue ricerche su Sissel. Cinquantatr anni. Tutta la vita trascorsa a Duluth. Aveva lavorato per una piccola agenzia di pubblicit, sezione vendite e marketing, finch aveva perso il lavoro, durante la recessione. A quel punto aveva messo insieme un po' di risparmi e un po' di debiti e aveva comprato quel bar su Raleigh Street. I debiti erano pi dei risparmi, e gli introiti, nei sei anni trascorsi dall'acquisto del bar, erano peggiorati invece di migliorare. Sissel non era sposato. Il sorriso, i capelli pettinati con il gel, le cravatte macchiate, erano tratti caratteristici dello scapolo impenitente. Secondo gli ex colleghi si considerava un playboy, ma era soprattutto immaginazione. Sissel aveva un ego sottile, che un vento leggero avrebbe potuto soffiare via.
Ha detto che aveva delle informazioni per me? disse Serena. Un'ora prima l'uomo le aveva inviato un sms.
Sissel mormor qualcosa ad Anna, e la ragazza si alz in piedi. L'uomo le sfior il culo con la mano mentre si allontanava.
Puoi aspirare a qualcosa di meglio le mormor Serena, mentre la ragazza le passava accanto, sempre concentrata sul telefono.
Anna scroll le spalle, come se non ci fosse nulla di pi ovvio. Lo so.
Serena and a sedersi dal lato opposto della panca rispetto a Sissel. L'uomo aspir una boccata dalla sigaretta, si lisci i capelli e poi sfreg insieme le dita unte. Il suo fiato sapeva di fumo e birra.
 venuto un tizio, questo pomeriggio disse. Ha fatto un sacco di domande su quella donna che  stata uccisa. Kelly Hauswirth.
Chi era? Un marinaio?
No, non veniva dalle navi.
Pu descriverlo?
Certo.  uno che rimane in mente. Occhiali blu, pantaloni blu, camicia bianca abbottonata. Basso, sul metro e sessantacinque o poco pi. Molto magro.
E cos'ha fatto? chiese Serena.
 arrivato a met pomeriggio, quando il locale era mezzo vuoto. Ha ordinato una birra, poi mi ha chiesto se sapevo a quale tavolo era seduta quella donna, Kelly, prima di essere uccisa. Un po' macabro, ma ognuno ha le sue perversioni. Gli ho indicato il tavolo e lui  andato a sedersi l con la sua birra. Quando gli ho chiesto se voleva altro, mi ha fatto altre domande. Avevo parlato con Kelly? Quanto tempo era rimasta nel locale? Avevo visto il momento dell'omicidio? Mi  sembrato un po' pi strano della solita curiosit morbosa, cos sono andato nel retro e le ho mandato quel messaggio. Quando sono tornato in sala, il tizio era scomparso. Aveva finito la birra e aveva detto ad Anna di fargli l'hamburger da asporto. Ha pagato in contanti.
Serena aggrott la fronte. Era vero, quello non sembrava il classico curioso da scena del crimine. Ha detto dov'era diretto?
No, ma ho parlato con un cliente entrato appena dopo che Pantaloni Blu era uscito. Ha detto di averlo visto salire su un'utilitaria rossa. Diretto verso Grassy Point.
Serena si alz. Grazie dell'informazione, Fred.
Non c' di che. Forse accetter un invito a cena, qualche volta.
Forse no rispose lei.
Lo lasci sulla panca e usc in strada facendo il giro del bar. In lontananza, il Bong Bridge attraversava la baia fino a Superior. Serena trasmise una segnalazione con la descrizione dell'uomo e della macchina, poi sal sulla sua Mustang e si diresse verso la zona industriale intorno a Grassy Point. Era l che si svolgeva buona parte dell'attivit lavorativa di Duluth. Le navi scaricavano scorie ferrose su rampe a gravit. Treni e camion andavano e venivano. Il legname veniva accatastato e la taconite ammucchiata in alte piramidi nere. L'aria odorava sempre di legno tagliato e i motori ruggivano come tempeste che non passavano mai. Bianche colonne di vapore salivano dagli impianti industriali e si fondevano con le nuvole.
Nel punto in cui la strada voltava verso la baia, all'incrocio con la Cinquantesima Strada, Serena ebbe un colpo di fortuna. A un centinaio di metri vide una Corolla rossa. L'uomo dai pantaloni blu era seduto sul cofano, e osservava i treni in movimento. Serena parcheggi poco lontano e scese. Lasci passare un camion, poi attravers la strada e si avvicin all'uomo.
Buongiorno disse.
Lui doveva essere sulla trentina, ma sembrava pi giovane. Aveva un viso da ragazzino e gli occhi nervosi dietro gli occhiali dalla montatura blu intonata ai pantaloni. Fece una faccia come se stesse per scappare come una lepre lungo i binari della ferrovia, verso l'acqua.
Ah, buongiorno rispose.
Serena gli mostr il distintivo. Le dispiace venire un attimo qui?
Va bene. Scivol gi dal cofano della Corolla, rovesciando patatine da un contenitore in polistirolo. C' qualche problema? Non  permesso stare qui?
Posso vedere un documento? chiese Serena.
Certo.
L'uomo tir fuori il portafoglio e le diede la patente di guida. Si chiamava Mort Sanders, di Eden Prairie, un quartiere satellite delle Citt Gemelle. Sembrava un secchione rimasto ai tempi del liceo. Aveva i capelli corti color caff.
Cosa fa di lavoro, signor Sanders? chiese Serena.
Mi occupo di servizi tecnici sul campo per una grossa azienda di macchine da gioco. Controllo e riparo le slot machine.
 per questo che si trova a Duluth?
Ah, no. Sono qui per turismo.
Ho saputo che  stato al Grizzly Bear Bar, dove ha fatto domande sull'omicidio di Kelly Hauswirth.
L'ha gi saputo? chiese l'uomo, con una voce che strideva come un violino suonato male. Merda, lo sapevo che era una cazzata. Non l'ho uccisa io, lo giuro!
Non ho detto che sia stato lei, ma vorrei sapere come mai  cos curioso su questo omicidio. Conosceva Kelly?
Pi o meno. Voglio dire, non l'ho mai incontrata di persona, ma la conoscevo. Online. Io viaggio molto per lavoro, e passo un sacco di tempo solo in albergo. Mi piace frequentare le chat.  come un party permanente, dove tutti sono ubriachi e tentano di abbordare tutti gli altri.
Quindi ha conosciuto Kelly in una chat room?
S. Lei era Dream_on223, e io...
S'interruppe.
E lei? Qual era il suo nickname? lo incalz Serena.
Beccababe911.
Fingeva di essere una donna?
S. Non  strano. Quasi tutti usano false identit. Nessuno  cos scemo da mettere in piazza il nome vero. Kelly, per esempio, non si faceva chiamare Kelly. Quando parlavi con lei, diceva di chiamarsi Corinne, e di essere del Maryland. E anche fingere di essere di un altro sesso non  strano. Il fatto  che le donne tendono a rilassarsi parlando con altre donne, mentre stanno in guardia quando si avvicina un uomo. Perci Beccababe riesce a conoscere molte donne, mentre Mort Sanders non ci riuscirebbe. Ho stretto tante amicizie femminili, in questo modo.
Mentendo puntualizz Serena.
Mento sull'apparenza esterna, ma non sul mio io interiore.
Serena alz gli occhi al cielo e prima di parlare attese che diminuisse il rumore di un treno di passaggio. Torniamo a Kelly. Perch  venuto qui a fare domande sulla sua morte?
Stavo leggendo lo Star Tribune e ho visto un articolo dove si diceva che questa ragazza uccisa a Duluth era stata identificata. Kelly Hauswirth, del Colorado. Ho guardato la foto, ed era lei.  stato uno shock. Ci sono rimasto malissimo. E ho deciso di saperne di pi su ci che le  successo.
Ha detto che online Kelly aveva un'identit diversa gli ricord Serena. Come ha saputo chi era? Lei le aveva detto il suo vero nome?
Mort s'inumid le labbra con la lingua. No.
Allora?
 una specie di hobby, per me.
Quale hobby? chiese Serena.
Colleziono persone.
Colleziona persone? Che vuol dire?
Ecco, penser che sia una cosa poco normale.
Ormai il poco normale l'abbiamo superato da un pezzo.
Le giuro che  una cosa innocente. Non faccio mai nulla con quello che scopro. Davvero,  solo un hobby.
Mort estrasse di tasca uno smartphone e tocc un'icona per richiamare la galleria fotografica. Rivolse il monitor verso Serena e cominci a scorrere le foto con il pollice. Erano tutti scatti di persone normali in posti normali. Una donna di mezza et in un negozio di alimentari. Un'adolescente che usciva da scuola. Un uomo anziano in giacca e cravatta che saliva su un autobus. E infine... Kelly Haus-wirth. Serena la riconobbe. Kelly correva su un tapis roulant in una palestra.
Dove ha preso questa foto? chiese a Mort.
L'ho scattata io.
Come?
Gliel'ho detto, sono un collezionista. Come dicevo, online molti usano false identit. Nomi diversi, citt di residenza diverse. A volte et e genere sessuale diverso. Ma creando un fake, quasi tutti ci mettono dentro qualche elemento reale.  pi facile che inventare tutto. Forse ti dicono il lavoro che fanno davvero, ma non il posto in cui lavorano davvero. O magari la parte reale sono le storie su amici e familiari. O il tipo di auto che hanno. Mi capisce? Il divertimento, per me,  conoscere online persone con una falsa identit e vedere se riesco a scoprire chi sono dagli spunti che mi danno. E se ci riesco, quando mi capita di andare per lavoro nelle loro citt, li seguo e scatto una foto per la mia collezione. Questo  tutto.
 uno stalker disse Serena.
 una brutta parola per descrivere quello che faccio.
Le sembra brutta perch  esatta.
No! Il mio  un gioco innocente. Non ho nessun contatto con queste persone. Non voglio entrare nella loro vita reale. Voglio solo sapere chi sono. Non faccio del male a nessuno.
Serena sentiva l'impulso di andare a casa e farsi una doccia. E di non accendere mai pi il computer. Quindi lei ha collezionato Kelly Hauswirth.
S.
 riuscito a capire che non si chiamava Corinne e non era del Maryland. In che modo?
Non  stato difficile. I genitori sono spesso un buon sistema per entrare nella vita di qualcuno. Le persone mentono su se stesse, ma non sui propri genitori. Abbiamo parlato del fatto che lei non aveva contatti con loro, e mi ha detto che vivevano in Montana. In un'altra occasione, mi ha detto i loro nomi di battesimo. E un'altra volta ancora mi ha detto cosa faceva suo padre prima di andare in pensione. Io tengo nota di tutte queste cose e piano piano compongo il puzzle. Lei mi ha detto abbastanza per riuscire a trovare i suoi genitori. Io li ho chiamati, e loro mi hanno aiutato a trovare lei. Alle persone anziane piace parlare dei propri figli.
Quindi, lei ha scoperto che Corinne in realt era Kelly Hauswirth,  andato in Colorado e le ha scattato una foto.
Be', s. Gliel'ho detto,  solo un gioco.
Poi ha letto che era stata uccisa e ha pensato di venire qui a fare domande sull'accaduto, perch le dispiaceva per Kelly?
Esatto.
Serena scosse la testa. Non ci siamo, Mort. Cos' che non mi sta dicendo?
L'uomo spost il peso da un piede all'altro. Va bene, ero anche un po' spaventato.
Perch?
Volevo assicurarmi che nessuno venisse a cercare me.
Chi avrebbe dovuto farlo? chiese Serena.
Mort si tolse gli occhiali blu e li pul, rimettendoseli con entrambe le mani. Kelly mi aveva parlato di un tizio che aveva conosciuto online. Sembrava proprio innamorata di lui. Mi ha detto chi era, le cose che diceva, romanticherie varie. Io ho capito subito che era tutto finto.
Come mai?
Perch lo stesso uomo ha abbordato anche me. Il nickname era Lakelover. Ho tentato di rintracciarlo per la mia collezione, ma era molto cauto. Nulla di ci che diceva su se stesso portava a qualcosa di reale. Ma so perch Kelly si era innamorata di lui. Era in gamba, un bravo ascoltatore. Non ha mai cercato di spingermi a fare sesso, il che  raro, ma mi faceva una quantit di domande personali. E qualcosa semplicemente... non quadrava. Avevo una brutta sensazione.
Ha provato ad avvertire Kelly?
S, ma a un certo punto lei ha capito che sapevo chi era. Si  spaventata e mi ha bloccato. Quando ho letto che era stata uccisa, ho pensato a questo Lakelover. E mi sono chiesto se lui avesse collezionato me come io colleziono gli altri. Da allora mi guardo sempre dietro le spalle.
Lakelover.
Un bel nickname, per qualcuno di Duluth.
Guardando bene il giovane, Serena vide che era davvero spaventato. Ci che faceva era al limite della violazione della privacy, e di sicuro non era moralmente sano. Ma non le sembrava di vedere in lui nulla di violento.
Le do un consiglio gratis gli disse. Prenda la sua collezione e prema il tasto cancella. E la prossima volta che sente l'impulso di entrare in una chat, vada a comprarsi un libro. Prima o poi, con quello che fa, le succeder di sicuro qualcosa di brutto. Spero che ci che  successo a Kelly le sia di lezione. Capito?
Mort deglut a vuoto. S, ho capito.
Ma Serena sapeva che non si sarebbe fermato.
Ora se ne vada, prima che mi venga voglia di arrestarla per qualcosa disse.
Senta, c' un'altra cosa che deve sapere disse Mort. Il mese scorso sono stato in un'altra chat e ho fatto amicizia con una ragazza. Simpatica, innocente, molto simile a Kelly. Mi ha parlato di un ragazzo conosciuto online, che le piaceva moltissimo. Il nickname era Mattie_1987. Il fatto  che era lo stesso uomo. Un'altra chat, un altro pseudonimo, ma i particolari personali erano identici.
Mattie_1987 era Lakelover? chiese Serena.
Ne sono sicuro.  impossibile che due uomini usino lo stesso background, la stessa storia personale, la stessa routine di seduzione. Era lui.
Un altro pseudonimo. Un'altra ragazza.
Chi era la ragazza? chiese Serena.
Mort tamburell nervosamente le dita sui pantaloni.
Avanti, non faccia l'innocente disse Serena. Ha collezionato anche lei?
Lui annu. E va bene. S. Non le ho mai scattato una foto, ma ho scoperto varie cose su di lei. Si chiama Erin.  di Grand Forks.

46.

L'Ingersstrom era alla fonda nelle acque di Burns Harbor, in Indiana.
Era una saltie, una nave mercantile oceanica, non una delle navi d'acqua dolce che restano dentro i Grandi Laghi. Seicento piedi di lunghezza, quasi duecento metri. Lo scafo in metallo verde e rosso era scolorito e macchiato di ruggine. Tre gru da nove metri torreggiavano sul ponte come mantidi religiose. La nave batteva bandiera tedesca. Era partita da Rotterdam e aveva attraversato il Seaway, il sistema di canali che permetteva di spostarsi dall'Oceano Atlantico fino alla zona dei Grandi Laghi. Aveva scaricato bobine d'acciaio in Canada e a New York. Tra due giorni avrebbe attraversato il lago Michigan e il lago Superior, passando sotto il ponte mobile per entrare nel porto di Duluth.
Un membro dell'equipaggio se ne stava appoggiato a un bagno chimico portatile, a circa duecento metri dalla Ingersstrom. Il bagno puzzava, e anche l'uomo. Indossava una T-shirt attillata sporca di grasso e non si faceva una doccia da tre giorni. Era gi buio e l'uomo era quasi invisibile nel punto in cui si trovava, ma il porto era pieno di luci e rumori e di sagome umane in movimento come formiche. L'uomo mosse lentamente gli occhi grigi, studiando il movimento intorno a s. Ogni ora trascorsa in porto lo rendeva nervoso, ma quella notte non si aspettava sorprese.
Poco lontano, ud un rumore di scarponi pesanti sulla ghiaia. Un uomo venne verso di lui dai binari ferroviari vicino a Boundary Road. Era tozzo e robusto, con la barba e i capelli neri e unti. L'uomo dagli occhi grigi lo riconobbe come uno dei macchinisti della Ingersstrom, ma non abbass la guardia. Infil le mani nelle tasche dei jeans e strinse le dita intorno a un punteruolo da ghiaccio. E solo quando fu certo che l'altro fosse solo allent la stretta sul manico di legno.
Ciao, Bernd disse l'uomo.
Bernd replic con un grugnito.
Ci sono problemi qui? chiese l'uomo tozzo. Tutto a posto?
Tutto a posto rispose Bernd.
Hai mangiato?
S.
Io mi sono fatto un panino alla salsiccia in citt disse l'uomo. Con patatine al formaggio. Meglio della merda che ci danno a bordo.
Qualsiasi cosa  meglio disse Bernd.
Mare calmo, eh? Niente preoccupazioni?
No. A Bernd non piacevano le chiacchiere inutili. Quell'uomo era andato nella citt di Gary per un motivo, e Bernd era impaziente di avere ci per cui aveva pagato. Hai qualcosa per me?
S, ce l'ho. Zero problemi.
L'uomo infil una mano nella tasca della giacca a vento ed estrasse un pacchetto avvolto in una borsa di plastica blu. Bernd lo prese immediatamente.
Funziona? chiese.
Cosa credi, che l'abbia provata? Tipo sparando a qualcuno?
Bernd scroll le spalle. Proiettili?
C' tutto.
Bernd esamin l'automatica. Poteva andare. Preferiva i revolver, ma il caricatore capiente di quella pistola sarebbe stato pi utile. Inoltre, l'ultimo revolver che aveva usato gli aveva portato sfortuna. Dopo aver sparato in faccia alla bionda che cercava di fuggire, l'aveva perso su quegli scalini bagnati, quando quell'altra troia lo aveva placcato.
Bernd si infil la pistola nella cintura, coprendola con la maglietta. Mise la scatola dei proiettili nella tasca posteriore dei jeans. Avere di nuovo una pistola lo faceva sentire pi sicuro. Aveva passato molto tempo disarmato, ma quel tipo di acquisti erano pi facili negli Stati Uniti che ad Amsterdam.
I due uomini restarono in silenzio, l'uno accanto all'altro, mentre intorno a loro ferveva l'attivit del porto.
Allora disse quello tozzo. Di nuovo a Duluth, eh?
Gi.
Un'altra consegna?
S.
L'uomo robusto ci pens su. Il capitano dice che ha sentito delle cose, online. Molta sorveglianza. Molte domande.
Ad Amsterdam hanno trovato il cadavere di una donna disse Bernd. Era una delle nostre.
Quindi staranno in guardia. Faranno delle perquisizioni.
Perquisiscano quello che vogliono.
S, ma siamo noi a rimetterci il culo, se qualcosa va male. Forse dovremmo aspettare.
Non funziona cos scatt Bernd.
L'uomo tozzo fece una faccia scontenta. E non era il solo. Altri, nell'equipaggio, mormoravano riguardo alla stretta delle autorit. Nemmeno Bernd era contento, ma saltare la consegna non era possibile. I compratori erano gi impazienti. I sauditi pagavano una fortuna per acquistare ragazze americane su ordinazione, e dovevano ricevere ci che volevano. Rischi maggiori significavano maggiori guadagni.
Tieni gli occhi aperti, eh? disse il tozzo, con un cenno di saluto, avviandosi verso la Ingersstrom.
Bernd borbott un saluto.
Il suo nome completo era Bernd Frisch. Ventisei anni. Viso stretto e pallido, pieno di lentiggini. Mento arrotondato. Capelli biondi rasati sui lati del cranio e ricci sopra. Labbra sottili, naso piccolo. A differenza di quasi tutti i suoi compagni d'equipaggio, non aveva tatuaggi da nessuna parte. Aveva un corpo glabro, magro, alto e forte.
Aveva passato l'infanzia in Germania e oltre al tedesco parlava bene l'inglese, grazie anche a una sfilza di ragazze americane. Aveva lasciato la scuola a quindici anni, dopo aver concluso di possedere una conoscenza del mondo reale maggiore di quella dei suoi insegnanti. Dopodich era andato alla deriva per cinque anni. Berlino. Praga. Riga. Tallinn. Spinto dal bisogno di denaro, si era unito a una gang estone, per conto della quale risolveva problemi di strada. Quando la gang aveva ampliato le attivit dedicandosi al contrabbando, Bernd si era occupato di corrompere, ricattare e minacciare per ottenere accesso alla Ingersstrom. La nave adesso era la spina dorsale dei loro traffici con il Nord America. Che includevano ragazze dalla faccia pulita capaci di rendere anche cinquantamila dollari, presso alcuni acquirenti arabi. In due anni, l'avevano gi fatto sei volte.
L'unico fallimento di Bernd era stata la ragazza che aveva tentato di fuggire. A Tallinn non erano stati contenti della perdita di un pacco di prima categoria. Altri membri della banda si erano trovati con un sacchetto di plastica intorno alla testa per errori meno gravi. Bernd era troppo importante per essere eliminato al primo sbaglio, ma ora camminava sul ghiaccio sottile.
Il suo cellulare americano vibr in tasca. Bernd si guard intorno, poi lo prese in mano. Era un sms del suo contatto a Duluth.
Sei puntuale?
Bernd digit la risposta: Due giorni.  tutto pronto?.
S.
Il pacco?
Gi in magazzino.
Bernd scrisse: Stavolta non mi aspetto problemi.
Ci fu una lunga pausa, prima della risposta.
L'ultimo pacco non  stata colpa mia.
Bernd non voleva scuse. Ci che era successo con quella donna del Colorado era stato un disastro, e non doveva ripetersi. Nessuno di loro poteva permetterselo. Temeva gi che la situazione a Duluth scottasse troppo. Si chiese che progressi avesse fatto l'indagine della polizia.
Hai ricevuto visite?
S.
Quanto sanno?
Abbastanza da causare guai. Inoltre, c' un nuovo problema.
Quale?
La pistola che ti avevo dato. Aveva una storia. Non lo sapevo.
Bernd sent montare la rabbia. Altri problemi. Altri errori. Aveva investito tempo e denaro nell'operazione Duluth, e adesso era troppo tardi per tirarsi indietro. L'unica cosa possibile era andare avanti.
Seguire il piano. Ritirare la ragazza. Poi sistemare le faccende in sospeso.
Scrisse: Assicurati che il pacco sia pronto. Sar l presto.

47.

Nel soggiorno di Al, Cat ascoltava il fischio dei treni, con i piedi allungati sul poggiapiedi rotto di una vecchia poltrona reclinabile, e sudava. Su un carrello davanti al divano c'erano ciotole e piatti sporchi. La moquette beige era ingombra di giocattoli e videogame.
I muri erano bianchi, non ancora macchiati di sporco e impronte di mani. Molte foto di famiglia incorniciate non erano ancora state riappese. Annusando l'aria, si sentiva ancora un vago odore di pittura fresca. Due mesi prima lei era stata in quella casa, con il rullo in mano. I mobili erano tutti raggruppati al centro della stanza, sotto un foglio di plastica. Lei aveva imbiancato il pianterreno, Anna le stanze da letto al piano di sopra.
Era stato allora che aveva conosciuto Al. Era tornato a casa tardi, esausto dal suo secondo lavoro all'Anchor. Cat ricordava il suo sorriso quando aveva visto le pareti tutte bianche e pulite. Era qualcosa di nuovo in una casa che di cose nuove ne vedeva poche. Ricordava anche l'espressione di Al quando aveva visto lei. Gli uomini di solito la guardavano come un leone guarda il cibo. Gli occhi di Al erano diversi. Non presupponeva che lei fosse in vendita. Non aveva neppure fatto caso alla pancia da ragazza incinta. L'aveva guardata con meraviglia, come se fosse la cosa pi bella che avesse mai visto. Cat, stanca, impolverata e con schizzi di vernice bianca sui capelli e sulla pelle dorata, si era innamorata di lui in quel momento, per quello sguardo.
Che stupida.
La madre di Al entr in soggiorno dalla cucina e le allung una lattina calda di Mountain Dew, prima di sedersi sul divano accanto alla poltrona. Il silenzio. Non  bellissimo? Finalmente tutti dormono.
Cat bevve un sorso di bibita e sorrise, nervosa. Non succede spesso, eh?
Quasi mai. Solo a notte fonda, come ora. Se no  tutto un bla bla bla continuo. Pos una mano sul muro alle proprie spalle. Voglio dirtelo di nuovo, sei stata davvero un angelo a ridipingermi la casa.
Non  stato nulla disse Cat. Non l'aveva fatto per essere lodata. Anzi, in quel momento, voleva solo dimenticarlo.
La madre di Al era gentile, ma non era un'ingenua. Guard la pancia di Cat come un macellaio che non ha bisogno di una bilancia per capire quanto pesa una bistecca.  Al il padre? disse.
No, no, non  lui.
Sono felice di saperlo.
La donna respirava a fatica per via dell'enfisema, eppure i suoi vestiti odoravano di fumo di sigaretta. Era difficile stare lontani dalle cose che non avresti dovuto toccare.
Quanti anni hai, Cat?
Diciassette.
Io ho avuto Al pi o meno a quell'et. Credimi, so come va. Hai ancora contatti con il padre?
No, non stiamo pi insieme. Cat non aveva intenzione di rivelare la verit sul padre del bambino e sulla vita che lei faceva prima. Comunque, aveva l'impressione che la madre di Al l'avesse capito ugualmente.
Non invidio ci che ti aspetta. Sar dura, inutile fingere il contrario. Io ho avuto fortuna, il mio uomo  rimasto con me.
Io voglio avere questo bambino disse Cat.
Benissimo. Ma se pensi di appoggiarti a mio figlio per mangiare...
Non ci penso.
Ehi, non ti biasimo, se ti  venuto in mente.
Ma non  cos.
Cat non sapeva se la madre di Al le credesse. Non sapeva neppure se credere a se stessa. Pensava di amare Al, ma aveva paura, e quando si ha paura ci si pu convincere di tante cose. Al era carino. Simpatico. Lavoratore. Rispettoso.
Ed era andato a letto con Anna.
Voglio solo parlare con lui disse Cat.
La donna la fiss. Cos'ha fatto?
Cat si guard le mani. Nulla.
Una ragazza si presenta a casa mia in piena notte e vuole parlare con mio figlio, e lui non ha fatto nulla? Farai meglio a dirmi tutto, se no me lo far dire da lui.
 meglio che vada disse Cat.  stato un errore venire qui.
Come preferisci, ragazza mia.
Cat tent di alzarsi, senza riuscirci. Spinse, ma il suo corpo ricadde di nuovo sulla poltrona. Lo sforzo la fece piangere. L'emozione le usc come acqua da un rubinetto rotto.  andato a letto con la mia migliore amica! disse tra le lacrime, sentendosi una bambina.
La madre di Al sospir. Non sembrava sorpresa, ma aspett che Cat si fosse ripresa, prima di parlare. Mi spiace. Pensavo di averlo educato meglio di cos. Vuoi che gli parli io?
No.
Be', gli parler in ogni modo. Mi aspetto di pi da lui.
Cat tir su con il naso. Mi scusi. Devo proprio andare. Non so nemmeno perch sono venuta.
No, resta. Al di solito rientra a quest'ora. Dagli una bella strapazzata, se la merita. E quando avrai finito, ho anch'io qualcosa da dirgli. Ma non fraintendermi, eh? Non approvo che stiate insieme. Lui non pu mantenere te e il bambino. Ha altri obiettivi da raggiungere.
Cat non disse nulla. Si sentiva malissimo e voleva solo andarsene, ma ud un motore fuori dalla porta. Al era tornato. All'improvviso non voleva pi vederlo. Le avrebbe fatto troppo male, perch lo odiava e lo amava. Poi la porta si apr e lui entr, sorpreso di trovarla l con sua madre. Rest immobile sulla soglia. Sua madre si alz dal divano, schiocc la lingua con disapprovazione e gli diede uno schiaffo.
Al si sfreg la guancia mentre la madre girava i tacchi e li lasciava soli. Perch l'ha fatto? chiese a Cat.
Lo sai, il perch.
Al si sedette sul divano. Sembrava un cerbiatto paralizzato dai fari di un'auto. Cosa succede? Mi dispiace di non averti chiamato. Avevo molto da fare.
Lo so, quanto avevi da fare. Anna mi ha detto cosa  successo.
Al deglut a vuoto e chiuse gli occhi. Sembrava che sudasse da ogni poro simultaneamente. Oh, merda.
Tutte quelle parole. Va benissimo aspettare, Cat. Voglio che succeda al momento giusto. Non c' bisogno di fare sesso per forza. Solo parole.
Cat, mi dispiace tanto disse lui.  stato una volta sola ed  stato un errore. Ero andato al Grizzly Bear a parlare con Fred e l'auto di Anna l'ha lasciata a piedi.
Cos l'hai accompagnata a casa e te la sei scopata scatt Cat.
Al si prese la testa tra le mani. Senti, cosa vuoi che ti dica? Ormai  successo! Lei mi ha chiesto se volevo entrare a bere qualcosa, io ho detto di s. Poi senza che me ne rendessi conto ci siamo scolati sei lattine e abbiamo cominciato a pomiciare.  stata una stupidaggine. Devi credermi, non m'importa di Anna. M'importa di te. Io ti amo. Volevi che lo dicessi? Ecco, l'ho detto.
S, perch ora m'importa molto.
Come posso farmi perdonare? chiese Al.
Non puoi. Puoi accompagnarmi a casa e tenere la bocca chiusa per tutto il viaggio, e poi puoi andartene e lasciarmi sola. Non voglio pi vederti. Vorrei non averti mai incontrato.
Cat, ti prego...
Lei spinse contro i braccioli della poltrona, ma di nuovo non riusc ad alzarsi. Al scatt in piedi, le prese le mani e l'aiut. Appena fu in piedi, Cat lo spinse via. Non voleva che la toccasse. Lui lasci ricadere le braccia lungo i fianchi, come se non sapesse dove metterle.
Ho commesso un errore ripet. Pu capitare a tutti.
Portami a casa borbott Cat.
Lui tir fuori le chiavi. Cat si diresse alla porta e lui la segu in silenzio, a testa bassa. Si sentiva male, e lei ne era contenta. Ora voleva solo farlo soffrire. Punirlo. Il suo tradimento era stato peggio di qualsiasi altra cosa, perch aveva cominciato a fidarsi di lui. Al le aveva lasciato credere che un ragazzo potesse accettarla per quello che era, dimenticando quello che era stata.
Invece era stato la prova di ci che lei aveva sempre creduto.
Le cose belle non duravano mai.

48.

Nel suo ufficio, Stride fiss la foto della perla nera opaca incastonata tra due bande intrecciate d'oro bianco. L'anello era inconfondibile. In un tempo lontano, Janine Snow lo portava al dito medio della mano destra. Ricordava di aver visto una foto di lei a un ballo dell'ospedale, con quell'anello al dito, altri gioielli intonati e un vestito da cocktail bordeaux con i lustrini. La notte dell'omicidio, secondo Janine, quell'anello era stato rubato dalla sua stanza da letto, dall'uomo che aveva sparato a suo marito.
Poi era scomparso senza lasciare traccia. E adesso era tornato, proprio come la pistola.
Non era una coincidenza. Era successo qualcosa che aveva portato alla luce sia la pistola sia il gioiello.
Ho parlato con Pat Burns disse Stride a Serena e Maggie.
Pat Burns aveva sostituito Dan Erickson come procuratore della contea, due anni prima.
Cos'ha detto? chiese Maggie. Cos'ha deciso il giudice?
Sedeva davanti alla scrivania, con le gambe penzoloni. Serena era seduta su un armadietto dell'ufficio, con la schiena poggiata al muro. Le due donne della sua vita evitavano di guardarsi in faccia.
Ha firmato la mozione di Archie, ordinando il rilascio di Janine disse Stride. Probabilmente uscir domani. Il giudice ha deciso che evidentemente una terza persona ha avuto in mano l'arma del delitto per tutti questi anni, e il fatto che la pistola avesse gi prima una storia di violenza rende impossibile sostenere il verdetto del processo. Ha convenuto con Archie che, se l'arma fosse stata disponibile come prova al processo, Janine sarebbe stata assolta.
Quindi lei esce.
Lei esce. Pat dovr decidere se istruire un altro processo o lasciar perdere, data la situazione.
Serena disse: So che non volete sentirlo, ma non  la spiegazione pi logica pensare che Janine dicesse la verit? Qualcun altro, e non lei, aveva quella pistola. E quel qualcuno ha ucciso Jay Ferris e ha rubato i gioielli.
Maggie aveva l'aria di chi vuole contraddire solo per il gusto di farlo, invece disse: S, Nathan ha detto la stessa cosa. Pensa che ci sbagliamo su Janine. Non lo so, capo. Detesto ammettere gli errori, ma mi sa che ci siamo sbagliati davvero.
Stride sapeva quali sarebbero state le parole di Cindy: Te l'avevo detto, Jonny.
Lasciamo stare Janine, per il momento disse Serena, strappandolo ai suoi pensieri. Abbiamo altri problemi.
Cio?
Cio il mio nerd, Mort Sanders, ha scoperto qualcosa di importante. Chattava con una donna di Grand Forks di nome Erin. Sostiene che la donna fosse stata abbordata dallo stesso stalker di Kelly Hauswirth. Kelly si era innamorata di un tizio che si faceva chiamare Lakelover, ed Erin di un certo Mattie_1987, ma Mort giura che siano la stessa persona.
Mostr loro una foto ingrandita, presa da una patente del North Dakota: una bionda attraente, ventitr anni compiuti da poco, viso ovale, occhi azzurri, un sorriso sexy e innocente allo stesso tempo. Stride non pot evitare di notare la somiglianza tra lei e Kelly Hauswirth. Sembravano sorelle.
Questa  Erin Tierney disse Serena. Igienista dentale di Grand Forks. Scomparsa da almeno due settimane. La sua Nissan Versa non si trova da nessuna parte. Non credo si tratti di una coincidenza.
Credi che Erin sia il rimpiazzo di Kelly? chiese Maggie.
Potrebbe esserlo.
Aveva detto a qualcuno di avere un nuovo ragazzo? O magari ha menzionato un viaggio a Duluth?
Serena scosse la testa. No, Erin sembra un tipo solitario, come Kelly. Forse il nostro uomo cerca sempre tipi cos. Ragazze che vivono vite di fantasia online, mentre sono timide e con pochissimi amici nella vita reale.
Due settimane sono molto tempo disse Stride. Se era qui, forse l'hanno gi portata via.
Oppure la tengono nascosta da qualche parte disse Serena.
Che mi dici di questi due account, Lakelover e Mattie_1987? Di chi si tratta?
Sono profili falsi rispose Serena. Le bio online sono diverse, ma i particolari corrispondono. Credo che Mort abbia ragione, si tratta dello stesso uomo. E c' un collegamento con Duluth. Ho ottenuto i dati dei prodiver di entrambi gli account, e tutti i login vengono dalla zona dei Porti Gemelli. Dalle due parti del ponte. Il nostro uomo  furbo. Cerca connessioni wi-fi gratuite e non si aggancia mai due volte alla stessa rete. Non ho individuato un modello che permetta di capire in che zona si trovi. Pu essere ovunque, a Duluth o a Superior.
Abbiamo chiuso i due account? chiese Maggie.
No, li stiamo monitorando, ma per il momento Lakelover e Mattie se ne stanno zitti. Non si collegano da tempo. Esattamente, da quando  scomparsa Erin Tierney. E, di nuovo, non credo sia una coincidenza.
A causa dell'omicidio ad Amsterdam, Troy  convinto che esista un collegamento internazionale disse Stride. Abbiamo i dati portuali della notte in cui  stata uccisa Kelly. Tra le navi alla fonda c'erano quattro saltie dirette in Europa: la Relko, la Venstaat, la Ingersstrom e la Ragazza di Pietra.  anche possibile che si servano di navi d'acqua dolce e poi trasbordino le ragazze in qualche punto del Seaway, ma pi le spostano, pi aumentano i rischi.
C' qualcosa di sospetto riguardo a qualcuna di quelle navi? chiese Maggie.
Dai documenti non risulta.  probabile che gli armatori non sappiano nulla di ci che succede sottocoperta.
Le loro attivit recenti? chiese Serena.
Nessuna delle quattro  tornata a Duluth dopo l'omicidio. Due di esse sono in arrivo questa settimana, la Venstaat e la Ingersstrom. La Relko si trova in Asia e non  attesa qui per tutta la stagione, la Ragazza di Pietra torner in settembre.
Allora  probabile che Erin Tierney sia ancora a Duluth disse Serena.
Lo spero proprio disse Stride. Ma potremmo anche sbagliarci sulla rete di trasporto. Oppure loro potrebbero servirsi di varie navi. Comunque hai ragione. Diffondiamo la foto di Erin in citt. E anche quella della sua macchina. Se  venuta a trovare questo Mattie_1987, qualcuno pu averla vista.
Maggie lo lasci finire, poi disse: Abbiamo anche un altro dato interessante: l'anello con la perla nera.
Sei riuscita a risalire a qualcosa? chiese lui.
S. Sono andata a trovare Caffy, allo Zenith Pawn. Quando ha saputo che il gioiello era collegato a un'indagine per omicidio, ha cominciato a parlare. L'ha avuto da un commercialista di Minneapolis di nome Neal Fisher, che si trovava in citt per una convention democratica al DECC. Ho parlato con Fisher. Usciva con una ragazza e le aveva comprato l'anello a Canal Park, ma prima della fine del convegno lei gli aveva mandato un'e-mail del tipo Caro Neal. Cos prima di lasciare la citt lui  andato a rivenderlo al banco dei pegni. Pensava di esserne uscito bene, perch l'uomo da cui l'aveva acquistato probabilmente non sapeva quanto valeva.
Dove l'aveva comprato? chiese Stride. In un negozio di antiquariato?
Maggie scosse la testa. No. Neal conosce un nostro vecchio amico.
Stride si chin in avanti. Un nostro amico?
Ti ricordi di Curt Dickes?
Stride lo ricordava benissimo. E anche Serena. Curt faceva il custode in un hotel di Canal Park, ma si occupava anche di una serie infinita di piccoli traffici, per soddisfare il suo continuo bisogno di soldi. Aveva fatto da intermediario tra turisti e studentesse universitarie disposte a fare sesso a pagamento. Era stato un bagarino di biglietti contraffatti per un concerto di Yanni. Non era violento, ma era quel tipo di ragazzo di strada che non avrebbe mai rigato dritto. Stride lo conosceva da quando aveva quindici anni.
 stato Curt a vendergli l'anello? chiese. E dove diavolo l'aveva preso?
 ci che vorrei sapere... disse Maggie. Curt  scomparso dal radar da qualche giorno, ma ho appena ricevuto una telefonata. Ha un nuovo progetto, il ghost tour di Duluth. Sto andando a cercarlo proprio ora.
Bene.
Maggie si alz e si diresse alla porta, ma a un tratto si ferm. Infil le mani nelle tasche dei jeans e soffi via la frangetta dagli occhi.
Vuoi venire con me? chiese a Serena. Insieme sembriamo quelle della serie Rizzoli & Isles, che ne dici?
Stride rest sorpreso e vide la sorpresa anche sul volto di Serena. Non sapeva quale sarebbe stata la sua reazione. Serena scivol in fretta gi dall'armadietto. Le due donne, l'alta e la bassa, si trovarono fianco a fianco.
Andiamo pure disse Serena. Ma io faccio Jane Rizzoli.

49.

Janine ci aveva messo due anni interi per smettere di sognare la sua vecchia vita, quando si addormentava. Il suo inconscio la riportava alla sua villa in collina, o in sala operatoria, china sopra il torace aperto di un paziente. Anche da sveglia, spesso i pensieri le sfuggivano di mano, davanti a un libro o a una rivista.
La prossima volta che passo da Macy's devo cercare queste scarpe.
Abruzzo, Italia. Potrei andarci nelle vacanze di primavera.
Voglio provare i ravioli all'aragosta da Bellisio's.
Poi si svegliava o, se era gi sveglia, ricordava. Quelle cose non sarebbero mai successe. Non sognare, perch se ti fissi su ci che non puoi avere diventerai pazza.
Ma ora la vita aveva di nuovo fatto una capriola. E tutto stava succedendo cos in fretta che si sentiva disorientata. Nulla sembrava reale. Non osava quasi crederci. Adesso era in carcere a Shakopee, e l'indomani alla stessa ora sarebbe stata in strada, dall'altro lato dei cancelli. Si chiedeva quanto tempo ci sarebbe voluto per smettere di sognare la prigione.
Mi faranno un altro processo? chiese ad Archie, al telefono.
Se il procuratore della contea fosse ancora Dan Erickson, ti direi di s rispose l'avvocato. Ma visto che ora c' la signora Burns,  meno probabile. Le prove adesso sono a tuo favore. Sempre che non riescano a provare che tu in qualche modo avessi acquistato quella pistola dopo che era stata usata a Chicago.
Non l'ho fatto.
O che tu l'abbia nascosta, venduta o ceduta a qualcuno dopo l'omicidio.
Non ho fatto nemmeno questo.
Allora puoi stare tranquilla.
Janine non ne era tanto sicura. Aveva udito il dubbio nella voce di Archie. Non sulla situazione legale, ma sulla sua innocenza. Il suo stesso avvocato non le aveva mai creduto davvero. L'aveva difesa bene, ma era convinto che fosse colpevole come il peccato. Janine gli aveva ripetuto pi volte di non aver mai premuto il grilletto di quella pistola, n di averla mai avuta tra le mani. Eppure, Archie sospettava che lei fosse semplicemente riuscita a fregare tutti, facendo sparire pistola e gioielli dopo aver ucciso Jay. Ed era ancora cos.
Lei sapeva che tutti avrebbero continuato a ritenerla colpevole. Non si faceva illusioni. La gente l'avrebbe guardata chiedendosi come fosse riuscita a farla franca.
Ora comincia un nuovo capitolo della tua vita disse Archie. Cosa farai?
Era una buona domanda. Janine non conosceva la risposta.
Si era abituata a pensare giorno per giorno, ignorando il futuro. Il pensiero di uscire nel mondo senza un piano la terrorizzava. Durante la sua intera vita, aveva sempre avuto un piano per tutto.
I media l'avrebbero attesa al varco. La notizia avrebbe fatto scalpore. La dottoressa assassina torna libera. Non era pronta per le domande che le avrebbero urlato in faccia. Cosa crede che sia successo davvero a suo marito? Chieder un risarcimento allo stato?
Janine non aveva le risposte.
Aveva chiesto ad Archie se poteva farle guadagnare un po' di tempo, facendole superare l'orda dei giornalisti e nascondendola da qualche parte. Aveva bisogno di qualche giorno per adattarsi all'idea di non vivere pi dietro le sbarre, prima di parlare con i reporter.
Sarebbe tornata a Duluth. Quella citt era ancora casa sua. Per ora.
Archie l'avrebbe alloggiata in un hotel. Lei lo aveva pagato abbastanza da aver diritto a quel trattamento, almeno per un po' di tempo. Avrebbe potuto fissare le acque del lago Superior, bere vino, chiedere il servizio in camera. Un giorno, poi un altro e un altro ancora, finch avrebbe capito se le restava ancora qualcosa per cui vivere.
Ma intanto aveva un problema immediato che si rifiutava di scomparire. Howard Marlowe.
L'insulso e noioso Howard adesso credeva che il suo sogno si fosse avverato: Janine tornava libera, e loro due sarebbero stati insieme. Lei non aveva mai rifiutato in modo netto l'idea di un futuro con lui, perch in prigione non aveva alcun futuro da offrirgli. Howard era una piccola debolezza, una persona che le serviva a nutrire il proprio ego.
Howard, Howard, Howard. Gentile, ordinario, intento a scrivere un libro che non avrebbe mai finito, per salvare una donna che non lo avrebbe mai amato. Era disposto a rinunciare a tutto per lei. Alla moglie. Alla figlia. Quando sei intossicato, sei interessato solo alla tua droga.
Sapeva di non poter sfuggire a Howard. Lui l'avrebbe trovata. Si sarebbe presentato alla porta della sua stanza d'albergo fin dalla prima sera. Probabilmente con un mazzo di fiori e una bottiglia di champagne. Come se lei avesse aspettato quel momento proprio come lui.
Janine si rendeva conto che Howard meritava di passare una notte con lei. Non lo avrebbe mandato via senza. Aveva giocato con lui per otto anni, e permettergli di vivere la sua fantasia per una sola volta non era un gran sacrificio. In fondo si trattava solo di sesso. Anni prima, quando lui era venuto alla sua porta durante il processo, aveva pensato di farlo entrare e andare a letto con lui. Se lo avesse fatto, chiss se ora sarebbe stata in prigione.
E va bene, Howard, pens. Questo  il tuo sogno. Scoprirai com' fare l'amore con me. Era una cosa che Janine si sentiva di fare, per una notte. Poi al mattino, quando gli avrebbe spezzato il cuore, chiss se lui avrebbe pensato ancora che ne era valsa la pena.
Seduto nel suo studio del seminterrato, Howard aspettava che Archie Gale rispondesse al telefono, interrompendo la musica classica che usciva dalla cornetta. Erano gi dieci minuti che ascoltava Beethoven, ma la segretaria gli aveva assicurato che il signor Gale desiderava parlare con lui. Era un bel cambiamento, dai giorni in cui Howard telefonava cinque o sei volte senza mai essere richiamato.
Trovare l'anello aveva cambiato il suo status. Avrebbe sempre ricordato lo sguardo di risentita ammirazione sul viso di Gale, quando glielo aveva mostrato.
Howard non era stupido. Sapeva che l'avvocato lo trattava con sufficienza, quando lo incoraggiava con parole vuote a proseguire le sue ricerche. S, continui a scavare, Howard. S, ho fiducia in lei. E poi gli rideva dietro. Gale non aveva mai creduto che Howard potesse scoprire qualcosa di utile per Janine.
Perci, quando gli aveva consegnato l'anello del banco dei pegni, Howard era trionfante. Ce l'ho fatta. L'ho trovato.
Quel fatto aveva cambiato i rapporti tra loro. All'improvviso Howard non era pi il picchiatello che ronzava ai margini del caso. Gale aveva chiamato subito un assistente a prendere la sua dichiarazione. Poi gli aveva dato una pacca sulla schiena. Aveva scherzato con lui su giudici e avvocati. Gli aveva versato un whisky costoso, chiacchierando con lui come se fossero membri dello stesso club.
Crede che ora sar rilasciata? aveva detto Howard.
Gale, pimpante, aveva risposto: S, s, tra la pistola e l'anello, stavolta credo proprio di s.
Ho sempre saputo che era innocente.
Allora Archie Gale, con un sorriso vagamente brillo, dopo il terzo Laphroaig, aveva detto: S, s, innocente. O davvero molto furba.
Howard aveva pensato che fosse una cosa quantomeno strana da dire.
Ma non importava. Il fatto era che stava accadendo davvero. L'indomani Janine sarebbe uscita di prigione. Lui era ubriaco di desiderio, ogni singolo nervo vibrante di eccitazione. Ruot sulla sedia girevole del suo studio e poggi i piedi contro il muro, canticchiando la melodia di Beethoven.
Howard Marlowe disse Gale, quando finalmente rispose al telefono. L'uomo del momento. Ha sentito la notizia?
Certo!
Be', lei ha avuto un ruolo di primo piano nel fare in modo che succedesse. Janine e io le siamo molto grati.
Sa a che ora uscir? chiese Howard.
S, ma  un'informazione che non posso dare a nessuno. Sto cercando di tenere lontani i media, capisce.
Be', io non sono uno qualsiasi disse Howard. Voglio esserci. Voglio andare io a prenderla.
Ci fu un lungo silenzio, e quando Gale parl di nuovo il tono era meno cordiale. Molto gentile da parte sua, Howard, ma non  necessario. Gestisco io tutti i dettagli.
Voglio vederla insistette Howard.
E la vedr, glielo prometto. Presto. Parler con Janine e sono certo che troveremo un momento in cui lei potr ringraziarla di persona.
Ringraziarmi di persona?
Esatto.
Io voglio vederla domani. Sa quanto ho aspettato questo momento?
Dalla voce di Gale scomparve ogni cortesia e torn il tono formale. Trasmetter il suo desiderio a Janine, e decider lei se e quando vederla. So che le  molto grata, come lo sono io, per tutto il lavoro che lei ha fatto in suo nome. Ma non dovrebbe presumere una relazione personale che non esiste.
Esiste eccome! scatt Howard.
Come vuole. Parlo con Janine e la richiamo, promesso. Poi aggiunse, in tono pi gentile: Ascolti, Howard, le persone in prigione appaiono in modo diverso da come sono nel mondo reale. Voi due avete pochissimo in comune, lei deve capirlo.
Mi richiami!
Certo, lo far.
Howard ruot sulla sedia e sbatt gi il telefono. Era disgustato. Dopo tutto ci che aveva fatto, l'avvocato lo aveva umiliato di nuovo, come se fosse un semplice fan di Janine. Comunque, non appena Gale avesse parlato con Janine, lei lo avrebbe messo al suo posto.
Bastardo. Patetico bastardo.
Sentendo la voce, Howard alz gli occhi e sobbalz. Sulla soglia dello studio c'era Carol.
Non ti avevo vista... cominci lui, ma le parole gli morirono in gola. Gli si form istantaneamente una patina di sudore sulla pelle. Mi dispiace.
Vuoi lasciarmi disse Carol. Per lei.
Non era una domanda. Non lo stava pregando di ripensarci.
Howard non se la sentiva di guardarla negli occhi, ma quando lo fece scopr che lo sguardo della Carol che conosceva non c'era pi. E non c'erano lacrime. C'erano state spesso, in passato. Lei piangeva di notte, lui fingeva di confortarla. Non c'era neppure pi la rabbia. Lei non url, non imprec. Anche quella fase l'avevano gi passata. Sua moglie lo fissava con le braccia lungo i fianchi e uno sguardo vuoto come quello di un pesce. Ogni emozione, ogni sentimento, si era trasformato in cenere grigia.
Non riesco a credere che tu mi abbia fatto questo mormor lei.
Non si tratta di te. Si tratta di me.
Ricordatelo domani, quando la vedrai disse Carol.

50.

Bene disse Maggie.
Bene disse Serena.
Erano sedute a un tavolo al piano di sopra del Dunn Bros, su London Road. La caffetteria era arredata come una baita, ma in stile moderno. Serena sorseggiava un decaffeinato da una tazza in ceramica. Maggie bevve un sorso di frapp al caramello e si pul la spuma dalle labbra con la lingua. Aveva preso anche una focaccina ai mirtilli.
Serena non capiva come Maggie potesse restare magra come un palo mangiando in quel modo. Se fosse stata lei a fare colazione ogni mattina al McDonald's o al Duluth Grill, ora starebbe comprando i vestiti in un negozio per taglie forti.
Avevano gi visitato vari luoghi storici della citt, in cerca di Curt Dickes, il truffatore di basso livello che aveva ricettato l'anello con la perla nera. Finora non avevano trovato traccia del suo tour per turisti creduloni a caccia dei fantasmi della citt. E dopo aver controllato il parcheggio vuoto di Glensheen senza trovarlo neppure l, si erano fermate a prendere un caff sulla strada del ritorno in centro.
Maggie mordicchiava la focaccina, giocando con il suo smartphone Android. Serena scorreva le app del suo iPhone. Il piano di sopra della caffetteria era tutto per loro. Quel rapporto con Maggie faceva sentire Serena di nuovo adolescente, il che era quantomeno sciocco. Mise gi il telefono e osserv quella donna, che aveva la sua stessa et e una vita sentimentale disastrosa, fin da quando la conosceva. Serena non credeva che Maggie avesse mai amato davvero Jonny. Lo usava solo come pretesto per evitare di ammettere che era incapace di innamorarsi.
Esci con qualcuno? le chiese, rompendo il silenzio.
Perch ti interessa? rispose Maggie, senza posare il telefono.
Solo curiosit.
Be', mi conosci, Serena. Un giorno senza sesso  come un giorno senza sole.
Divertente.
Sono andata a letto con quasi tutti gli uomini di Duluth. Ora sto pensando di estendermi a Cloquet.
Va bene, scusa se te l'ho chiesto.
Maggie sospir e si mise il telefono in tasca. Scusami tu. Il tasto della stronzaggine ultimamente parte in automatico. No, non vedo nessuno. E non per via di tu sai chi. Sto solo prendendomi una pausa.
Jonny pensa che Troy Grange ti faccia gli occhi dolci disse Serena.
S, l'ho notato. Dev'essere un masochista.
 un brav'uomo.
Lo so. Mi piacciono anche le sue figlie. Mi ha invitata ad andare con loro alla State Fair, quest'anno.
E...?
Come ti ho detto, sono in pausa. Qualsiasi cosa far, voglio andarci piano. Bacetti sulla guancia e gambe strette. Per ora puoi chiamarmi suor Maggie.
Serena faceva molta fatica a immaginarsela come una suora.
E voi due? chiese Maggie, sorseggiando il frapp. Era un terreno scivoloso. Serena non rispose subito e lei aggiunse: Volevo dire, come va con Cat in casa? La famiglia istantanea e tutto il resto.
Non  facile ammise Serena. Non credo che Jonny immaginasse che sarebbe stato cos difficile. Pensava che, se l'avessimo aiutata, lei sarebbe cambiata. Ma non  cos semplice.
Non lo  mai disse Maggie.
So che pensi che abbiamo commesso un errore, prendendola con noi disse Serena.
S, e lo penso ancora. Mi dispiace.
Ci sono giorni in cui sono d'accordo con te disse Serena. Ci nonostante, le vogliamo bene e lei vuol bene a noi. Solo che non sempre questo  abbastanza.
Maggie non disse altro. Segu un altro lungo silenzio durante il quale finirono le rispettive consumazioni. Poi Serena disse: Questo caso ha portato a Jonny molti ricordi. Di Cindy.
Ci credo.
Non mi piace essere in competizione con un fantasma. Del resto non mi piaceva neppure essere in competizione con te.
Maggie fece una risata triste. Non sei mai stata in competizione con me, Serena. Io non ero nemmeno della partita. Anche quando Stride e io stavamo insieme, non c' stato un solo giorno in cui lui non amasse te.
Serena non ud amarezza nella sua voce. Solo sincerit. Maggie prese le tazze vuote dal tavolo e si alz.
Ah, e per quello che vale, non sei in competizione nemmeno con Cindy.
Io credo di s.
Solo nella tua testa, non in quella di Stride. Lui amava Cindy? S, l'amava moltissimo. Perderla  stato un incubo? Certo. Ma questo non cambia i suoi sentimenti per te. Ho potuto notarlo di persona per tutto l'inverno, quando tu non c'eri. Credimi, era molto seccante.
Serena si concesse un debole sorriso. Mi spiace.
Non  colpa tua. In ogni modo, il problema tra voi non  Cindy.  il fatto che lei sia morta.
Serena la fiss, e solo per un attimo le parve che fossero di nuovo amiche. Non era cos, ma almeno sembrava che non fossero pi nemiche.
Non capisco.
Stride pensava di avere tutto, poi il suo tutto gliel'hanno portato via disse Maggie. Ora non sa se credere nel futuro. Teme che glielo ruberanno.
Quello  un rischio che esiste sempre.
Lo so. A Stride non piacciono i rischi.
Ha chiesto a Cat di venire a stare da noi replic Serena. Quello  stato un grosso rischio. E quando l'ha fatto pensava al futuro.
Maggie inclin la testa di lato, guardandola come se fosse lenta di comprendonio. E forse lo era. Esatto. Questo non ti dice qualcosa?
Serena lasci affondare quelle parole dentro di s, lungo tutto il corpo, finch le diedero un brivido. Leggero, come il soffio di un fantasma che le sfiorava la pelle. Maggie aveva detto cose che non era tenuta a dire, e Serena poteva solo immaginare quanto fosse stato difficile. Nei suoi panni, lei forse non sarebbe stata tanto gentile.
Sai, credo che dovresti proprio chiamare Troy le disse. E andare alla fiera dello stato con lui e le ragazze.
Lo pensi davvero?
S.
Maggie fece spallucce. Be', magari ci vado. Ma solo per le frittelle al caglio di formaggio. Sono deliziose.
Trovarono Curt Dickes dopo il tramonto, vicino al ponte mobile che separava Canal Park dalla Punta.
Era una sera ventosa. Le onde nello stretto canale colpivano le pareti di cemento, lanciando in aria spruzzi freddi che ricadevano formando pozzanghere sul marciapiede. In alto, una luce bianca illuminava le campate metalliche del ponte. Le putrelle incrociate a X erano quasi invisibili a causa della nebbia.
Un gruppo di una ventina di turisti, alcuni con l'ombrello, altri senza, era raccolto intorno a Curt Dickes. O meglio, Serena presumeva che si trattasse di lui, visto che indossava un costume da scheletro, con una maschera da teschio che gli copriva il viso e un cappello a cilindro sulle ventitr. Nella mano sinistra teneva una falce di plastica pi alta di lui.
Avete sentito? grid Curt.
Sotto la maschera aveva un microfono. La sua voce era amplificata e un effetto eco ripeteva le ultime parole. Sentito sentito tito tito.
Non si tratta del vento. Oh, no. Questo  l'urlo di Lars Olson. Il suo fantasma non lascia mai il ponte, e in notti come questa potete udirlo chiedere piet. Chi  Lars Olson, vi chiederete voi? Era un ex rettore dell'universit di Duluth.  morto in un modo orribile proprio qui. Qualcuno gli ha messo una corda al collo e lo ha legato alla campata, cos quando il ponte mobile si  sollevato...
Con il pugno ossuto Curt fece il gesto di tirare un cappio al collo, facendo ricadere la testa di lato.
 morto impiccato piccato ato ato.
Uno dei bambini presenti tra i turisti chiese:  successo davvero?.
Tutte le mie storie sono vere! annunci Curt. Potete fuggire, ma non si sfugge ai morti morti orti orti.
Maggie si fece strada nel gruppo. Oh, per favore, Curt.
Lui vide lei e Serena e rest un attimo paralizzato. Poi, con un gesto fiorito, si tolse il cilindro e fece un profondo inchino. Signore e signori, vi presento Maggie Bei e Serena Dial, due belle donne dedite a proteggere i turisti come voi dai criminali. Signora Bei, signora Dial, avete deciso di unirvi al nostro gruppo per udire altre storie vere di fantasmi, qui a Duluth, detta anche la Citt dello Zenit? Il costo del biglietto  di soli venticinque dollari. Si accettano solo contanti, niente rimborsi.
Lars Olson  un personaggio di un romanzo di Ellen Hart disse Maggie. Lo fa morire impiccato al ponte mobile all'inizio di This Little Piggy Went to Murder.
Curt si gratt la testa con la falce e fece una risatina nervosa. Be'... a volte la fantasia supera la realt. Voglio dire, pu capitare che di tanto in tanto mi arrivi una storia di seconda mano.
Un mormorio inquieto percorse la folla.
E il fantasma del maratoneta? chiese una donna. Era una storia vera?
Verissima! assicur Curt. L'ho visto con i miei occhi.
Maratoneta? chiese Serena.
Barnabas Burns, detto Batty rispose Curt, in tono sicuro. Ottantasette anni. Tent di completare la Grandma's Marathon. Arriv a soli dieci metri, dieci metri, dal traguardo e cadde morto, stroncato da un infarto. Tragico. Ancora oggi, continua a correre lungo l'ultimo isolato della maratona, ma scompare in uno sbuffo di fumo appena prima di arrivare al traguardo. L'ho visto decine di volte.
Sei pieno di merda, Curt disse Maggie. Afferr lo scheletro per un braccio, mentre Serena prendeva la falce e la usava per pungolarlo nella schiena.
Signore e signori, vi rubiamo un attimo la vostra guida, aspettatelo pure qui.
Misero in mezzo Curt, Maggie a sinistra, Serena a destra, e si allontanarono dal ponte. Le onde che schiaffeggiavano il muro del canale li investivano di spruzzi. Quando furono fuori portata d'orecchio dai turisti, Maggie gli tolse prima il cappello a cilindro e poi la maschera. Il giovane, venticinque anni e magro come un chiodo, si pass una mano tra i capelli neri e unti. La sua acqua di colonia aveva un profumo muschiato.
Cristo, ragazze protest. Mi avete rovinato lo show.
Duluth ha una storia interessante disse Maggie. La prossima volta cerca di raccontare la verit, altro che Batty Burns il maratoneta.
Ehi, sono un narratore, cosa c' di male? Stride mi aveva detto di trovarmi un lavoro onesto.
Be', ti ci stai avvicinando ammise Serena. Non preoccuparti, non vogliamo chiudere il tuo ghost tour. Siamo qui per parlare dell'altro tuo lavoro.
Niente pi ragazze squillo, lo giuro.
Non quel lavoro disse Serena.
E va bene. Ma quelle scatole di equipaggiamento da campeggio le ho trovate dietro Duluth Park. Ho pensato che le avessero gettate via.
Non si tratta nemmeno di quello disse Maggie. Gli mise davanti agli occhi una foto ingrandita dell'anello di Janine. Il foglio si bagn subito di spruzzi. Il lavoro di cui parliamo, Curt,  quello di ricettatore di merci rubate.
Curt si port le mani da scheletro al petto, in un gesto rattristato. Cosa? No, avete preso l'uomo sbagliato. Aggiunse anche un'eco con il microfono. Sbagliato ato ato ato.
Piantala disse Maggie, brusca. Hai venduto questo anello a un commercialista di nome Neal Fisher, che ha identificato la tua foto, quindi risparmiati la scena dell'innocenza, Curt. Ah, a proposito, il tizio ti ha fregato alla grande. Ti ha dato duecento dollari, ma l'anello ne vale diverse migliaia.
Che bastardo! grid Curt. So che non ci si pu fidare degli avvocati, ma credevo che i commercialisti fossero persone a posto.
Dove avevi preso l'anello? chiese Serena.
Ah, lasciatemi pensare. Mi sembra di averlo trovato per strada.
L'hai trovato? chiese Maggie. Gettato in mezzo alla strada?
Esatto. Vicino alla stazione ferroviaria. Ho pensato che fosse scivolato via dal dito di qualcuno, e me lo sono tenuto.
Questo anello fa parte di una serie di gioielli rubati nove anni fa gli disse Maggie. Il marito della donna a cui appartenevano  stato ucciso con un proiettile in testa durante la rapina. Cerchiamo quei gioielli da nove anni, Curt. E ora l'anello appare nelle tue mani? Non mi piace. Mi fa pensare che all'epoca avessi bisogno di soldi, allora sei andato in quella casa con una pistola in mano...
Nemmeno per sogno! ribatt Curt. Non  il mio campo e lei lo sa, sergente. Niente violenza, mai.
Allora come hai avuto l'anello? insistette Serena.
Va bene, me l'hanno venduto. Per cinquanta dollari. E io l'ho rivenduto a quel tizio per duecento.  cos che funziona il commercio, non c' nulla di male. Anche se ora vorrei aver chiesto molto di pi.
Chi te l'ha venduto? chiese Maggie.
Una persona che conosco.
Chi?
Curt fece una smorfia sofferente. I capelli bagnati di spruzzi luccicavano. Volete davvero che ve lo dica? Non credo che Stride ne sar molto felice. E nemmeno lei, Serena. Se ve lo dico, non date la colpa a me, va bene?
Di che diavolo stai parlando? chiese Serena.
Della ragazza che mi ha venduto l'anello disse Curt.  la vostra ragazza. Era lei ad averlo. Cat.
Il nome fu ripetuto dall'eco. Cat Cat Cat Cat Cat.

51.

Parlo io con lei disse Stride.
Guard la porta chiusa della stanza di Cat. Era seduto sulla sua poltrona in pelle rossa accanto al camino, mentre Serena era in piedi contro una delle colonne di legno della nicchia in cui si trovava il caminetto. Dalla stanza di Cat usciva della musica.
Vuoi che lo faccia io? chiese Serena.
Stride si alz. No,  una cosa che voglio chiarire di persona.
Si avvicin alla sua camera e buss, e la voce giovane di Cat rispose di entrare. Stride apr la porta. La stanza era piccola, con finestre a bovindo che davano sulla strada e due letti singoli, uno a destra e uno a sinistra. Cat era stesa su uno dei due, con una rivista di sudoku super avanzati in mano. Li risolveva sempre a penna.
La scena ricord a Stride che Cat era intelligente. Dotata. Ma chiss se avrebbe mai voluto usare i suoi talenti.
Ciao, Stride! lo salut, allegra.
Scese dal letto e lo abbracci. Lo faceva spesso, la sera, quando si vedevano. A volte Stride si chiedeva se fosse sincera, e poi si sentiva in colpa per averlo pensato. Non dubitava dell'affetto di Cat, ma l'affetto era una cosa complessa per una ragazza come lei, cresciuta tra sensi di colpa, vergogna e paura. Stride non sapeva se Cat fosse in grado di amare qualcuno senza tentare di manipolarlo.
Cat si sedette sul letto e spense lo stereo. Cosa c'? chiese.
Gli aveva letto in faccia che c'era un problema. E Stride le lesse a sua volta in faccia il nervosismo di un'adolescente che si chiedeva quale dei suoi molti segreti fosse stato scoperto.
Stride si sedette sull'altro letto. Oggi pensavo a tua madre disse. Sai che volevo molto bene a Michaela.
Lo so.
Sento spesso la sua mancanza.
Cat distolse lo sguardo. Anch'io.
Michaela ti disse di rivolgerti a me, se ti fossi trovata nei guai disse Stride. E tu l'hai fatto. E io ne sono felice, Cat. In passato non pensavo davvero che tutto accade per un motivo, ma pi passano gli anni e pi ci credo. Anche quando succedono le cose peggiori. Sto scoprendo che le giravolte della vita ci portano sempre dove abbiamo bisogno di andare.
Cat rest in silenzio. Non capiva ci che lui stava dicendo, e quando non capiva qualcosa si spaventava.
Ti piace vivere con noi? chiese Stride. Ti senti al sicuro, qui?
Lei annu con forza. Certo. Lo sai che  cos.
Allora mi spieghi cosa succede, Cat? chiese Stride, a bassa voce. Io vorrei potermi fidare di te, ma non posso. Nemmeno Serena pu. Per tutta l'estate sei rientrata a ore assurde, senza dirci dov'eri stata. Frequenti persone che non dovresti frequentare. Stai facendo scelte sbagliate. Perch? Ti abbiamo dato un'altra possibilit. Io ti ho dato un'altra possibilit.
Lo so, ma non me la merito. Io non valgo nulla.
Stride vide i suoi occhi riempirsi di lacrime e alz una mano. Smettila. Non voglio sentirti parlare cos. Non ti sto rinfacciando il tuo passato, e non lo far mai. Chi eri prima di venire qui non mi interessa, ma ci che fai ora mi interessa molto.
Ti ho detto che non ne vale la pena!
Be', io sono venuto a dirti che per me ne vale la pena eccome ribatt Stride. Ma ci non significa che non ci siano conseguenze, o che tu possa fare quello che ti pare. Devi trovare un modo di lasciarti alle spalle il passato. Devi decidere che la tua vita, e quella del tuo bambino, hanno un senso. E devi guardarmi negli occhi e capire che non ti abbandoner mai. Altre persone ti hanno voltato le spalle. Io no, e nemmeno Serena.
La guard, ma lei era a testa china e si rifiutava di alzare lo sguardo. Forse un giorno sarebbe riuscita a guardarlo negli occhi e a essere se stessa, ma quel giorno non era ancora arrivato. Stride sospir.
Serena stasera ha parlato con Curt Dickes prosegu. Sai cosa le ha detto Curt, vero?
Cat si morse il labbro. Curt ha comprato alcune cose da me quando avevo bisogno di soldi.  successo giusto un paio di volte.
Il che voleva dire un sacco di volte. Il che a sua volta significava che Cat rubava.
A cosa ti servivano i soldi?
Cose normali. Autobus. Musica. Qualche gioiellino. Mi piacciono i gioielli.
Se hai bisogno di soldi puoi chiederli a noi disse Stride.
Lo so, ma non mi piace.
Li usi per comprare droga?
No. Come puoi chiedermi una cosa del genere?
Perch tu mi hai mentito e io non mi fido di te.
Non uso droghe. Punto.
Stride tent di non perdere la pazienza. Ora non era il momento di affrontare tutti i problemi, ma soltanto uno. Va bene, stammi a sentire. Hai venduto a Curt un anello con una perla nera. Dove l'avevi preso?
Non me lo ricordo.
Un'altra menzogna, pronunciata a occhi bassi.
Si trattava solo dell'anello, Cat? O c'erano altri gioielli? Posso descriverteli. Un paio di orecchini e una collana con perle nere, che facevano pendant con l'anello. Un bracciale con diamanti e zaffiri. Una spilla a forma di colibr. Un fermaglio di smeraldo. Ti suona familiare?
Io avevo solo l'anello insistette lei. Come l'hai scoperto?
Perch quell'anello  collegato a una pistola, Cat. La pistola e i gioielli di cui ti ho detto sono scomparsi durante un omicidio, nove anni fa. E ora abbiamo ritrovato la pistola, perch  stata usata in un altro omicidio, il mese scorso.
Cat spalanc gli occhi. Vuoi dire al bar... quando Serena...
Esatto.
No! Non pu essere.  impossibile. Si torse le mani, con un'espressione quasi di panico.
Quella pistola  stata usata fuori dal Grizzly Bear, Cat. Ora, uno dei gioielli scomparsi nove anni fa insieme alla pistola pu essere ricondotto a te. A te. Ti rendi conto della situazione in cui ti trovi? Si alz e and a sedersi sul letto accanto a lei. Sai qualcosa di quella pistola? O dell'uomo che l'ha usata?
Lei scosse la testa, molte volte. No! Non so niente di nessuna pistola! Niente!
Allora dove hai preso l'anello?
Cat aveva uno sguardo perso. Poi disse, con rabbia: Parla con Al.
Al?
 il mio ragazzo. Cio, lo era, prima di tradirmi con un'altra. L'anello l'ho preso in casa sua.
Te l'ha dato lui? chiese Stride.
No. L'ho preso io.
L'hai rubato? Perch?
Te l'ho detto, avevo bisogno di soldi. E mi piacciono i gioielli. Ti ricordi che portavo sempre con me l'anello di mio padre? L'ho portato per anni, ma poi ho dovuto restituirlo. E volevo un altro anello. E l'ho preso. Ma poi mi sono resa conto che non potevo portarlo al dito. Non in presenza di Al. Allora l'ho venduto a Curt per comprarmi qualcos'altro.
Oh, Cat mormor Stride. Era deluso, e lei se ne accorse.
Mi dispiace!
Stride le pos con gentilezza le mani sulle spalle. Mi stai dicendo la verit? Perch sai cosa succede ora, vero? Domani mi far dare un mandato e smonteremo la casa di Al da cima a fondo.
L'anello era in casa sua insistette lei.  l che l'ho preso.
E gli altri gioielli che ti ho descritto? Orecchini, collana, spilla. Li hai visti in casa?
Cat scosse la testa. Ho visto solo l'anello.
E la pistola?
Non ho mai visto una pistola!  la verit!
Stride le credeva. C'erano altri segreti negli occhi di Cat, ma non pensava che mentisse sulla pistola. Devo farti una domanda importante, Cat. Al ha mai fatto qualche commento su quella donna che  stata uccisa? Kelly Hauswirth?
No!
Hai mai avuto motivo di credere che Al fosse coinvolto in qualche attivit criminale?
No, no,  impossibile! Al non  una persona cattiva.
Cat, sta' a sentire disse Stride. Noi pensiamo che Kelly Hauswirth sia stata uccisa nel corso di un tentato sequestro. Probabilmente per venderla come schiava.  una cosa terrificante. Qualcuno a Duluth fa da collegamento per queste attivit. Chiunque sia, aveva accesso a quella pistola.
Al non farebbe mai nulla del genere.
Adesso c' un'altra ragazza scomparsa prosegu lui. Si chiama Erin. Dobbiamo trovarla. Perci pensaci bene, per favore. Al ha detto o fatto qualcosa, una cosa qualsiasi, che possa aiutarci a trovare questa ragazza? Tu sai dove potrebbe trovarsi?
Cat gli strinse le braccia intorno alla vita. No. Lo giuro, Stride. Non so nulla di ragazze scomparse.

52.

Era mattina, ma Erin non lo sapeva. Il suo mondo era buio.
Ogni movimento le causava dolore. Si era tagliata lottando inutilmente per liberarsi mani e piedi. Si era graffiata anche la faccia. I graffi avevano formato delle croste, che poi si erano rotte di nuovo. I muscoli, una volta agili e allenati in palestra, erano contratti e duri, come lacci da scarpe annodati cos stretti da non riuscire a scioglierli. Erin sapeva di avere anche un'infezione alla vescica, perch orinare le causava dolori acuti.
Due volte al giorno, la voce tornava. La porta si apriva e si richiudeva, ma lei restava sempre al buio. La voce le dava da mangiare e le consentiva di fare i suoi bisogni, sempre legata e con un coltello alla gola. Spesso per Erin non riusciva a trattenersi fino al suo arrivo e allora le arrivava addosso una secchiata d'acqua fredda, per lavare via l'odore. E lei tremava, scossa da brividi cos forti che temeva quasi le spezzassero le ossa.
Una volta le avevano tolto il bavaglio e aveva urlato. Subito due mani le avevano stretto la gola fin quasi a strangolarla, mentre la voce le sibilava oscenit all'orecchio. Erin non aveva pi urlato. Era diventata docile, imparando la routine e seguendola per sopravvivere.
Arriva sempre il momento in cui gli animali dello zoo capiscono che non c' via di fuga.
Una volta aveva mormorato: Perch?.
Non c'era stata risposta.
Un'altra volta, forse ieri, sempre che la parola ieri avesse un senso, aveva chiesto: Quando?.
Perch sapeva che quello era l'inizio, non la fine.
Stavolta la voce aveva risposto: Presto.
Sopra la sua testa si scaten un temporale estivo. Era ancora estate, lo capiva dal calore e dall'umidit. Sentiva l'odore fresco della pioggia fuori, e il ticchettio delle gocce sul tetto. Non vedeva i lampi, per via della benda, ma un tuono fece tremare la sua prigione, come la risata tonante di un demone.
Alcune gocce filtravano dal tetto, cadendole sul viso. Erin le lecc con la lingua riarsa. Udiva anche un gocciolio di acqua su metallo. Il rumore diverso delle gocce le disse che c'era qualcosa di ingombrante nella stanza, e seppe istintivamente di cosa si trattava. Era la sua macchina. La sua Nissan Versa viola era l dentro con lei. Nessuno l'avrebbe trovata. Nessuno avrebbe trovato lei.
All'inizio aveva pregato che fosse Matt a trovarla. Mattie_1987. Il suo confidente, il suo amico. Il suo amante. Quando era arrivato al bar dove avevano appuntamento, scoprendo che lei non c'era, doveva aver dato l'allarme, chiamato la polizia di Duluth. Doveva aver mostrato a tutti la sua foto.
Era strano quanto tempo ci avesse messo ad accettare la verit. Anche se era ovvia, rifiutava di crederci. Matt non era una persona reale. Era un parto della sua immaginazione. Una fantasia del web. Che l'aveva adescata e fatta finire l.
Ci che la turbava pi di tutto era quanto fosse facile cadere in trappola. Si sentiva una completa idiota. In passato era convinta che solo le ragazze veramente ingenue potessero cadere in tranelli come quello. Non capiva come le donne, nei bar, potessero credere alle solite stanche battute degli uomini. Poi era toccato a lei innamorarsi di una menzogna. Ed era finita in qualcosa di molto peggio che un'avventura di una notte.
Un altro tuono. Il diavolo rideva dell'ironia della situazione. Nessuno verr a salvarti, Erin.
Aveva provato a liberarsi, ma le manette e le catene d'acciaio erano un ostacolo insormontabile. Aveva urlato e lottato, senza ottenere nulla. Aveva pianto. Aveva pregato. Ma Dio non aveva risposto, lasciandola all'inferno. Quando, due volte al giorno, le veniva tolto il bavaglio, aveva chiesto piet alla voce, tentando di patteggiare. Lasciami andare. Ti prego. Far tutto quello che vuoi. Cosa vuoi?
Tutto ci era sepolto nel passato. Da tempo ormai le si erano seccate le lacrime. Era stato come un processo di elaborazione del lutto. Nel buio aveva lottato, protestato, sfidato e finalmente accettato la realt. La sua vita era finita. Ci che le restava non era vita. E si era sentita morire dentro, in quel buio continuo, fino a non provare pi nulla.
Erin aveva una scelta. L'aveva scoperto gi dai primi giorni. Era l'ultima scelta possibile. Quando aveva esplorato il proprio minuscolo universo, aveva scoperto di essere incatenata a un pesante tavolo di metallo, sul quale erano impilati sacchi di sabbia o di cemento, che lo rendevano inamovibile. Doveva pesare quanto la sua macchina.
Tuttavia, l'angolo del tavolo direttamente sopra la sua testa terminava in una punta aguzza e un po' a uncino, come il ferretto di un dentista. Non serviva per tentare di liberarsi, ma non era quella la cosa a cui lei pensava. Dio le aveva dato un modo per sfuggire a quell'inferno, se avesse avuto il coraggio di servirsene.
La pioggia continuava a cadere con forza, ma i tuoni tacevano. Era come se il diavolo sapesse ci che lei stava per fare.
Erin si contorse, spingendo sulle ginocchia, fino ad appoggiare il mento sul metallo freddo del piano del tavolo. Sentiva l'odore del cemento in polvere, e fece un respiro profondo, assaporandolo. Era strano come si dava sempre la vita per scontata. Un respiro dopo l'altro. Spost il viso a sinistra, cercando la punta affilata come la spina di un cactus. Sent una puntura nel collo. Era quella la sua salvezza. Il metallo non poteva penetrare altro metallo, ma poteva tagliare la pelle.
Nella mente le apparve il suo appartamento di Grand Forks. Bei tempi. Nuotate nel fiume. Vino rosso il sabato sera. Non poteva lasciarsi controllare da quei pensieri. Non c'era pi una casa. Quella vita, la sua vita, non esisteva pi. Spinse il collo contro la punta. Il suo corpo voleva opporre resistenza, ma lei non glielo permise.
Erin spost la testa di scatto, in un solo movimento, contro il piccolo artiglio che le mordeva la gola. La punta di metallo strapp pelle e muscolo. Il dolore fu molto forte, ma il dolore era un amico. La pioggia le cadeva addosso, scaldandole la pelle. Poi si rese conto, con un senso selvaggio di libert, che non pioveva pi.
Quello era sangue.
Quella era la sua via di fuga.
Bernd Frisch non sorrise all'agente della guardia costiera. Sorridere era un atteggiamento colpevole. A lui non importava la perquisizione della nave, o le nuove misure di sicurezza. Il suo falso passaporto olandese avrebbe superato ogni controllo senza problemi. Tutto l'equipaggio aveva gi passato tante volte i controlli doganali, e quel giorno non sarebbe stato diverso.
Rispose alle domande. In tono cortese. Attenendosi solo ai fatti. Dove era stata la nave. Dove avevano ormeggiato. Cosa avevano scaricato e caricato. Quello della Ingersstrom era un viaggio di routine.
L'unica sorpresa furono le foto che gli mostr l'agente. Foto di donne. Le aveva viste? Aveva visto qualcuno dell'equipaggio interagire con quelle donne? Aveva visto qualcuna di loro a Duluth o in Europa?
No. No. No.
Era a conoscenza di un traffico di esseri umani, su questa o altre navi che operavano nel Seaway del fiume San Lorenzo?
No.
Bernd riconobbe la foto della donna che aveva preso in consegna a Duluth l'anno precedente. Quella che era stata trovata morta ad Amsterdam. Riconobbe Kelly Haus-wirth, uccisa da lui con un colpo alla nuca. Riconobbe anche la donna che sarebbe stata portata a bordo di nascosto quella notte stessa, prima che la nave partisse, alle due del mattino.
Mai vista nessuna di queste donne dichiar.
Non gli chiesero altro.
Lo lasciarono andare. Bernd prese il suo zaino e scese a terra. Non lo perquisirono, e quindi non trovarono la pistola nascosta in fondo, carica e pronta. Se anche l'avessero trovata, lui avrebbe detto che l'America non era un posto sicuro. Non guardavano la televisione?
Scese dalla passerella nel porto trafficato. Il vapore si sollevava dal terreno in nuvole umide. Il cielo sopra il lago era nero. Una tempesta si stava allontanando verso est. C'era stato un temporale, ma ora non pioveva pi.
Benvenuto a Duluth.
Bernd tir fuori il telefono e invi un messaggio: Sono qui.

53.

Appena scesero dalla Expedition di Stride davanti a quella casa di Superior, Maggie cap che nove anni prima avevano commesso un terribile errore.
Era l che abitava il ragazzo di Cat, ma lei riconobbe quel luogo, la casa verde mare a due piani, l'andirivieni dei treni dal lato opposto della strada. Il cavalcavia sulla statale 2. La tuia che torreggiava sopra il tetto, adesso ancora pi alta.
Io sono gi stata in questa casa disse.
Stride e Serena si voltarono entrambi a fissarla. Cosa? Quando?
Dopo l'omicidio di Jay Ferris.
Rivide la scena nella memoria. Allora era inverno. Cumuli di neve sul ciglio della strada. Un tecnico in guanti e piumino arancione che salutava da un treno di passaggio. Il cielo era grigio cupo, proprio come oggi. E accanto alla casa era parcheggiato un Toyota Rav4 bianco.
Il Suv Toyota non c'era pi. Non c'era nessuna auto nel vialetto, e nemmeno parcheggiata in strada. Ma lei ricordava benissimo di aver interrogato un uomo davanti alla porta di casa. Lei e Guppo avevano parlato con decine di proprietari di Rav, a Duluth e a Superior, tentando di identificare quello che forse si era fermato sulla strada vicino alla villa di Janine Snow, la sera del 28 gennaio.
Il nome di quell'uomo era Seymour Pugh disse. Era sulla lista di nomi da controllare. Possedeva un Rav bianco ed era stato in galera per furto con scasso. Venni qui a parlargli dell'omicidio di Jay.
Il ragazzo di Cat si chiama Al Pugh disse Serena.
Maggie annu, frustrata. Al dev'essere il figlio. Ecco il collegamento.
Era arrabbiata con se stessa, per essersi lasciata ingannare da Seymour Pugh, nove anni prima. Ma non sarebbe stato possibile arrivarci, all'epoca. Pugh era solo uno dei tanti nomi da controllare, una sola carta di un intero mazzo. Le era anche piaciuto, con il suo atteggiamento da padre di famiglia. Un uomo che restava in casa con la moglie e i figli, invece di andare fuori con gli amici. Un uomo che si era trovato un lavoro onesto, dopo i suoi trascorsi in carcere.
Un lavoro. Ricordando il lavoro di Seymour Pugh, le venne in mente una cosa importante.
Pugh mi disse che faceva il camionista disse. Consegnava parti meccaniche in tutto il Midwest. Compreso l'Illinois.
Stai pensando che sia stato lui a comprare la pistola in una strada di Chicago concluse Serena. Ecco come quella pistola  arrivata a Duluth.
Maggie batt il pugno sul palmo dell'altra mano. Che stupida. Pugh l'aveva riempita di storie sui propri valori, sulla famiglia, sul fatto di aver trovato Dio. E lei gli aveva creduto. Ora invece era convinta che le avesse mentito. Tutti i pezzi si incastravano, e puntavano nella stessa direzione. Il Rav bianco. Il collegamento con Chicago, dove la pistola era stata venduta. Il gioiello rubato riapparso in casa di Pugh.
Quel giorno lei aveva parlato con l'uomo che aveva ucciso Jay Ferris.
Andiamo dentro disse Stride.
Le due strade che portavano verso la casa erano state bloccate a un isolato di distanza. Stride aveva portato con s una dozzina di agenti in tenuta antisommossa, con i giubbotti antiproiettile. Non intendeva correre rischi con ci che forse li aspettava dietro quella porta. La squadra si disperse a ventaglio intorno a loro tre, prendendo posizione da tutti i lati della casa. Sei agenti entrarono dal cancello che si apriva nel recinto di legno che circondava il giardino.
Il cielo era un cumulo di nuvole grigie. La strada era piena di pozzanghere. Stride, Serena, Maggie e Guppo si avvicinarono alla porta, che aveva sbarre di sicurezza, cos come le finestre. Maggie estrasse la Glock e la punt contro la porta, imitata da Guppo. Stride batt sul muro e grid alle persone all'interno di rispondere.
Quelli erano i momenti pi tesi. Il silenzio. L'attesa. Era quando si decideva se le cose sarebbero andate lisce oppure no.
Dieci secondi dopo udirono lo schiocco della serratura che veniva sbloccata e dalla porta socchiusa si affacci il viso di un giovane nero, che li fissava a occhi spalancati. Vide le pistole e le loro facce di pietra.
Al Pugh? disse Stride.
S. Cosa diavolo...
Alzi le mani e apra lentamente la porta, poi esca all'esterno.
Il ragazzo fece come gli era stato detto, ma sembrava molto spaventato. Maggie pens che avesse al massimo diciannove anni. Era alto ma sembrava denutrito, tutto ossa. Era carino, con un pizzetto ben curato, i capelli nerissimi e la pelle color cacao. Era facile capire come mai una ragazza come Cat se ne fosse innamorata. Indossava una T-shirt e pantaloni larghi di tela. Somigliava parecchio all'uomo che Maggie aveva interrogato davanti a quella stessa porta nove anni prima. Ma quel giovane doveva essere un bambino, quando Jay Ferris era stato ucciso.
Al usc lentamente sotto il portico e Stride lo afferr per il collo della maglietta, trascinandolo gi dai gradini. Lo fece voltare, gli separ le gambe con due calci leggeri e lo perquis dalla testa ai piedi. Niente armi. Gli mise una mano su una spalla e lo spinse gi, sul gradino davanti a loro.
Chi c' in casa? chiese.
Mia madre e le mie sorelle. Cosa succede?
Abbiamo un mandato di perquisizione.
Una perquisizione? Per quale motivo?
Stride lo ignor e latr a Guppo: Riunisci le persone all'interno tutte in una stanza e lascia qualcuno a sorvegliarle. Perquisite tutto, dentro e fuori casa. Soffitta, cantina, garage. Occhio alla presenza di false pareti e doppifondi nel pavimento.
False pareti? chiese Al. Ma di che parlate? Cosa state cercando? Noi non abbiamo nulla del genere.
Guppo condusse dentro la squadra. Maggie ud le veementi proteste di una donna. La madre di Al.
Stride si sedette sui calcagni davanti ad Al Pugh.
Tu sei il ragazzo di Cat?
Cat? Si tratta di questo? Cosa le ha detto? Mi dispiace di averla tradita, sul serio. Non so cosa racconta lei, ma non ho fatto nulla. Non l'ho nemmeno toccata!
Come l'hai conosciuta?
Qui, in casa di mia madre.  venuta a ridipingerla, un'iniziativa di aiuto sociale della chiesa. Ci siamo piaciuti e abbiamo cominciato a uscire insieme. Non le ho fatto niente!
Maggie gli mise davanti una foto di Kelly Hauswirth. Conosci questa donna?
Cosa? No! No, io... un momento, non  quella ragazza che  stata uccisa? Era su tutti i notiziari. Riconosco la faccia, ma non l'ho mai conosciuta di persona.
Serena gli tese una foto di Erin Tierney. E questa?
Al scosse la testa. No. Mai vista.
 scomparsa.
Vi dico che non so chi !  la verit.
Sequestriamo il tuo laptop, Al. Scopriremo tutto sulle chat che frequenti. Fai prima a confessare. E a dirci con chi lavori.
Ehi, non posso dire quello che non so! E non ce l'ho nemmeno, un laptop!
Cat dice che ha preso un anello da casa tua disse Stride. Un anello con una perla nera. Dove l'hai preso?
Al li fiss. Anello? Non ho nessun anello. Merda, laptop e anelli con le perle. Le sembra che abbiamo i soldi per cose del genere?  una fortuna se abbiamo dei cheeseburger da mangiare per cena.
Questo anello  stato rubato durante una rapina con omicidio a Duluth, quasi nove anni fa disse Stride. La pistola usata in quell'occasione  la stessa con cui  stata uccisa quella donna fuori dal Grizzly Bear, il mese scorso. Anello e pistola sono collegati, Al. E Cat dice che l'anello era in questa casa.
Al tent di alzarsi in piedi ma Stride lo spinse gi.
Senta, sta scherzando? Non so nulla di anelli e meno che mai di una pistola! Siete pazzi!
Maggie alz gli occhi, udendo il rumore di una colluttazione all'interno della casa. La porta fu spalancata e una donna nera sui trentotto anni usc sotto il portico, con i capelli lunghi al vento. Guppo la insegu e le afferr i polsi, ma non riusc a fermarla. Allora la blocc da dietro, sollevandola da terra. Lei scalci e una scarpa dal tacco a spillo vol via come un missile. La donna si mise a strillare a piena gola. Lasciatemi andare! Fuori da casa mia!
Al si alz, tentando di calmarla. Mamma, mamma, calmati,  tutto a posto.
Mettimi gi! grid la donna a Guppo.
Guppo la mise gi, ma senza lasciarla andare. Al sal i gradini di corsa, prima che Stride potesse fermarlo, e abbracci la madre. Lei continuava a strillare, facendo accorrere altri agenti appostati pi lontano. Finalmente Stride alz la voce sopra quel caos e tutti si fermarono.
Piomb il silenzio. La madre di Al ansimava, furiosa. La voce rauca si dissolse in un attacco di tosse.
State a sentire disse Al. Sembrava pi calmo e pi grande. Un ragazzo che voleva proteggere la madre. Non so cosa vi ha detto Cat, ma siete su una falsa pista. Lo giuro. Non so nulla di questo anello che lei dice di aver preso qui e al cento per cento non so nulla di nessuna pistola.
Maggie fiss la madre di Al. Era una donna ancora giovane, ma sembrava vecchia. Si pul la saliva dalle labbra e ricambi lo sguardo. I suoi occhi dicevano tutto.
Lei sa della pistola le disse Maggie, con calma. Vero, signora Pugh?
Al fece per intervenire, poi vide la faccia della madre e la lasci parlare. La donna drizz le spalle e si lisci il vestito da casa. Era alta, come il figlio. Al non riusciva a nascondere la confusione. Tutta quella storia era nuova per lui, ma non per sua madre.
Lei sapeva esattamente di cosa si trattava.
S disse la signora Pugh. Va bene, s. So tutto di quella pistola.
Erano seduti in casa. Una delle figlie della donna stava preparando un t. La perquisizione era finita, ma non aveva rivelato nulla di importante per nessuna delle due indagini. Niente doppifondi segreti o posti in cui tenere nascosta una donna sequestrata. Erin Tierney non era l. Non c'era mai stata. E non c'erano neppure i gioielli scomparsi nove anni prima.
Tutti fissavano la madre di Al, in attesa della sua storia. Contro il muro dipinto di fresco era appoggiata una grande foto incorniciata di Seymour Pugh con la sua famiglia. Maggie lo riconobbe. Aveva lo stesso sorriso di quando aveva parlato con lei, ma sembrava che la vita lo avesse consumato in fretta. Non fu sorpresa di sapere che era morto d'infarto tre anni dopo il loro incontro.
Anche la signora Pugh guard la foto e rivolse all'immagine di Seymour un lieve sorriso orgoglioso. Quella era una donna che amava il marito, indipendentemente da ci che aveva fatto.
Ci che pensate  la verit disse alla fine.  stato Seymour a sparare a quell'uomo. E a prendere i gioielli. Ormai non importa pi, immagino. Ma non volevo che Al e le ragazze sapessero queste cose del loro padre. Seymour  morto da tempo, riposi in pace. So che Ges l'ha perdonato. Ges capisce perch l'ha fatto.
Fece una pausa e si asciug gli occhi.
La pistola? chiese Stride. Dove l'aveva presa?
L'aveva comprata in uno dei suoi viaggi in camion. Non me ne aveva mai parlato, altrimenti lo avrei costretto a disfarsene.
Era seduta a schiena dritta, con le ginocchia unite. In passato il suo corpo sovrappeso doveva essere stato tonico, e il suo viso stanco contornato di capelli neri doveva essere stato bello. Maggie immagin lei e Seymour insieme, che si sposavano, avevano figli e lottavano contro gli ostacoli della vita. Non era stato facile allora e non era facile adesso. La donna ansimava, sollevando il petto. Sembrava non riuscire a incamerare abbastanza aria.
Lei sapeva cosa progettava di fare Seymour? chiese Maggie.
No, certo che no. Non avrebbe mai osato dirmelo. Sapeva che lo avrei preso a calci in culo, se lo avessi saputo.
Allora perch l'ha fatto?
La donna sospir e abbass gli occhi. Per la famiglia, che altro? Per me, per Al, per le ragazze.
Avevate bisogno di soldi?
Proprio cos. Un uomo fa quello che deve fare, quando si tratta della sua famiglia. E Ges lo capisce.
Lei quando l'ha scoperto? chiese Stride.
Lei fece un'alzata di spalle. Non ricordo. Qualche settimana dopo, credo. Una poliziotta venne qui a fare delle domande. Seymour disse che non era nulla, ma una moglie sa quando il marito mente. Quella notte, dopo aver messo a letto i bambini, lo feci confessare. Mi disse quello che aveva fatto. Mi mostr la pistola. I gioielli. Aveva troppa paura per tentare di venderli. Gli dissi di seppellire il bottino e la pistola da qualche parte. O di gettarli nel lago. Non li volevo in casa. Credevo che lo avesse fatto, ma mi sbagliavo. Si era tenuto tutto. Dopo la sua morte, tra la sua roba in soffitta ho trovato una scatola da scarpe, ben nascosta. Dentro c'erano la pistola e i gioielli rubati. Anche se era morto, non sapete quante gliene ho dette!
Serena si chin verso di lei. Cosa ne ha fatto della scatola?
L'ho nascosta su una mensola in alto nell'armadio a muro della mia stanza da letto. Non mi sembrava sicuro liberarmene e non volevo certo venire da voi a dire cosa avevo trovato. Pensavo che mi avreste messo dentro.
Cosa ne  stato della pistola e dei gioielli?
A quanto ne so, sono ancora l.
No disse Stride. Abbiamo trovato la scatola.  vuota. Si volt a guardare Al. Al, se sai qualcosa di quella scatola... di ci che conteneva
Il giovane scosse la testa. Non so nulla. Non l'ho mai vista. Non sapevo neppure che esistesse.
Maggie vide Stride e Serena scambiarsi un'occhiata e cap cosa significava. Cat. Se non era stato Al, era stata Cat. Aveva trovato la scatola. Aveva preso l'anello. E insieme all'anello c'era la pistola che aveva ucciso Jay Ferris e Kelly Hauswirth.
Quando  venuta qui Cat a ridipingere la casa? chiese Stride, con una faccia come se il mondo gli fosse crollato addosso.
A maggio disse Al.
Cat ha dipinto la sua stanza da letto, signora Pugh? chiese Serena. Potrebbe aver frugato nell'armadio, trovando la scatola?
La madre di Al si gratt il mento, sovrappensiero. Poi disse. No, lei dipingeva il pianterreno. Ragazza simpatica. Mi piaceva sentirla ridere.  stata l'altra a dipingere le stanze da letto al piano di sopra. Quella pallida con i capelli da Halloween. Devo dire che mi faceva un po' paura.
L'altra? chiese Serena.
Anna intervenne Al. Quella che lavora al Grizzly Bear. Anna Glick.

54.

Cat batt il pugno sulla porta di Anna e attese, impaziente, che l'amica venisse ad aprire. Il quartiere silenzioso di Morgan Park era deserto. Niente auto. Niente bambini che giocavano. Nuvole nere scurivano il pomeriggio e il vento forte scuoteva gli alberi, mentre cadeva qualche spruzzo di pioggia.
Dai, dai mormor Cat.
Temeva che Anna non fosse in casa, ma finalmente ud lo scatto della serratura e vide l'amica che la fissava da dentro. Anna non apr subito, e quando lo fece socchiuse appena la porta.
Cat? disse. Cosa succede? Come mai sei qui?
Cat la spinse indietro, spalancando la porta, ed entr nella piccola casa, che puzzava di sigarette e vecchi mobili. Anna indossava una vestaglia di cotone che le copriva a malapena i fianchi. La cintura era lenta e scopriva una V di pelle nuda, dai seni piccoli fino all'ombelico. I capelli arancioni erano spettinati, come se si fosse appena alzata dal letto.
Lo sanno! disse Cat, camminando avanti e indietro sulla moquette consunta e mordendosi le unghie. Sapevo che sarebbe andata a finire cos. Sapevo che lo avrebbero scoperto. Che stupida!
Di cosa stai parlando? chiese Anna.
Stride e Serena sanno dei gioielli che hai trovato in casa di Al. Ho venduto l'anello che mi hai dato e loro sono risaliti a me, attraverso Curt. Sono un'idiota. Te l'ho detto, odio queste truffe!
Non le odiavi quando ti servivano i soldi disse Anna. Prese un pacchetto di sigarette mezzo vuoto da un tavolino e se ne accese una. Te l'ho detto, le iniziative di solidariet della chiesa sono una copertura perfetta. Ridipingi le case e scopri quello che le persone tengono nascosto. Loro si accorgono solo mesi dopo che manca qualcosa, sempre se lo notano.
Cat scosse la testa. Era tormentata dal senso di colpa. Certo, era contenta dei soldi che aveva guadagnato con Anna, quasi cinquecento dollari in pochi mesi. Ma sapeva dall'inizio che rubare era un boomerang che le sarebbe tornato indietro, prima o poi. Ora avrebbe voluto non aver mai accettato.
Dobbiamo dire tutto alla polizia disse Cat.
Anna rise e soffi una boccata di fumo. S, come no. Stai fresca. Cosa hai detto loro, esattamente?
Ho detto che sono stata io a prendere l'anello a casa di Al. E che l'ho venduto.
Hai parlato di me?
No! disse Cat. Non ti avrei mai tradita, ma sai che ci arriveranno. Sapranno che c'eri anche tu in quella casa. E mi hanno fatto domande su una pistola! Hai trovato una pistola, in casa di Al? Dicono che  la stessa pistola che  stata usata per uccidere quella donna davanti al Grizzly Bear.
Anna la fiss. Non sembrava neppure pi Anna. Vorrei proprio che avessi tenuto la bocca chiusa, Cat.
Mi dispiace. Ma cosa potevo fare?
Cosa sta facendo ora la polizia? chiese Anna. Dove sono?
Stanno perquisendo la casa di Al. Hanno ottenuto il mandato stamattina.
Anna fece un'espressione dura e parl piano, quasi tra s. Non ci metteranno molto a risalire a me. Verranno qui. Poi disse, ad alta voce: Bernd, vieni fuori, dobbiamo andare via. Ci sono guai.
Cat ud cigolare le assi del parquet e sulla soglia della stanza da letto comparve un uomo. Era in mutande e non fece alcuno sforzo per coprirsi. Sulla pelle aveva i segni delle unghie di Anna. Era abbastanza bello, con un corpo magro e muscoloso, ma aveva l'aria pi minacciosa che Cat avesse mai visto. Il viso bianco come l'avorio e lentigginoso era senza espressione, e i suoi occhi grigi la fissavano con la ferocia di una tigre.
Chi ... cominci Cat, con la voce che tremava un po'.
 il mio ragazzo. Bernd, abbiamo un problema.
Un altro? disse l'uomo, quasi sputandole addosso le parole. Cos'hai combinato, stavolta?
Cat vide Anna ritrarsi come un fiore. Non l'aveva mai vista lasciarsi intimidire da un uomo. Non  colpa mia, ma sta arrivando la polizia. Dobbiamo andare via subito. Tutti e due. In modo permanente.
Bernd si avvicin. Cat aveva la nausea dalla paura. In un angolo c'erano dei vestiti maschili. Bernd si chin a frugare nelle tasche. Cat cominci a indietreggiare verso la porta, ma Anna le corse dietro e le strinse un braccio intorno al collo, bloccandola in una morsa che le impediva di muoversi e di respirare. Bernd si alz. Aveva in mano una pistola, che punt alla testa di Cat.
Cat gemette e tent di parlare, ma non ci riusc.
In ginocchio le disse Anna, brusca.
Cat obbed, coprendosi la pancia con le mani, in modo protettivo. I capelli castani le ricaddero sul viso e sulla fronte si form una patina di sudore. Continuava a fissare la pistola.
Legale i polsi disse Bernd ad Anna, schioccando le dita. Muoviti. Lasciale libere le caviglie, per ora. Deve venire con noi. Dov' l'altra ragazza?
Nel mio magazzino, dall'altra parte della strada.
Bernd attese, in un silenzio di pietra, mentre Anna correva in cucina e tornava con un rotolo di nastro adesivo industriale, che us per legare stretti i polsi di Cat.
Ti avevo avvertita scatt Bernd. Hai messo a rischio l'intera operazione con la tua idiozia. Ti avevo detto di non fare lavori per conto tuo.
Anna sussult. Mi dispiace, scusa. Il fatto  che i tuoi amici pagano bene, ma non  abbastanza per vivere. Vi ho trovato io le altre ragazze...
Bernd fece il gesto di tagliarsi la gola e Anna tacque all'improvviso. L'uomo raccolse i jeans dal pavimento e li indoss. Chiuse la lampo e si acquatt davanti a Cat, prendendole il mento tra le dita e stringendo tanto da farle male. Le mosse il viso a destra e a sinistra. Quando le pos una mano sullo stomaco, Cat tent di sottrarsi.
Useremo questa come bonus disse Bernd.  carina. E il fatto che  incinta  un valore aggiunto. Ad alcuni compratori piacciono incinte. E anche il bambino varr qualcosa.
Lascia stare il mio bambino, bastardo! gli url in faccia Cat.
Bernd le diede un ceffone, forte, soffocandole le parole in gola. Ha anche un bello spirito disse. Bene. A loro piacciono quelle che combattono. Forse con questa possiamo rifarci di quella che ci hai fatto perdere.
Sei stato tu a spararle! abbai Anna. Se non avessi perso il controllo con Kelly, non ci sarebbe mai stato nessun problema. Ti avevo mandato un sms, avvisandoti che c'era una poliziotta nel bar. Dovevi solo farla uscire e portarla via, e invece  successo tutto questo casino.
Il casino  nato dalla pistola che mi hai dato tu ribatt Bernd. Afferr Anna per il collo, stringendo come una morsa finch lei cominci a sussultare, incapace di respirare. Quando finalmente la lasci andare, lei indietreggi, tossendo e piangendo.
Stronzo! gemette.
Per la prima volta, Bernd rise.
Anna, perch mi fai questo? chiese Cat. Che sta succedendo?
Anna si massaggi il collo, furiosa per l'umiliazione subita. Cristo, perch le ragazze sono cos ingenue? Farai un viaggio, Cat. Andrai in un regno sperduto nel deserto. Ma non preoccuparti. Erin ti terr compagnia.
Erin.
Cat conosceva quel nome. Lo aveva menzionato Serena e Stride le aveva mostrato la foto della ragazza.
Erin  la ragazza scomparsa. Serena ha detto che aveva conosciuto un ragazzo online...
Ragazzo? la interruppe Anna. Sono io il suo ragazzo.
Tu?
S, io. Quelle ragazze sono deficienti. Sai quante patetiche ragazze single mi hanno detto che mi amano? Che aspettavano da tutta la vita di incontrare un uomo come me? Si bevono tutto quello che dico.
Basta! scatt Bernd. Non abbiamo tempo. Imbavagliala. Io controllo che la strada sia libera. La carichiamo in macchina, prendiamo anche l'altra e andiamo dritti alla nave.
Si infil la pistola nella cintura e usc di casa. Cat e Anna restarono sole. Anna tagli con i denti un altro pezzo di nastro adesivo, poi, tenendolo con due dita, afferr un calzino sporco dal pavimento e lo appallottol.
Apri la bocca disse a Cat.
Come puoi farmi questo?
Apri la bocca.
Io sono tua amica!
Dovresti averlo capito gi molto tempo fa, Cat. Sulla strada non ci sono amici.
Le premette la mandibola finch la bocca si apr e Cat si ritrov il calzino in gola. Un attimo dopo aveva la bocca tappata dal nastro adesivo. Anna la tir su e la spinse verso la porta posteriore.
 ora di andare.

55.

Due ore e mezza, la distanza tra Shakopee e Duluth, marcavano la differenza tra il vecchio e il nuovo mondo di Janine.
Archie era arrivato in carcere per fare un comunicato stampa e consegnare le carte per il suo rilascio. Janine usc in un furgone senza contrassegni, dalla porta delle merci. Superarono i giornalisti ignari e arrivarono al parcheggio di un hotel Best Western poco lontano, dove Archie le diede dei vestiti nuovi e una stanza per cambiarsi. Janine si fece una doccia e indoss pantaloni neri attillati, scarpe dai tacchi alti e una camicetta con le maniche a tre quarti, stampata a motivi rossi e grigi, che lasci fuori dai pantaloni. Gett i vestiti con i quali aveva lasciato il carcere nel secchio della spazzatura. Potevano anche bruciarli, per quanto gliene importava.
Archie la aspettava fuori, in una limousine con autista. Aveva fatto portare champagne e un vassoio di antipasti. Janine usc dall'hotel con gli occhiali da sole e sal sul sedile posteriore accanto a lui. Si diressero a nord, verso Duluth, ma non parlarono per molti chilometri. Janine voleva assaporare il silenzio, e lui sembr capirlo.
Dalle parti di Forest Lake, sul lato nord delle Citt Gemelle, Archie ricevette un messaggio sul telefono. Lo studi da sopra gli occhiali, con il bicchiere di champagne nell'altra mano. I suoi capelli grigi e ricci toccavano quasi il tettuccio dell'auto.
La mia fonte alla polizia mi dice che stanno effettuando una perquisizione in una casa di Superior disse. Ha a che fare con la pistola e i gioielli che sono stati ritrovati.
Davvero? chiese Janine, osservando i boschi fuori dal finestrino. I laghi. I pini e le betulle. Ha importanza, per noi?
Non credo. Ti ho detto che ormai dovresti essere al sicuro in qualsiasi caso. Tuttavia, se dovessero trovare la persona che ha premuto il grilletto, qualsiasi eventuale strascico legale sparir del tutto. Un'assoluzione piena ti sarebbe utile, per ci che sceglierai di fare dopo.
Ah disse Janine.
Sai gi cosa vuoi fare?
Essere libera non mi render la mia professione. Non per essere insensibile, ma all'ordine dei medici non  mai importato molto se avessi ucciso mio marito oppure no. A loro importava il fatto che prendevo pastiglie di analgesici mentre operavo.
Ma adesso ti sei disintossicata.
Certo, ma sono quasi nove anni in arretrato su tutto ci che  successo nel mio campo.
Puoi recuperare.
Senza offesa, Archie, ma per il momento voglio solo trovare il modo di superare la giornata di oggi.
Lui le sorrise come un nonno. S, certo. Scusami.
Non parlarono pi per tutto il resto del viaggio. Dopo duecentoquaranta chilometri arrivarono a Duluth. Janine si intrist quando vide la sua propriet sulla collina, vicino all'autostrada. La casa che aveva progettato di persona. La casa che doveva essere il suo rifugio per tutta la vita. Ora apparteneva ad altri. Era stata costretta a venderla, per far fronte alle spese dopo la causa intentata contro di lei da Esther Rose. Non sarebbe mai pi stata sua. Non che desiderasse riaverla, in ogni modo.
La limousine la lasci al Fitger's, un hotel con centro commerciale annesso. Quella sarebbe stata la sua casa, mentre decideva cosa fare del proprio futuro. Archie aveva organizzato una conferenza stampa nel suo ufficio l'indomani, perch Janine aveva bisogno almeno di un giorno e una notte di privacy e anonimato. Lui le aveva fatto assegnare la suite August Fitger, nell'attico dell'hotel, con letto a due piazze e mezza, vasca idromassaggio e vista sulla vasta distesa del lago. Aveva anche provveduto a rifornire la stanza di vestiti e articoli da bagno. Quando arrivarono, le consegn una chiave vecchio stile.
Ti chiamo domattina disse. Ma contattami quando vuoi, se hai bisogno di qualcosa.
Certo. Grazie.
Forse ti serviranno dei contanti, perci prendi.
Le diede cinquecento dollari. E aveva ancora il dubbio negli occhi.
Janine non sal nella suite. Era stata rinchiusa troppo a lungo, per andare di nuovo a chiudersi subito in una stanza. Con il viso nascosto dietro gli occhiali da sole, and a fare shopping su tutti e due i livelli del centro commerciale. Compr una bottiglia di ottimo vino bianco e un bicchiere di cristallo ungherese soffiato a mano. Nella libreria al pianterreno prese un grosso romanzo per passare la serata. La donna alla cassa fu gentile e discreta, ma Janine credette che l'avesse riconosciuta.
Un'ora dopo sal nella suite, apr il vino e ne bevve un bicchiere. Trascin una poltrona davanti alla vetrata a parete e si mise a guardare l'acqua di un azzurro maestoso. Cinque piani pi in basso, la gente passeggiava sul lungolago e i bambini ridevano e strillavano. Era estate, la stagione perfetta. Una nave pass sotto il ponte mobile ed entr in porto. Un'altra ne usc.
Bevve ancora. Presto fu un po' ubriaca, ma il peso che si sentiva addosso si era alleggerito.
A un certo punto, mentre beveva da sola, ud bussare alla porta. Sapeva benissimo chi era. Aveva detto ad Archie che andava bene. Si alz, un po' malferma sulle gambe, e and ad aprire.
Ciao, Howard disse.
Janine disse lui, sottovoce, come se fosse in un museo davanti a una scultura di Michelangelo.
Aveva in mano un mazzo di fiori, un bouquet di rose gialle, margherite bianche e iris viola. Il completo che indossava era vecchio ma lavato e stirato, i mocassini erano lucidi e solo la cravatta recava l'ombra di una macchia di unto. I capelli con la riga in mezzo salivano alti sulla fronte, dove formavano una massa di ricci castani.
Quando le diede i fiori, Janine disse: Che gentile, grazie.
Scopr di essere quasi contenta di vederlo. Nella sua vita era cambiato tutto, ma Howard era una costante. Janine provava per lui un calore che non era proprio affetto, ma poteva essere gratitudine. Lo prese per un braccio e lo tir dentro, chiudendo la porta.
Nessuno ti ha visto? chiese.
No.
Ti va del vino?
Certo.
Gli riemp un bicchiere e ne vers uno anche per s, finendo la bottiglia. Torn alla vetrata, e lui la segu, restando accanto a lei. Il grande letto con il copriletto di broccato verde era accanto a loro, contro il muro adiacente. Sorseggiarono il vino in silenzio. Howard fin il proprio bicchiere e le prese la mano. Aveva la pelle calda. Prima di allora non l'aveva mai toccata. Janine sapeva cosa significava quel gesto.
Pos il bicchiere e si volt verso di lui. Alz una mano e gli accarezz il viso, mentre lui le sfiorava una spalla con la punta delle dita e con gli occhi chiusi. Howard aveva il fiato che odorava di menta.
Sei certo che sia ci che vuoi? sussurr Janine.
Non ho sognato altro per anni.
Il potere della fantasia di Howard la fece arrossire. Non si sentiva eccitata, ma le piaceva la sensazione, scomparsa da tanto tempo, di controllare un uomo. Fece quello che faceva sempre, a letto. Prendere il comando. Dominare. Solo un uomo era stato diverso, dopo una vita di mariti e amanti sottomessi. Un suo uguale.
Jay.
Lui prendeva ma dava anche. La sua forza la eccitava, nei primi tempi, ma poi si era stancata del gioco. Poteva esserci un solo esemplare alfa in un matrimonio, e lei non intendeva cedere la corona. Era stato allora che le cose avevano cominciato a precipitare.
Era strana, l'idea di darsi a Howard. Janine era pi vecchia, ora, e si limitava a fare i movimenti del caso senza troppa partecipazione. Eppure l'adorazione negli occhi di lui le dava alla testa. Gli sciolse la cravatta macchiata, e la us come una corda per tirarlo verso di s. Poi gliela avvolse intorno ai polsi, e stavolta lo baci con forza. Con la lingua. Gli prese le mani e gli succhi le dita, una alla volta. Lui tremava.
Quando prov ad abbracciarla, lei fece un passo indietro, lasciando cadere la cravatta.
Spogliati per me gli ordin.
Howard si affrett a obbedire.
Janine fu distratta da altri pensieri, mentre lui si toglieva goffamente la cintura e le scarpe. Diversi futuri le passarono per la testa. Medico. Chirurgo. Insegnante. Consulente. Archie aveva ragione. Lei aveva delle cose da offrire al mondo. Aveva ancora energia, conoscenze, determinazione. La prigione non l'aveva cambiata. Il tempo non l'aveva sminuita.
Era Janine Snow. La Dottoressa Perfetta.
Howard era nudo davanti a lei.
Stenditi sul letto disse Janine e lui obbed.
S. Ora Janine ne era sicura. Avrebbe potuto fare qualsiasi cosa. Jay era un ricordo. Jay, che le aveva tolto la fiducia in se stessa, che l'aveva degradata. Jay era morto e lei era libera. Avrebbe potuto fare ci che voleva, e voleva essere di nuovo un medico, tenere la vita delle persone nelle sue mani, essere Dio. Nessuno avrebbe potuto negarglielo. L'ordine dei medici le avrebbe restituito la licenza. I pazienti sarebbero venuti da lei, perch volevano vivere, e lei poteva esaudire le loro preghiere.
Questo  ci per cui vivo.
Lo disse ad alta voce, e Howard pens che parlasse con lui. Che parlasse del sesso. E forse era cos.
Era in piedi davanti a quell'uomo nudo steso sul letto, quell'uomo totalmente in suo potere. Gli rivolse un sorriso perfido. Lo tocc con le dita allargate, suonandolo come un pianoforte. Gli sfior il petto, la pancia. Le gambe. Le cosce. Howard, a occhi spalancati, beveva tutto ci che lei gli faceva. Ancora completamente vestita, Janine si chin su di lui e lo prese in bocca, ma lo lasci subito. Solo un bacetto, per il momento.
Gliela far vedere. A tutti. Mi riprender la mia vita. Jay le era costato otto anni, e la punizione era durata abbastanza. Non aveva altro di cui rispondere. Nessun altro peccato.
Janine si spogli, senza fretta. Howard seguiva come una rivelazione ogni bottone slacciato. Il gancio del reggiseno. Le coppe che cadevano a terra. La cerniera dei pantaloni. Le mutandine di pizzo, che Janine abbass un centimetro alla volta, fino a restare nuda davanti a lui. Sal sul letto, mettendosi a cavalcioni su Howard e rest con i seni sopra il suo viso e il triangolo del pube a pochi centimetri dal suo sesso. Lo provocava. Lo faceva aspettare.
Non ci sarebbe voluto molto.
Avrebbero scopato, poi avrebbe lasciato che lui la tenesse abbracciata per qualche minuto. Quindi gli avrebbe detto la verit. La sua era una fantasia, e adesso era finita. Gli sarebbe crollato il mondo addosso, ma era meglio farlo subito, mentre lui era ancora felice e appagato. Lo avrebbe ringraziato, gli avrebbe dato un ultimo bacio e lo avrebbe rispedito alla sua piccola vita grigia.
Addio, Howard Marlowe.
Janine si cal su di lui, sentendolo affondare dentro di s. Howard emise un gemito quasi di dolore, e pronunci il suo nome. Come una preghiera. Quello era un pagamento pi che sufficiente per la sua devozione.
Janine lo cavalc lentamente, poi pi in fretta. Mentre lo faceva, pensava ad altre cose. Pensava che quella sera avrebbe ordinato al ristorante dell'albergo il pollo con fichi e formaggio brie. Forse anche l'antipasto di tonno pinna gialla. E un'altra bottiglia di chardonnay.
Poi avrebbe messo su un po' di musica e si sarebbe goduta la solitudine, mentre scendeva la notte, facendo progetti per il domani.

56.

La breve fila di sei unit magazzino era proprio di fronte alla casa di Anna, dal lato opposto della strada. Erano box costruiti in blocchi di cemento, con grandi doppie porte in legno dipinte di verde, su un terreno invaso dalle erbacce. Folti alberi torreggiavano sulle costruzioni, con rami che ricadevano sopra i tetti coperti di muschio. Dietro di essi, il terreno finiva in una ripida scarpata.
Anna innest la retromarcia e si avvicin all'ultima unit della fila. Scese e controll che non ci fosse nessuno in giro. Bernd era sul sedile di dietro con Cat, e la trascin fuori tirandola per il collo della maglietta. Aveva la pistola in mano. Cat sentiva il terreno spugnoso sotto i piedi, mentre la pioggia le frustava il viso e il vento fischiava tra i rami degli alberi.
Erin  dentro disse Anna, mentre apriva il portello posteriore del Suv.
Carichiamola a bordo e tagliamo la corda.
Nel retro del fuoristrada c'era una cassa da imballaggio. Sul legno grezzo era stampigliato il nome di una ditta straniera e il carico era etichettato come stecche d'acciaio. La cassa era stretta da un cavo elastico, che Anna tir con forza. La cassa usc dal bagagliaio e cadde nel fango. Con un piede di porco lei apr il coperchio. Dentro non c'era nulla.
Cat vide il proprio futuro, dentro quella cassa. Lei ed Erin ci sarebbero finite dentro insieme. Il pensiero di essere rinchiusa in quella bara di legno e trasportata via mare, le provoc un attacco di panico. Voleva urlare, ma non poteva. Voleva fuggire, ma non aveva nessun posto dove andare. Le si piegarono le gambe. Bernd l'afferr per un braccio, impedendole di cadere.
Apri la porta disse ad Anna, impaziente.
Le porte del magazzino erano chiuse da un lucchetto, ma lei aveva la chiave. Apr una porta e Cat vide il retro di una Nissan Versa viola, con targa del North Dakota. A parte quello, l'interno era buio.
Anna entr e inser un cavo arancione in una presa della corrente. Si accese una lampada appesa al soffitto, ondeggiante a causa del vento che entrava da fuori. Anna and in fondo alla stanza e Bernd spinse dentro Cat, chiudendosi la porta alle spalle. Il magazzino odorava di muffa e metallo. Strane ombre danzavano sulle pareti, tra nuvole di polvere. Ai suoi piedi, un esercito di scarafaggi neri faceva festa con briciole di pane e pezzetti di carne.
Anna fece il giro della Versa e si ferm sul davanti. Emise una specie di gemito strozzato e strinse i pugni. Oh, cazzo.
Ora che c'?
Anna fiss il pavimento, scuotendo la testa.
Bernd spinse avanti Cat, facendole quasi perdere l'equilibrio. Quando lei si trov accanto ad Anna, url dentro il bavaglio. Ai loro piedi c'era una donna, incatenata a un tavolo di metallo appesantito da sacchi di cemento. Era stesa sulla schiena, e aveva la pelle grigia. La gola era solcata da un taglio aperto e il sangue pulsava fuori dalla ferita, raccogliendosi sotto la testa e macchiandole i capelli lunghi.
Stupida idiota borbott Bernd.
Lasci andare Cat e diede un cazzotto ad Anna, sulla tempia. La cuffia di lana le vol via dalla testa e Anna cadde sul cofano della Versa, e poi scivol a terra. Tent di recuperare l'equilibrio, poi si avvicin a quattro zampe alla donna stesa a terra. Le pos due dita sul collo, sporcandosi le unghie di sangue.
 ancora viva disse. Respira.
E dovremmo spostarla messa cos, secondo te? disse Bernd.
Non lo so. Possiamo...
Silenzio disse lui. Sta' zitta.
Bernd...
Ho detto sta' zitta!
Anna si alz in piedi a fatica, appoggiandosi al cofano per non perdere l'equilibrio. Adesso aveva sangue dappertutto. Sulla pelle, sulle ginocchia, sulle braccia, sui vestiti. Quando Bernd l'aveva colpita si era morsa la lingua e le gocciolava sangue dalla bocca.
Mi dispiace disse in tono supplichevole.
Il viso di Bernd era una maschera di rabbia.
Non lo immaginavo. Come potevo saperlo? prosegu Anna. Abbiamo sempre Cat. L'hai detto tu che vale molto. Dai, andiamo via.
Tu non vai da nessuna parte.
Non puoi lasciarmi qui! Anna gli afferr la camicia con le mani insanguinate, gridandogli in faccia: Credi che passer il resto della vita in galera per te? Vaffanculo! Io dir tutto! Far i vostri nomi, uno per uno!.
Lo so disse Bernd.
Alz la pistola e le spar nello stomaco. Il rumore rimbomb in quello spazio ristretto. Anna url di dolore e barcoll all'indietro, mentre il sangue le sgusciava tra le dita. Si guard la pancia, incredula.
Figlio di puttana...
Bernd raddrizz il braccio e le spar di nuovo, stavolta in testa. Il rumore fu come quello di una bomba. Il viso di Anna esplose in una pioggia di pezzi d'osso e cervello. Cat la vide piegare le ginocchia e accasciarsi a terra, morta. Chiuse gli occhi con forza, voltando la testa. Il rumore degli spari l'aveva lasciata sorda e avvertiva delle punture di spillo sulla pelle.
Bernd le strinse un polso. Andiamo.
La tir per le mani legate, mentre Cat strisciava i piedi sul terreno. Apr la porta del magazzino con il tacco della scarpa. Cat strinse gli occhi nella luce grigia del pomeriggio. La pioggia si era fatta pi forte, e cadeva di traverso per via del vento.
Il Suv era l davanti, con il portello aperto. La cassa da imballaggio era a terra, con il coperchio accanto. Cat sapeva cosa sarebbe successo. Bernd impugn la pistola per la canna e caric il braccio, pronto a darle una botta in testa con il calcio. Cat gli si gett contro con le mani legate, ma fu come colpire una quercia. Bernd si mosse appena sotto l'urto, e lei scivol sul fango e cadde in ginocchio. Proteggendosi la pancia, tent di strisciare via, ma lui la prese sotto le ascelle e la sollev in aria. Cat scalci, ma non riusc a farlo cadere. Bernd la lasci andare, poi l'afferr per il collo con una mano insanguinata e con l'altra le punt la pistola in faccia.
Cat sent il calore della canna bruciarle il viso.
Poi le sent. Le sentirono entrambi. Sirene. Forti, continue, in rapido avvicinamento, a meno di un isolato di distanza. Cat guard la strada, non osando credere alla fortuna, ma le auto erano l, vedeva le luci lampeggianti tra gli alberi, l'una dopo l'altra, tra un fischiare di freni e un rumore di portiere aperte. In mezzo a loro, c'era un fuoristrada che riconobbe.
L'Expedition di Stride.
Ecco! grid Al, indicando una casa coperta di edera, all'angolo dell'incrocio a T con Edward Street. Anna abita qui.
Stride fren e sal sul marciapiede. Dal finestrino aperto fece cenno alle auto di pattuglia di andare avanti, e loro sterzarono mettendosi in posizione per bloccare tutte e due le strade. Stride scese a terra e dietro di lui, dalle portiere posteriori, scesero Maggie e Serena.
Resta qui disse Stride ad Al. Non muoverti.
Tutta la sua attenzione era concentrata sulla casa, costruita su un prato in lieve pendenza, con dei gradini che portavano dal marciapiede alla porta d'ingresso. Il muro pi vicino alla strada era completamente rivestito di edera e oscurava le finestre. Stride si avvicin alla casa, seguito da vicino da Serena e Maggie. La pioggia gli frustava la faccia. Era quasi alla porta quando ud gridare Al da dentro il fuoristrada. La voce acuta del ragazzo era attutita dal finestrino, ma Stride riconobbe il nome che ripeteva.
Cat! Cat!
Stride ruot su se stesso, e cos fecero gli altri. Vide una fila di unit magazzino, un vialetto fangoso coperto di erbacce, una foresta di alberi alti e ondeggianti e un Suv fermo davanti all'ultima costruzione della fila, con il portello posteriore aperto. Accanto al fuoristrada, un uomo alto indietreggiava verso il bordo di una ripida scarpata.
Aveva una pistola in mano.
E aveva Cat.
La portiera dell'Expedition si spalanc e Al attravers la strada di corsa, urlando il nome di Cat. Stride gli url di fermarsi, ma il ragazzo non si volt neppure. Ora correvano tutti. Stride, Serena, Maggie, i poliziotti. Stride riattravers il prato della casa e usc in strada, in uno scatto a perdifiato. Davanti a lui, Al continuava a gridare: Cat! Cat!.
Al correva, le scarpe da ginnastica sguazzanti nel fango. Era quasi arrivato al Suv quando l'uomo che teneva stretta Cat alz la pistola e fece fuoco. Il primo colpo lo manc. Al si gett al coperto dietro il fuoristrada, ma un attimo dopo usc e caric di nuovo. L'uomo spar ancora e stavolta il proiettile penetr nella spalla di Al. Il ragazzo sussult, il volto contorto dal dolore, e gli cedettero le ginocchia. Tenendosi una mano premuta sulla ferita, si accasci accanto alla portiera.
Stride non osava sparare. Valut la situazione, tenendo il Suv tra s e l'uomo armato. Cat aveva le mani legate davanti a s, ma sembrava incolume. Tentava freneticamente di divincolarsi dalla stretta dell'uomo, ma lui le teneva un braccio stretto intorno al collo, mentre la trascinava verso la scarpata. Vedendo Stride, l'uomo spinse la canna della pistola contro uno zigomo di Cat.
Intanto indietreggiavano entrambi verso la scarpata, tra alberi alti e fitti cespugli. Rami caduti e foglie morte rendevano il terreno insicuro come sabbie mobili.
Fermo! url Stride. Non muoverti!
L'uomo si volt a guardare la scarpata. Era immerso nel fango fino alle caviglie. Tolse la pistola dalla guancia di Cat e spar un altro colpo, colpendo la fiancata del Suv. Un altro proiettile spacc il parabrezza, e Stride fu investito da una pioggia di frammenti.
Si acquatt dietro il fuoristrada e attese cinque lunghissimi secondi. L'uomo non spar pi. Quando Stride si rialz, il terreno davanti a lui era deserto. L'uomo e Cat erano scomparsi nel burrone.

57.

Stride scese, gi, gi, gi, un po' correndo, un po' scivolando lungo il ripido pendio. La terra molle cedeva sotto i piedi e per non perdere l'equilibrio si afferrava ai cespugli bagnati. Le foglie gli scivolavano via dalle dita. Pi scendeva, pi diventava buio, con la vegetazione che bloccava il cielo grigio. Quando si volt vide Serena e una mezza dozzina di poliziotti che cominciavano a seguirlo lungo la scarpata, ma presto scomparvero dietro le cime degli alberi. Era solo.
In fondo alla gola, dove il terreno tornava pianeggiante, si trov con i piedi nell'acqua. Era a non pi di cento metri dalla costa, dove il fiume St Louis sfociava nel lago Spirit, ma gli sembrava di essere in una foresta pluviale, tra alberi cos fitti che non riusciva a vedere dieci metri davanti a s. Tese le orecchie, ma il rumore della pioggia e del vento copriva ogni altro suono.
Vide impronte fresche nel fango del ruscello, dirette verso il lago. Prese il telefono e chiam Maggie. Stanno andando a est. Vicino al lago ci sono dei binari abbandonati. Cerchiamo di far arrivare degli agenti dal lato nord.
Ci penso io disse Maggie.
Stride continu a camminare, spingendo via i rami e asciugandosi l'acqua dagli occhi. Si sentiva cieco e sordo. La pioggia aument di intensit, con un rumore tonante sopra il fogliame. Il ruscello si fece pi profondo e l'acqua gli entr negli scarponcini. Ogni pochi passi si fermava per scrutare tra gli alberi, ma non c'era traccia di Cat e dell'uomo.
E a un tratto...
Dal tronco di una betulla si sollev una pioggia di schegge di legno e corteccia, a meno di mezzo metro dalla sua testa. Il rumore dello sparo super quello della tempesta. Stride si abbass e vide le gambe di un uomo nel ruscello, di fronte a lui, a una quindicina di metri. C'era anche Cat, che lottava per fuggire. Un secondo dopo, l'uomo si volt e scomparve, trascinandosi dietro la ragazza.
Stride lo insegu, ma la natura sembrava determinata a non lasciarlo passare. I rami gli graffiavano il viso, facendolo sanguinare. L'acqua e il fango gli risucchiavano i piedi a ogni passo. Si fece strada tra il fogliame agitando le braccia. Si trovava in quella foresta da meno di cinque minuti, ma gli sembravano ore. Davanti a s non vedeva pi nessuno, ma si tenne basso, nel caso in cui l'uomo sparasse di nuovo. E fece bene, perch intorno a lui echeggiarono altri quattro spari, inghiottiti dal bosco. Non cap a che distanza fossero passati i proiettili.
Finalmente, dietro gli alberi vide acqua e cielo. Usc dalla foresta e si trov sul ciglio ghiaioso dei binari abbandonati, a pochi passi dalla superficie del lago Spirit. Sulla riva opposta vedeva i boschi del Wisconsin. Dalle nuvole basse si rovesciavano ondate di pioggia. Appena usc nella radura echeggiarono altri spari, e si gett al coperto.
L'uomo stava trascinando Cat verso nord, lungo i binari. A sinistra c'era la foresta impenetrabile, e a destra la distesa del lago. Non aveva una via d'uscita, ma continuava a fuggire.
Fermo! grid Stride. Arrenditi!
In risposta, l'uomo spar ancora e continu a correre.
Stride lo segu. I binari erano stati invasi dalle erbacce. La pioggia gli scorreva addosso. Stride corse avanti, poi si gett a terra mentre l'uomo si voltava e sparava un altro colpo.
Stride vide Serena emergere dagli alberi alle sue spalle, seguita da sei agenti. Si disposero a ventaglio tra il bosco e il lago e avanzarono verso nord. Stride si rimise a correre, riducendo il distacco dall'uomo con la pistola. Tre o quattrocento metri pi avanti, Maggie e una squadra di poliziotti uscirono allo scoperto, avanzando verso l'uomo dalla direzione opposta.
Ormai lo avevano chiuso in trappola. L'uomo se ne accorse e si ferm in mezzo ai binari. Si guard intorno. Non poteva fuggire da nessuna parte.
Punt la pistola alla testa di Cat. Fermi tutti!
Stride alz una mano per fermare le persone alle sue spalle. Maggie fece lo stesso dall'altra parte. Nessuno si mosse. L'uomo aveva una dozzina di armi puntate contro di lui, ma sapeva che nessuno avrebbe rischiato la vita di Cat. Guard prima a nord, poi a sud. Si tir Cat contro il petto, tenendole la canna della pistola tra i capelli, sopra l'orecchio. Lei si divincolava nella sua stretta.
Stride incroci il suo sguardo. Era a quindici metri da loro, abbastanza vicino da poter sparare, se avesse avuto un tiro libero. Ma non ce l'aveva. Tent di entrare nella mente di Cat. Di dirle di calmarsi, che non le sarebbe accaduto nulla. Che sarebbe finito tutto con lei al sicuro tra le sue braccia.
Voleva crederci con tutto se stesso.
La situazione era in stallo. La pioggia li investiva da sinistra a destra come un'onda, con un dolce profumo di pini. La foresta, scura contro il cielo scuro, era un muro verde lussureggiante. Gli ultimi alberi affondavano quasi le radici nel lago. Le linee parallele dei binari sembravano incontrarsi all'orizzonte. Stride piant i piedi nella ghiaia, mettendosi in posizione, e mir alla testa dell'uomo. Ma vide solo la faccia di Cat. Troppo vicina.
Gett un'occhiata alle proprie spalle. Serena era a sei metri da lui, con un ginocchio a terra e la pistola puntata contro l'uomo.
Lascia andare la ragazza grid Stride. Metti gi la pistola e alza le mani.
L'uomo non diede segno di volersi arrendere. Stretta tra le sue braccia, Cat gli diede un calcio sullo stinco con il tacco della scarpa, ma non riusc a divincolarsi. L'uomo le sussurr qualcosa all'orecchio, poi le spost la pistola dalla tempia sulla pelle morbida del viso, e Cat smise di lottare.
Puoi ancora uscirne vivo grid Stride. Se metti gi la pistola, nessuno ti sparer.
L'uomo aveva uno sguardo di pietra, mentre valutava le proprie opzioni. Era in trappola, senza nessuna via di fuga.
Voi non volete che la ragazza muoia grid.
Non voglio che muoia nessuno rispose Stride.
Richiama i tuoi cani. Voglio una via d'uscita.
Ne hai una sola. Metti gi la pistola e lascia andare la ragazza.
Sei pronto a vederla morire? Lei e il suo bambino?
A quelle parole, Cat riprese a divincolarsi furiosamente. L'uomo la tenne stretta, ma non si accorse che Cat aveva quasi le mani libere. La corsa tra i boschi aveva strappato il nastro adesivo che le legava i polsi, e bastava tirare con forza per riuscire a spezzarlo.
Cat lo sapeva, Stride glielo lesse negli occhi neri. C'era qualcosa, nel suo viso, che non aveva mai visto prima. Qualcosa di determinato, violento. Quell'uomo aveva minacciato il suo bambino, e lei era pronta a combattere.
Ma il tempo stava finendo.
Fa' allontanare i poliziotti! url l'uomo.
Puoi avere un avvocato. Puoi stringere un accordo con i federali. Ma non se fai del male alla ragazza.
Appena metto gi la pistola sono morto. Credi che non lo sappia?
Era un animale in trappola. Un animale pericoloso.
Se ti arrendi, nessuno ti far del male. Hai la mia parola.
Ma la situazione stava per sfuggire al suo controllo, e Stride non poteva farci nulla. Cat era riuscita a liberarsi le mani e stava flettendo le dita. Non opponeva pi resistenza all'uomo, ma era un trucco. Voleva tentare di prendergli la pistola. E avrebbe perso.
Anche Serena se ne accorse, e mormor: Jonny.
Cat, non muoverti disse Stride. Ci pensiamo noi. Stai calma.
Fu un errore.
Rimpianse immediatamente di aver pronunciato il suo nome. Ora l'uomo sapeva che la ragazza non era un'estranea, per lui. Non era un ostaggio qualsiasi.
Vuoi salvare Cat? grid l'uomo. Allora di' ai tuoi uomini di andare via! Hai dieci secondi, poi premo il grilletto. Mi ucciderete, ma morir anche lei.  questo che volete?
Fermo! Non farlo! Cat, non muoverti,  tutto a posto.
Dieci.
Cat curv le dita come artigli. Dai polsi le pendevano frammenti di nastro adesivo strappato.
Nove.
Metti gi la pistola! grid Stride.
Otto.
Cat fiss Stride e lui ricambi il suo sguardo. Non farlo tent di dirle, ma lei non ascoltava. Ormai era in preda alla furia e al terrore.
Sette.
Jonny, quello spara sul serio bisbigli Serena.
Sei.
Era vero. Stride lo sapeva. Quell'uomo era un folle. Arrivato a zero, avrebbe premuto il grilletto, e al diavolo le conseguenze. Ma prima di quel momento, Cat avrebbe tentato di strappargli di mano la pistola, e lui l'avrebbe sopraffatta in pochi secondi. Tutte e due le ipotesi finivano nello stesso modo: con Cat e l'uomo morti.
Cinque.
La situazione stava per concludersi, in un modo o nell'altro.
Quattro.
Stride si chin e pos la pistola tra i binari. Si rialz e alz le mani, con le dita ben allargate.
Guardami! disse. Guarda! Niente pistola!
Il conto alla rovescia si ferm. L'uomo lo fiss.
Ora gli altri disse. Di' ai tuoi uomini di posare le armi.
Prima parliamo disse Stride, e fece un passo avanti.
Fermo dove sei! url l'uomo, senza togliere la pistola dalla testa di Cat. Io e la ragazza ce ne andiamo. Solo lei e io. E voi ci lascerete andare.
Stride scosse la testa e fece un altro passo. Non posso lasciartelo fare. Voglio solo farti capire che non voglio spararti.
Fermo!
Stride fece un altro passo.
Ti ho detto di fermarti.
E ancora un altro.
Finalmente, l'uomo fece ci che Stride voleva. Tolse la pistola dalla testa di Cat e la punt contro di lui. Ho detto fermo!
Stride si ferm. Nessuno aveva ancora una linea di tiro sicura. Cat lo fiss, con una domanda negli occhi: Adesso?.
Lasciami parlare con lei disse Stride. Devo parlare con lei e assicurarmi che stia bene. Toglile il bavaglio.
Non os guardare Serena, sperando solo che lei tenesse sotto mira l'uomo, per l'istante in cui Cat sarebbe stata libera.
Devo parlare con Cat ripet Stride. Su questo non accetto condizioni. Toglile il bavaglio!
L'uomo decise di obbedire. Strapp il nastro adesivo e tir via il calzino dalla bocca di Cat. Per farlo, dovette spostare il braccio che le teneva come una morsa intorno al collo. Stride voleva che Cat si lasciasse cadere al suolo, invece lei afferr il polso dell'uomo e gli affond i denti nella mano, mordendolo fino all'osso.
L'uomo url di dolore. La pistola spar in aria. Poi non riusc pi a tenerla con la mano insanguinata e la lasci cadere a terra.
Stride corse verso di loro e Cat gli and incontro, gettandosi tra le sue braccia. Stride ruot su se stesso e si cal a terra, facendole scudo con il suo corpo. Non poteva vedere alle proprie spalle. L'uomo si lasci cadere sui binari e i primi proiettili lo mancarono. Afferr la pistola con la mano buona e la punt contro la schiena di Stride.
Era un tiro facile. Lo avrebbe paralizzato. O ucciso.
La spiaggia risuonava di spari assordanti.
L'uomo prese la mira, ma non fece in tempo a premere il grilletto. Dodici proiettili lo colpirono allo stesso tempo. Al petto. Alla testa. La pistola gli cadde di mano, poi cadde anche lui.
Stride attese, proteggendo Cat, finch si spensero gli echi degli spari e torn il silenzio.

58.

Cat muoveva nervosamente le mani, sul letto dell'ospedale.
Sto bene disse. Non voglio stare qui. Quando posso uscire?
Stride le prese la mano. Non vai da nessuna parte finch i medici non avranno finito tutti i controlli del caso. Su di te e sul bambino. Dobbiamo essere sicuri che stiate bene tutti e due.
Voglio andare a casa... cominci lei, poi s'interruppe, nervosa, senza guardarlo negli occhi. Non era pi sicura di avere una casa. Non sapeva se, dopo tutto ci che aveva fatto, Stride l'avrebbe voluta ancora con loro.
Non preoccuparti, tornerai a casa presto disse Stride. Forse stasera stessa, al massimo domani. Poi aggiunse: E avremo tante cose di cui parlare.
Il bel viso di Cat era insolitamente pallido, con i capelli sporchi. Cosa mi succeder, ora?
Non lo so rispose Stride, sincero. Ma posso gi dirti alcune cose. Prima di tutto farai un elenco di tutte le case in cui tu e Anna siete andate, e di tutto ci che avete rubato. Poi andrai in ciascuna di quelle case a scusarti di persona. Restituirai quello che hai ancora e offrirai una compensazione per ci che non hai pi. Da ora in avanti farai volontariato ogni fine settimana fino alla fine delle superiori. E questa  solo la mia punizione personale. Il giudice avr di sicuro altro da dire.
Lei annu. Va bene, Stride.
Con me ti  andata bene disse lui. Serena sar pi dura.
Cat accenn un sorriso. Fu bello vedere il suo viso illuminarsi di nuovo. Stride aveva sempre pensato che Cat avesse un sorriso magico. Poi la ragazza fece una faccia confusa. Come mai non mi sbatti fuori?
Forse perch tu continui a chiedermi di farlo pens Stride.
La nuova regola, da oggi, disse  che non me lo chiedi pi.
Lei annu. D'accordo.
Serena entr nella stanza. Si sedette accanto a Stride e lui le pass un braccio intorno alle spalle. Avvertiva la sua stanchezza, fisica ed emotiva. Era certo che alcuni dei proiettili che avevano ucciso Bernd Frisch fossero suoi. E anche lei lo sapeva. Non importava chi fosse la persona a cui sparavi e quanto lo meritasse. Uccidere un altro essere umano ti toglieva una parte di te, che non ti veniva restituita mai pi. Non era la prima volta, per Serena, ma non si trattava di qualcosa che diventava pi facile con l'esperienza.
Erin Tierney? chiese Stride.
I medici dicono che ce la far rispose Serena. Il sollievo nella sua voce era palpabile. Ora dorme, ma prima aveva ripreso conoscenza. Non ricorda molto, il che  un bene. Ho contattato i suoi genitori, arriveranno qui domani. Faremo venire anche un terapista.
Sono felice che sia viva disse Cat, dal letto.
Non chiese di Anna. Sapeva che era morta. Stride si rese conto che Cat aveva visto, in un anno, pi morti di quanti chiunque dovrebbe vederne in tutta la vita. Eppure il destino funzionava in modo strano. Se Cat non avesse fatto gli errori che aveva fatto, le cose per Erin sarebbero andate diversamente. Altre donne sarebbero ancora in pericolo. Per caso, Cat li aveva portati a scoprire un male molto peggiore rispetto al furto di denaro o gioielli con la scusa di ridipingere una casa. Il che, tuttavia, non scusava le sue azioni.
Dal passaporto di Bernd Frisch erano risaliti alla Ingersstrom. La nave ora era sotto sequestro in porto. I federali e l'Interpol avrebbero condotto gli interrogatori e forse le risposte avrebbero contribuito a smantellare un'organizzazione criminale europea e a salvare altre vite, anche dall'altra parte dell'oceano.
Strano destino.
Cat guard prima Stride, poi Serena. Posso farvi una domanda?
Certo risposero loro, insieme.
Lei mosse le dita, a disagio, poi si mise le mani sulla pancia. Secondo voi sono pronta per essere una madre?
Stride guard Serena, incerto su chi dei due dovesse rispondere. Poi disse:  una decisione che devi prendere tu, Cat.
Voglio la vostra opinione disse Cat. E voglio che sia sincera.
Serena si chin in avanti e pos una mano sulle sue. Sinceramente, disse non lo sei.
Sapevo che lo avresti detto. E hai ragione.
Non perch tu sia una brutta persona prosegu Serena. E non perch credo che saresti una cattiva madre.  solo che sei troppo giovane per prenderti una responsabilit del genere. Toglierebbe molto sia a te, sia a tuo figlio.
Cat all'improvviso sembr pi vecchia dei suoi anni. Sto pensando che forse l'adozione  la scelta migliore. Ci sono sistemi di adozione dove il bambino pu sapere chi  la madre?
S, l'adozione aperta sta diventando abbastanza comune disse Serena.
E voi? chiese Cat. Voi prendereste in considerazione l'ipotesi di adottarlo?
Stride e Serena la fissarono incerti, chiedendosi cosa dire. Cat,  un bel pensiero, ma...
Voglio dire, voi vi sposerete, no? and avanti lei, come se non avesse tolto loro gi abbastanza nascondigli emotivi.
Serena attese. Guardava Stride. Come se anche lei fosse interessata alla sua risposta. Avrebbe potuto dire qualcosa, sorridere, fare una battuta. Invece no. Da quando erano tornati insieme avevano messo da parte l'argomento matrimonio, ma prima o poi bisognava pur decidere che cos'era il loro rapporto.
Alla fine, fu Cat a offrirgli una via d'uscita.
Scusate disse. So che non sono affari miei.
Stride non disse una parola e avvert quasi fisicamente la delusione di Serena. Si alz e and alla finestra. Alle sue spalle, Cat sussurr: Ho detto qualcosa di sbagliato?.
Serena rispose: No,  solo che lui non  pronto.
Continuarono a parlare a bassa voce. Stride non disse nulla, anche se voleva voltarsi e prenderle tutte e due tra le braccia. Riusciva a pensare solo a quanto odiasse gli ospedali.
Posso vedere Al? chiese Cat, all'improvviso.
Forse tra un po' rispose Serena. Devi riposare.
No, no, sto bene. Voglio vederlo. Anche lui mi ha salvato la vita e non voglio che pensi che lo odio.
Stride si volt. Al ha avuto fortuna. Il proiettile gli ha attraversato la spalla senza ledere organi vitali. Si riprender bene.
Posso vederlo, per favore? Cinque minuti.
Stride e Serena annuirono. Cinque minuti.
Cat non perse tempo. Scese dal letto, infil i piedi nelle pantofole e uscirono tutti e tre in corridoio. Stride si ferm alla postazione delle infermiere a controllare in quale stanza era Al Pugh. Non appena arrivarono alla soglia e Cat vide Al a letto, gli vol accanto.
Al! esclam. Si chin su di lui e lo abbracci, ma lo lasci andare subito vedendo la sua smorfia di dolore. Oh, scusa! Scusa!
Lui rise, e questo gli provoc un'altra fitta. Non preoccuparti. Ehi, sono felice che tu stia bene. Hai proprio un bell'aspetto.
Anche tu!
Al era seduto con la schiena contro i cuscini. Il camicione da ospedale era lento sul collo e si vedevano le bende che gli fasciavano la spalla sinistra, dal collo fino al gomito. Aveva gli occhi brillanti. Per la prima volta Stride lo vide come un giovane attraente. Capelli e barbetta curati. Sorriso amichevole. Fisico asciutto da giocatore di basket. Era facile comprendere l'attrazione di Cat per lui.
Cat spost il peso sui piedi e guard il pavimento. Al, devo chiederti scusa per tante cose. Per averti mentito. Per le cose che Anna e io abbiamo rubato in casa tua. Sono stata una stronza.
Be', lo sono stato anch'io. Spero che un giorno mi perdonerai.
Cat annu. Come va la spalla? Stai bene?
Fa male ammise lui.
Hai saputo di Anna?
S.
Entr un'infermiera, e Serena tocc la spalla di Cat. Ora andiamo, Al deve riposare. Fidati, so cosa significa beccarsi un proiettile. Ti toglie tutta l'energia.
S, va bene.
Cat si chin e baci Al sulle labbra. Stride vide la felicit negli occhi del ragazzo. Al prese la mano di Cat e non voleva lasciarla andare. Un piccolo gesto, ma a Stride bast per capire che Cat aveva scelto bene il suo primo vero ragazzo. Al era solido. Lavoratore. Non perfetto, ma nessuno, a diciannove anni, poteva evitare di commettere qualche stupidaggine. Guardandoli, sorrise e pens a quando lui aveva diciannove anni. Con Cindy. Quando credeva ancora nel futuro.
Li stava ancora osservando quando successe.
L'infermiera sciolse il nodo intorno al collo di Al per controllare la fasciatura e il camicione cadde, lasciandolo a torso nudo. E Stride vide qualcosa che non quadrava con il petto di un adolescente in perfetta salute. Rimase scioccato e incredulo per un attimo, prima di capire esattamente cosa stava guardando. Poi, con la rapidit di un proiettile sparato da una pistola vecchia di dieci anni, il presente e il passato acquistarono senso.
Jonny? chiese Serena, che lo stava osservando.
L'infermiera riannod il camicione di Al, ma Stride ormai aveva visto ci che doveva vedere.
La cicatrice di una persona che aveva subito un'operazione al cuore.

59.

Trovarono la madre di Al nella caffetteria dell'ospedale.
Era con le tre figlie, che avevano dai dieci ai sedici anni. Quando vide Stride, Serena e Maggie convergere verso il suo tavolo, aggrott la fronte. Disse qualcosa sottovoce alle ragazze, che presero i loro vassoi e cambiarono posto.
La donna continu a mangiare con calma, mentre i detective si sedevano al tavolo. Non alz nemmeno lo sguardo quando Stride disse: Janine Snow ha operato Al, vero? Gli ha salvato la vita.
Toiana Pugh pos forchetta e coltello sul vassoio e mise le mani in grembo. Fece un respiro profondo e le scese una lacrima.
S. Quella donna per noi  stata un angelo sceso dal cielo. Il mio Sherman Aloysius doveva morire. Lo avremmo perso. E quella donna bellissima ce lo ha restituito.
Perch non ce lo ha detto prima? chiese Stride.
La madre di Al lo guard con rabbia. Per lasciare che le faceste ancora del male? Non avete fatto abbastanza? Quella donna non deve stare in galera. Deve poter aiutare altre famiglie. Altri bambini.
Stride si pass le mani tra i capelli, facendosi indietro e sollevando dal pavimento le gambe anteriori della sedia. L mangiava soprattutto il personale dell'ospedale, ma c'erano anche famiglie. Lui sapeva cosa significava passare ore in posti come quello. Aspettando. Pregando. Piangendo.
Capisco disse. Capisco davvero. Ma ora dobbiamo sapere esattamente cosa  successo.
Toiana gli punt contro un dito con un'unghia smaltata di porpora. Sa con quanti medici avevamo parlato? Ma la risposta non cambiava. Niente assicurazione? Ci dispiace, non possiamo aiutarvi. Mio figlio poteva anche diventare blu davanti ai loro occhi, per quello che gliene importava. Ma la dottoressa Janine era diversa. Disse che ad Al ci avrebbe pensato lei. Non avevamo n i soldi, n l'assicurazione, ma lei ci disse di non preoccuparci. Non mi vergogno a dire che caddi in ginocchio e piansi. Anche Seymour. La dottoressa mantenne la parola. Oper Al e gli salv la vita. E non ci chiese mai un centesimo.
Immagino la vostra gratitudine disse Stride.
Gratitudine? Eravamo in debito con lei. Le dovevamo tutto. Seymour e io chiedemmo cosa potevamo fare, come potevamo ripagarla. Lei ci disse di fare in modo che Al avesse una buona vita, bastava questo. Ma noi insistemmo. Se c' qualcosa, qualsiasi cosa, che possiamo fare, dicemmo ci chiami.
Segu un lungo silenzio. Poi Maggie disse: E lei vi chiam?.
Toiana prese la forchetta e la piant nelle lasagne, ma aveva perso l'appetito. Ci furono molti appuntamenti di controllo, dopo l'operazione. La dottoressa ci parl di suo marito. Di che bestia era. Di come si sentisse intrappolata. Le persone pi intelligenti a volte finiscono nelle relazioni peggiori. Lei era una dottoressa fantastica, ma nella vita personale non era diversa da tante mogli e fidanzate che finiscono nei rifugi per donne maltrattate.
O questo voleva farvi credere pens Stride.
Sapevamo che la situazione tra loro era brutta prosegu Toiana. Ma ci che  successo dopo...
S'interruppe.
Signora Pugh? mormor Maggie.
Non credo di dovervi dire altro.
Vuole parlare con un avvocato?
Non mi fido degli avvocati. Inoltre, non so nulla di ci che successe allora. Non do la colpa alla dottoressa Janine per ci che ha fatto. E non la do neppure a Seymour. Lui sentiva di dover pagare un debito. Un debito che non si poteva misurare.
Loro attesero, senza farle pressioni.
La dottoressa venne a casa nostra disse lei alla fine. Un paio di settimane prima di Natale. Fu una sorpresa. Non era mai venuta prima. Disse di voler vedere come stava Al. A me sembrava di aver ricevuto una visita dalla regina, capite? Eravamo tutti eccitati. Poi lei e Seymour a un certo punto uscirono e andarono a sedersi in macchina. A parlare. Restarono l forse pi di un'ora. Dopo lei se ne and e Seymour torn in casa con una faccia come se avesse un grosso peso sulle spalle. Gli chiesi di cosa avessero parlato, ma lui rispose che non era nulla. Dopo, per, non fu pi lo stesso uomo. Aveva dei segreti.
Non era difficile immaginare la conversazione tra Janine e Seymour Pugh. Lei gli aveva chiesto aiuto per liberarsi del marito. Lui sentiva di non avere altra scelta che fare ci che gli era stato chiesto. La dottoressa che aveva salvato la vita a suo figlio voleva un'altra vita in pagamento. Un omicidio. E quando Seymour Pugh si era trovato di nuovo a Chicago per lavoro, aveva comprato una pistola per la strada.
Dopo la morte di Jay, suo marito le disse cosa era successo? chiese Stride.
Alla fine s. Come ho detto, lo fece dopo la visita di quella poliziotta. E io finalmente capii perch era tanto cambiato. Mi misi a urlargli contro finch mi disse la verit. Saperlo mi lasci a terra, distrutta. Ma avrei detto di no, se lui me ne avesse parlato prima di farlo? Non lo so. Al era vivo solo grazie a quella donna.
Lui le disse esattamente come era andata?
Toiana annu. Doveva sembrare un furto andato male. Uccidere quell'uomo, rubare alcuni gioielli. La dottoressa non voleva che Seymour restasse molto tempo in casa e gli disse che avrebbe messo dei gioielli in una busta e glieli avrebbe lasciati nella cassetta della posta. Lei doveva andare a un party, e voleva che lui lo facesse in quel lasso di tempo, mentre lei non c'era. Ma tutto and a rotoli. Voglio dire, non puoi prendere in giro Dio. Lei non aveva premuto il grilletto, ma and in galera lo stesso. Quando fu arrestata, Seymour voleva aiutarla. Impegnare i gioielli, o fare in modo che la pistola fosse ritrovata. Io dissi di no. Mi dispiaceva per la dottoressa, ma non avrei lasciato che Seymour gettasse via le nostre vite. Lo avrebbero preso, lo sapevo. E voi avreste comunque messo dentro la dottoressa. Perci tentare di aiutarla non sarebbe servito a nulla.
Cosa esattamente and male? chiese Stride. Janine era gi tornata a casa, quando suo marito uccise Jay.
Seymour non lo sapeva. Era arrivato con molto ritardo e stava quasi pensando di rinunciare, poi decise di farlo lo stesso. Non credeva che avrebbe avuto lo stomaco per riprovarci un'altra volta. L'auto di Janine non era nel garage, quindi pens che lei fosse ancora al party.
Come mai era arrivato in ritardo? chiese Maggie, poi picchi un pugno sul tavolo. Il ponte.
Stride la fiss. Cosa?
Il ponte! Quella notte era bloccato, per via di un tir che si era rovesciato. Siamo rimasti bloccati anche noi, per un paio d'ore, ricordi? Seymour Pugh doveva essere l anche lui, seduto nel suo Rav bianco. Sono certa che controllando le foto dei notiziari dell'epoca troveremo la sua auto. Doveva arrivare a casa di Janine ore prima, mentre lei era al party, ma non ce l'ha fatta per via del ponte. Poi quando finalmente  potuto passare, si  recato alla villa, senza sapere che Cindy aveva gi accompagnato a casa Janine.
Stride cap che Maggie aveva ragione. E prov una nuova ondata di rancore contro Janine Snow, perch si rese conto che Janine aveva manipolato anche Cindy, inserendola nel suo piano. Sua moglie doveva essere l'alibi di Janine per quella notte. La moglie del capo dei detective della polizia. Chi avrebbe messo in dubbio la sua parola? Janine aveva chiesto a Cindy di accompagnarla a casa, cos avrebbero trovato insieme il cadavere di Jay. Invece Jay era venuto ad aprire la porta, vivo e vegeto, e il piano era andato in malora.
Janine doveva aver pensato che Seymour non se la fosse sentita. Era andata a farsi una doccia e proprio allora Seymour Pugh era arrivato, aveva preso i gioielli nella cassetta della posta, aveva sparato a Jay ed era scomparso. Proprio come avevano deciso varie settimane prima. Stride poteva solo immaginare l'orrore di Janine quando aveva scoperto il corpo e si era resa conto che il suo piano per il delitto perfetto l'aveva trasformata nella principale sospettata.
Dov' ora? chiese a Maggie. Dov' Janine?
Archie l'ha alloggiata in una suite al Fitger's.
Stride si alz. Credo che dovremmo andare a darle il bentornata a Duluth.

60.

Credevo che avrei dovuto farle le mie scuse, alla fine disse Stride, parcheggiando in Superior Street, davanti a Fitger's. Per essermi sbagliato sull'omicidio di Jay. Per aver contribuito a rubarle otto anni di vita.
Scesero tutti e tre. Stride sal i gradini verso l'ingresso dell'hotel, seguito da Serena e Maggie. Un fattorino apr loro la porta. La spessa moquette bordeaux, il pianoforte a coda e le lampade da tavolo vecchio stile richiamavano alla mente le propriet dei grandi affaristi senza scrupoli del passato di Duluth. Il bancone della reception, dietro una grata di ferro, somigliava allo sportello di una banca del selvaggio West.
Stride vide le scale che salivano ai piani superiori. Era sicuro che Janine fosse in una delle suite con vista sul lago ai piani pi alti.
Serena gli tocc un braccio. Va tutto bene?
Stride scosse la testa. Quella donna ha usato Cindy. Mia moglie era sua amica, e Janine voleva servirsi deliberatamente di lei per procurarsi un alibi perfetto. Quello che  peggio,  che probabilmente ora se la caver. Non si pu giudicare due volte una persona per lo stesso delitto,  la legge. L'abbiamo gi condannata per l'omicidio di Jay e ci siamo sbagliati, perch non  stata lei a sparare. Anche se  ugualmente colpevole, visto che  la mandante, non so se riusciremo a farla tornare in prigione.
Cominci a salire le scale.
Si  comunque fatta otto anni osserv Serena.
Otto anni di quella che doveva essere una condanna a vita senza possibilit di libert vigilata rispose Stride. Si tratta di omicidio di primo grado. Premeditato.
Raggiunse il corridoio silenzioso del primo piano. La manager dell'hotel, Tami, venne loro incontro scendendo dai piani superiori. Era una bionda minuta dall'aria effervescente, ma ora aveva una faccia seria. Stride disse subito. Avete fatto in fretta.
Cosa vuoi dire? chiese lui.
Ho appena telefonato al tuo ufficio.
Non siamo qui in risposta a una chiamata disse Stride. Cosa succede?
Abbiamo dei problemi nell'attico. Urla.
Per caso nella suite di Janine Snow? chiese subito Stride.
Lei annu.
Chi c' con lei?
Tami scosse la testa. Non lo so. Archie l'ha accompagnata qui nel pomeriggio. Lei ha fatto un po' di shopping, poi un paio d'ore fa  salita nella sua stanza. Credevo fosse sola.
Resta qui. Ci pensiamo noi.
Salirono tutti e tre. Erano al quarto piano quando udirono lo sparo.
Stride si mise a correre e sal l'ultima rampa due gradini alla volta. Sul pianerottolo, ud un altro sparo. Raggiunse il quinto piano con Serena e Maggie subito dietro di lui. La suite di Janine era a due metri dalle scale. La porta era socchiusa. Stride sent odore di polvere da sparo ed estrasse la pistola. Tese le orecchie, ma ora nella stanza era sceso il silenzio.
Stride spinse la porta con un piede. Era pesante. Dall'apertura, scorse una figura umana in fondo alla stanza. Polizia disse, puntando la pistola. Stiamo entrando.
La persona all'interno non si mosse, non reag. Stride spalanc la porta sul soggiorno della suite, con divano e tavolino adorno di fiori freschi. La luce bassa del tardo pomeriggio entrava da un lucernario. Sul tavolino c'erano una bottiglia di vino vuota e due bicchieri.
Stride pens alla bottiglia di vino in casa di Janine, la notte in cui era stato ucciso Jay.
Poco oltre la porta vide un corpo sulla moquette, all'incirca nello stesso punto in cui si trovava il cadavere di Jay nel soggiorno della villa, nove anni prima. Il parallelo era inquietante. Anche la posizione del corpo era la stessa. Cos come il buco di proiettile che aveva in fronte.
Stride riconobbe il morto sul pavimento.
Era Howard Marlowe, l'ex giurato che non aveva mai superato la sua ossessione per quel caso.
Oltre la zona soggiorno, c'erano un letto a baldacchino e un caminetto. Delle vetrate a parete guardavano sul lago Superior. Stride vedeva soltanto i piedi del letto. La vista era bloccata da un alto cassettone di noce. Vicino al letto c'era una donna, in piedi, con le spalle curve. Stride non la riconobbe. Sembrava sulla cinquantina. Indossava T-shirt e blue jeans. I capelli castani e grigi erano tirati dietro le orecchie. Fissava il letto, con le braccia lungo i fianchi.
Il revolver era sulla moquette, dove lo aveva lasciato cadere.
Si allontani dalla pistola, signora disse Stride, ma la donna non si mosse. Non sembrava neppure averlo sentito. Era come in trance.
Lei chi ? chiese Stride, avvicinandosi.
Mi chiamo Carol Marlowe.
Stride si avvicin fino a vedere il resto del letto e comprese cosa era accaduto. Tra le lenzuola disfatte c'era Janine. Nuda. Morta. Anche lei, come Howard, aveva un foro di proiettile in testa. La moglie di Howard li aveva uccisi entrambi dopo che avevano fatto l'amore.
Quella puttana ha rovinato la nostra vita mormor Carol. Mi ha tolto tutto ci che avevo.
Stride non disse nulla. Non c'era nulla da dire. Allontan con un calcio la pistola dalla donna. Nel frattempo Maggie si accost a lei da dietro. Carol non oppose resistenza alle manette e si lasci condurre via passivamente. Ma quando arriv davanti al corpo di Howard scoppi in un pianto dirotto, con urla e gemiti. Voleva gettarsi addosso al marito morto, e Maggie dovette trattenerla con tutta la forza.
Howard! Oh, Dio, Howard! Mi dispiace!
La porta si chiuse e le grida continuarono nel corridoio.
Stride e Serena erano soli con i cadaveri. La suite odorava di polvere da sparo e sesso. La portafinestra semiaperta lasciava entrare l'aria dolce del lago e l'umidit della pioggia recente.
Stride controll le pulsazioni di Janine, per sicurezza, ma sapeva gi che era morta. Aveva gli occhi chiusi e un'aria stranamente pacifica. Nuda era ancora bella. Stride prov l'impulso di coprirla, ma nella morte non c'era pudore. Janine era colpevole. Era innocente. Era un'eroina. Era il diavolo. Era tutte quelle cose insieme.
La rabbia che provava verso di lei si trasform in rimpianto. Una cosa che Stride non faceva mai era lasciarsi prendere dall'emozione sulla scena di un crimine, ma ora provava un inaspettato senso di perdita. Come se l'universo volesse dirgli che non esistevano nuovi inizi. Ma non voleva crederci. Forse la lezione era solo che non si poteva sfuggire ai peccati del passato. Presto o tardi tornavano a chiederti il conto.
Alla fine ha avuto la sua condanna a vita, direi disse Serena.
Stride annu, senza replicare. Non riusciva a distogliere gli occhi dalla donna sul letto. La cosa strana era che non riusciva a guardare il viso di Janine senza vedere anche Cindy. Il 28 gennaio. Quasi dieci anni prima, quando tutto era diverso. Rivide sua moglie nella penombra della loro camera da letto, quella notte. La luna le illuminava una spalla nuda. Risentiva l'odore della sigaretta che fumava mentre le diceva di Janine e Jay.
Erano giovani entrambi, allora. Non sapevano cosa il futuro aveva in serbo per loro. Non sapevano come tutto stava per cambiare.
Quello era allora. Oggi era oggi.

61.

Stride era seduto sulla panchina verde in fondo alla Punta, con le gambe allungate e le onde della baia che gli lambivano le scarpe. Fiori gialli spuntavano qua e l sulla spiaggia. Il sole di fine estate era tramontato dietro le colline, lasciando un bagliore arancione sulle nuvole. Era solo, ma se fissava il buio che stava scendendo, riusciva quasi a immaginare Cindy seduta accanto a lui. Con le gambe incrociate sulla panchina, nella posizione del loto, le mani sulle ginocchia e il mento sollevato verso il cielo. I lunghi capelli neri che le scendevano fino ai fianchi.
Sono qui, Jonny avrebbe detto lei. Non mi vedi?
Non era la realt, ovviamente. Era solo un altro gioved sera. Serena era andata al cinema. Cat era nella sua stanza al cottage, e faceva i suoi sudoku. La vita non era cambiata affatto.
Eppure lui poteva ancora chiudere gli occhi e far rivivere Cindy. Come se il tempo non fosse passato. Come se il vero sogno fossero gli anni trascorsi da allora. In altri luoghi della sua vita, Cindy era ormai un fantasma che lo tormentava sempre meno, ma l, vicino all'acqua, era sempre presente. L non c'era mai bisogno di dirsi addio.
Stride guard la baia, tentando di memorizzare ogni onda. Erano stati insieme su quella panchina cos tante volte. Avevano trascorso l tanti momenti della vita. Avevano parlato, pianto e riso. Avevano ricordato.
Quanti anni avevamo la prima volta che siamo stati qui?
Diciassette. L'et di Cat.
Qui tu mi hai chiesto di sposarti.
S.
Cosa ho risposto?
Hai detto che era ancora presto.
Ti conoscevo solo da una settimana.
Questo  vero.
Stride sapeva cos'era l'amore a prima vista. Aveva chiesto di nuovo a Cindy di sposarlo, alla fine dell'estate, e stavolta lei aveva detto di s. Ma non lo dissero a nessun altro. N al padre di Cindy, n alla madre di Stride. Per un po' di tempo fu il loro segreto.
Tante belle cose sono successe su questa panchina.
Anche cose brutte.
S, anche cose brutte. Cos  la vita.
Stride veniva a sedersi l nei momenti importanti. Buoni, cattivi, allegri, tristi. In un certo senso, quel posto era una specie di punto zero, per lui. Su una mappa, quello era il punto in cui potevi essere certo di trovare l'anima di Jonathan Stride. A Duluth. Sulla Punta. Vicino all'acqua. Non rivolta verso la distesa del lago, ma verso il porto e le navi e i moli. Quella era la vita nei territori del Nord.
Si chiese cosa avrebbe detto Cindy di Janine, ora che sapevano la verit. La sua amica era colpevole, alla fine, si era servita di lei e l'aveva ingannata. Ma Stride sapeva che tipo di persona era Cindy. Sarebbe stata triste, avrebbe pianto per l'amica scomparsa. Anche lui era triste, ma non per la morte di Janine. Lei era un'ultima porta aperta su un'altra epoca della sua vita. Una porta che adesso si era chiusa.
Dimmi che non sei ancora innamorato di me.
Era questo che Cindy avrebbe detto. E la risposta era no. Non pi. Per molto tempo, Stride si era rifiutato di lasciarla andare, ma ora non pi.
Devo dirti una cosa disse, ad alta voce, come se lei potesse sentirlo.
Ma non c'era bisogno di dirlo. Ovunque fosse, lei era in pace, con se stessa e con lui. Avrebbe capito cosa intendeva fare. E avrebbe detto che aveva aspettato anche troppo.
Hai di nuovo nella tua vita una persona che temi di perdere.  una bella cosa.
S, era una bella cosa.
Stride desiderava poter toccare di nuovo Cindy. Sorridere con lei, averla accanto anche solo per pochi secondi. Ma quando si volt, il posto accanto al suo, sulla panchina, era vuoto. Cindy non c'era pi. Da anni. Accanto a lui c'erano solo la baia e la sabbia. Era la storia del loro rapporto. Lei era l, era l, era l, e a un tratto non c'era pi.
Stride era rimasto solo.
Ma ora non pi. Non sarebbe restato solo. Non se avesse creduto nel futuro.
Serena trov Maggie al bar nel seminterrato di Tycoon's, in Superior Street, di fronte al casin. Era seduta da sola con una bottiglia di Starfire, a un tavolino con sopra una candela, accanto a una colonna in arenaria grezza. Il pub era stato costruito nel vecchio municipio di Duluth, e il bar nel seminterrato, con i suoi soffitti bassi, una volta era la prigione cittadina. C'erano ancora nomi vecchi di un secolo, incisi nella pietra da detenuti rinchiusi l tra i topi e l'umidit.
Maggie sollev il bicchiere di birra, come per un brindisi. Bene, bene, Serena Dial. Con tanti ritrovi nel mondo, dovevi venire proprio nel mio. Come hai fatto a trovarmi?
Serena si sedette di fronte a lei. Non beveva alcolici, ma il barista la conosceva e le port una Diet Coke con ghiaccio tritato. Non eri in casa, perci il Tycoon's era una buona probabilit.
Avevo pensato al Black Water, ma stasera mi andava pi una birra che un martini.
Serena pens che la Starfire davanti a Maggie non fosse la prima della serata. Posso dirti una cosa? Da ex alcolizzata che ha una certa esperienza in queste cose?
Spara.
Bevi troppo.
E credi che non lo sappia? disse Maggie.
No, so che lo sai, ma a volte uno comincia a farci caso sul serio solo quando gli amici glielo fanno notare.
Maggie fin la birra e alz un dito verso il barista per chiederne un'altra. Bene, quando uno dei miei amici me lo dir, ci far caso.
Serena annu. Messaggio ricevuto.
Meno male. Mi sarebbe dispiaciuto fare una battuta sottile, mentre sono cos ubriaca.
 un peccato, perch a me un'amica servirebbe. E anche a te, credo.
Maggie si soffi via la frangetta dagli occhi. Io non ho bisogno di nessuno.
Tu forse no, ma io s. Le cose sono andate in modo strano, ma non  tutta colpa tua. Comunque, se vuoi che me ne vada, me ne vado.
No, resta. Se questo vecchio edificio dovesse crollare, posso ripararmi sotto le tue tette.
Maggie ridacchi. Serena prov un breve lampo d'irritazione, poi rise con lei. E a un tratto la cosa and fuori controllo e risero fino a restare senza fiato. Quando riuscirono di nuovo a parlare, Maggie inclin pericolosamente all'indietro la sedia. Voglio dire solo una cosa: sono stati due anni di merda, per me.
Lo so disse Serena.
Ma proprio di merda. Credevo che i ricchi fossero sempre felici. Forse dovrei dare tutto in beneficenza.
Cos sarai povera e infelice. Non farlo.
Hai ragione.
La fiera dello stato comincia la settimana prossima le ricord Serena.
E allora? Se voglio una birra, posso prenderla qui.
Serena tocc il cellulare di Maggie sul tavolo. Chiama Troy.
Lui merita di meglio.
Tu gli piaci.
Allora piaccio a uno solo di noi due.
Vuoi che lo chiami io per te? Lo faccio, eh?
Serena prese il telefono dal tavolo e Maggie glielo tolse subito di mano. Non sono pronta disse.
Secondo me  solo che te la fai addosso dalla fifa.
Chuck disse Maggie. Il barista le port un'altra Starfire e lei la fiss, aggrottando la fronte. Serena aveva ragione, lo sapeva. Ultimamente annegava i dolori in troppo alcol.
Insomma, perch sei venuta? chiese.
Mi mancano le nostre chiacchierate disse Serena.
Stride sa che sei venuta da me?
No. Non volevo alimentare le sue speranze, nel caso finisse a cazzotti.
Se succede, avvisa Guppo, prima. Pagherebbe un sacco di soldi per vedere l'incontro.
Serena sorrise. Jonny ti ha detto di Cat e del bambino?
Maggie scosse la testa. Stiamo sempre alla larga dall'argomento Cat.  tutto a posto?
S, ma ora Cat sta pensando di darlo in adozione.
Mi sembra l'idea migliore.
Ha chiesto se Jonny e io saremmo disposti a adottarlo.
Vuoi dire, cos lei pu godersi la vita, mentre voi due fate tutto il lavoro?
Sei proprio cinica disse Serena. Comunque abbiamo deciso di dirle di no.
Lo pensate tutti e due?
S. Io non posso avere figli, perci non ci ho mai pensato sul serio. Jonny pensa che crescere un bambino sia una faccenda per uomini pi giovani. Perci siamo in sintonia sull'argomento.
Eppure sei qui e ne stai parlando a me disse Maggie, con uno sguardo inquisitorio. Qualcosa non quadra.
Maggie lo aveva capito. Nonostante gli attriti tra loro, si conoscevano come sorelle. E nessuna delle due aveva problemi a far notare all'altra qualche comportamento stupido.
Sinceramente, la mia paura  che il no di Jonny al bambino sia un modo di dire no a me ammise Serena. Come dire che il nostro rapporto non ha futuro.
Maggie scosse la testa. Poi cedette e bevve un lungo sorso di birra. Per essere una gran figa, sei troppo insicura.
Senti chi parla.
Io, insicura? No, solo realista.
Serena indic di nuovo il cellulare. Troy.
E va bene, hai vinto. Lo chiamo. Maggie compose un numero con l'indice sulla tastiera e le rispose la segreteria. Troy, sono Maggie. Ci sto. Tu, io e le ragazze. Andiamo a strafogarci di fritture la prossima settimana.
Riappese.
Contenta? disse a Serena.
Mi ringrazierai.
Forse. Ora smetti di interpretare le intenzioni di Stride dietro il suo no a Cat. Non ha nulla a che fare con i suoi sentimenti per te.
E tu? chiese Serena.
Io cosa?
Volevi adottare un bambino. Eri determinata a fare tutto il necessario per trovarne uno.
Gi, e sono stata rifiutata da tutte le agenzie di adozione dello stato. Chiss perch, non pensavano fosse una buona idea affidare un bambino a una donna single con un lavoro pericoloso e una storia pubblica di decisioni sentimentali sbagliate. Alla fine ho deciso che avevano ragione loro. Fine della storia.
Non se non vuoi che sia cos disse Serena.
Maggie si chin verso di lei sul tavolo. Io, adottare il figlio di Cat?  quello che stai cercando di dirmi?
 quello che sto cercando di dirti.
Maggie bevve un altro sorso di birra. No.
Cos, punto e basta?
Punto e basta. Maggie pos il bicchiere e mise una mano su quella di Serena, parlando in tono pi dolce. Domani negher di essere stata cos sensibile, capito? Il fatto  che Cat vive con voi due, e se il bambino viene a vivere con me si crea una situazione poco sana per tutti. E tu lo sai bene, secondo me. Tuttavia  stato molto carino e nobile da parte tua propormelo.
Parlavo sul serio disse Serena, pur sapendo che Maggie aveva ragione.
Ne sono sicura, ma la mia risposta  no. Mi sembra ottimo che Cat sia disposta a dare in adozione suo figlio. Dovrebbe scegliere una giovane coppia stabile, capace di dargli tanto amore.
Serena sorrise. Stai diventando un cuore tenero.
Morditi la lingua.
Serena si alz. Bene, ora  meglio che vada. Ti lascio finire la tua birra in pace.
In realt ho gi finito disse Maggie. Un'amica mi ha fatto notare che bevo troppo.
Gett dei soldi sul tavolo, salirono insieme le scale e uscirono in strada senza parlare. Superior Street era in piena attivit notturna, tutta luci al neon e rumore. Davanti al casin c'era un grande andirivieni e molti pedoni attraversavano la strada tra le auto ferme al semaforo rosso. Pass un'auto della polizia ed entrambe fecero un gesto di saluto.
L'hotel Sheraton, dove Maggie aveva il suo appartamento, era a due isolati di distanza. La poliziotta cinese infil le mani nelle tasche dei jeans. Era una sera fredda, che annunciava un autunno anticipato. Buonanotte, Serena. E grazie. So che non  stato facile, per te.
Pi facile di quanto pensi disse Serena.
Maggie si volt e si allontan sulle sue scarpe con le zeppe verso lo Sheraton. Serena la segu con lo sguardo, poi and a prendere la sua Mustang nel parcheggio del casin. Sintonizz la radio su una stazione che trasmetteva un brano della Zac Brown Band e si mise a cantare con loro. Tornando verso la Punta evit per un pelo di restare bloccata dall'altro lato del ponte, per via del passaggio di una nave da carico. Parcheggi accanto al cottage ed entr dalla porta sul retro. Fu sorpresa di non vedere l'Expedition di Jonny.
In casa, Cat risolveva i suoi sudoku, con la rivista poggiata sul pancione sempre pi grande.
Sai dov' Jonny? chiese Serena.
 uscito disse Cat, con uno strano sorriso.
 successo qualcosa?
Non lo so rispose Cat. Ma il suo tono diceva una cosa diversa. Diceva: Conosco un segreto.
Dov' andato?
Credo ti abbia lasciato un biglietto.
Ah disse Serena, confusa. Indic la lampada sul comodino di Cat e disse:  ora di spegnere, ragazzina.  gi mezzanotte passata.
Cat le strizz l'occhio. S, mamma.
Serena chiuse la porta della stanza. Si rese conto di sentirsi il cuore leggero. Cominci a sbottonarsi la camicetta, poi and in camera da letto e vide un foglio sul cuscino. Era un messaggio di Jonny.
Sono alla panchina verde. Vieni?
Ci volle solo un attimo perch la leggerezza che provava si trasformasse nel peso di tutte le incertezze della sua vita. Maggie aveva ragione, lei era una donna insicura. La panchina verde era il posto dei momenti di svolta. Jonny ci andava nei momenti belli e in quelli brutti, e lei non poteva evitare di chiedersi di cosa si trattasse ora.
Di un momento bello o brutto.
Conosco un segreto diceva l'espressione di Cat, poco prima. Quel segreto l'aspettava sulla panchina verde in fondo alla Punta.
Il primo istinto di Serena fu quello di fuggire. Anche da un'eventuale buona notizia. Anche da ci che desiderava. Fu quasi sul punto di salire sulla Mustang e scappare da Duluth senza mai sapere cosa volesse dirle Stride.
Invece, nell'aria ferma della notte, and da lui.
...
.
...
FINE.
